Altro che integralismo ciellino, c'è vita e pensiero in quel di Rimini
Ho detto festa popolare: mica ha l'esclusiva del lavoro militante e gratuito il meeting. Tanti incontri di questi anni con gli inventori del genere, i generosi ragazzi/pensionati delle Feste dell'Unità, me ne hanno dato prova. Qui a Rimini però (genius loci romagnolo, forse) c'è un di più di vivacità e attenzione ai diversi target, come si dice oggi, che mette buonumore. I bambini hanno spazi bellissimi dolcemente sponsorizzati, gli adolescenti hanno libertà di canto & casino a qualsiasi ora, la famiglia con passeggino/i ha piena cittadinanza, le carrozzine invalidi ed handicappati una cura tutta speciale, gli anziani con bastone si aggirano circondati da rispetto e attenzione. Se poi ti capita di far da ospite, la macchina della cortesia, specie con gli "infedeli" e i distanti, è particolarmente avvolgente. Volontari e volontarie che sembrano cresciute alla scuola della business Emirates o Singapore scopri invece che non sono nemmeno riminesi ma di tutta Italia, e che trattasi di studenti/studentesse in pausa esami, cordiali e disponibili a raccontare tutto di sé oppure silenziosi e discreti come ombre. Puoi pure sospettare oscuri interessi di cui sono inconsapevoli ostaggi, ma intanto hanno l'aria contagiosa (e particolarmente dissonante nel "divertimentificio" romagnolo) della gratuità che riempie la vita.


ROMA. «Renzi non viene al nostro raduno? Noi facciamo il tifo per il suo governo»,
giura il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio
Vittadini. Ecco il Meeting che non ti aspetti. O forse sì, visto
l’irrinunciabile afflato governativo di Cl. Anche se il premier
diserterà ostentatamente l’evento.








