giovedì 3 aprile 2014
Cara mamma...
Sotto il cuscino di un giovane appena deceduto…''Cara mamma, da alcuni giorni riesco a stare seduto sul letto solo per mezz’ora e per il resto della giornata sono immobilizzato. Il cuore non vuole più battere. Stamattina presto il professore ha detto qualcosa che suonava come “essere pronto”. Per che cosa? Certo è difficile morire giovani! Devo essere pronto al fatto che all’inizio della settimana sarò un “trapassato”; e non sono pronto.
I dolori scavano in modo quasi insopportabile, ma ciò che mi sembra davvero insopportabile è che non sono pronto. La cosa peggiore è che, quando guardo il cielo, è buio. Diventa notte, ma non brilla sopra di me nessuna stella, nella quale io possa immergere lo sguardo. Mamma, non ho mai pensato a Dio, ma ora sento che esiste ancora qualcosa che non conosciamo, qualcosa di misterioso, un potere nelle cui mani cadiamo, al quale dobbiamo dare delle risposte. E la mia pena è che non so chi è. Se solo lo conoscessi! Mamma, ricordi come tu, con noi bambini, camminavi nel bosco, nell’oscurità che stava calando, incontro al papà che tornava dal lavoro? A volte ti correvamo davanti e ci vedevamo improvvisamente soli.
Avanzavano dei passi nell’oscurità: che paura dei passi sconosciuti! Che gioia quando riconoscevamo che quel passo era quello del papà che ci amava. E ora, nella solitudine, sento ancora dei passi che non conosco. Perché non li conosco? Mi hai detto come mi devo vestire e come mi devo comportare nella vita, come mangiare, come cavarmela. Ti sei occupata di me e non ti sei mai stancata di tutta questa preoccupazione. Ricordo che tu, la notte di Natale, andavi a Messa con i tuoi bambini.
Mi ricordo anche della preghiera della sera, che qualche volta mi suggerivi. Ci hai sempre indirizzati all’onestà. Ma tutto questo ora per me si scioglie come neve al sole. Perché ci hai parlato di tante cose, e non ci hai mai detto nulla di Gesù Cristo? Perché non mi hai fatto conoscere il suono dei suoi passi, in modo che fossi in grado di accorgermi se è lui che viene da me in quest’ultima notte e nella solitudine della morte?»… ♥♥♥
FONTE: liberofb.altervista.org
Il futuro dei cristiani d'Oriente e le responsabilità dell'Occidente
FRANCIA - IRAQ
Patriarca caldeo: il futuro fosco dei cristiani d'Oriente, ricchezza in via di estinzione per Occidente e Islam
di Mar Louis Raphael I Sako
Le guerre in Iraq, Libia e Afghanistan hanno peggiorato la condizione dei popoli, in particolare le minoranze. Le politiche fallimentari promosse dall'Occidente. Cresce il fondamentalismo, la Primavera araba svuotata dagli estremismi. Il ruolo delle autorità musulmane nella tutela di diritti e libertà religiosa. La presenza dei cristiani in Medio oriente è fondamentale per i musulmani.

Lione (AsiaNews) - Il Medio Oriente si sta svuotando dei cristiani. Ciò avviene a causa di fondamentalismi regionali, di impaccio delle autorità locali, di inerzia della comunità internazionale e dell'Occidente. La fuga dei cristiani causerà impoverimento sociale, economico e culturale alla regione e instabilità per il mondo intero. E' l'appello accorato che Mar Louis Raphael I Sako ha lanciato nei giorni scorsi in un seminario promosso dall'università cattolica di Lione, in Francia, sulla "Vocazione dei cristiani d'Oriente". Il Patriarca caldeo invita a "non considerare" i cristiani come una "minoranza, ma come cittadini a tutti gli effetti". Nel suo lungo intervento Sua Beatitudine illustra la situazione generale dei cristiani in Medio oriente, sottolineando l'importanza della loro presenza, spiegando il ruolo delle autorità musulmane e delle Chiese orientali. Egli invita a esercitare pressioni sui governi perché siano riconosciuti e garantiti pari diritti, rilanciando ancora una volta la richiesta di fermare l'esodo dalle loro terre di origine. Ecco, di seguito, l'intervento integrale di Mar Sako (Corsivi e grassetti sono dell'originale. Traduzione a cura di AsiaNews).
I cambi di regime che hanno avuto luogo in diversi Paesi hanno aperto un abisso al loro interno; gli interventi in Afghanistan, in Iraq, in Libia non hanno affatto contribuito a risolvere il problema dei loro popoli ma, al contrario, hanno determinato situazioni caotiche e conflitti che non permettono affatto di immaginare un avvenire migliore, in particolare per i cristiani! Le divisioni confessionali divengono sempre più marcate e forti, soprattutto fra sciiti e sunniti. Diversi partiti politici di carattere settario si stanno organizzando e tutto viene a essere suddiviso in base alla confessione religiosa. Credo che in Iraq il cammino finirà con una divisione del Paese, perché il terreno è già preparato tanto dal punto di vista psicologico, quanto sotto il profilo geografico. La pulizia [etnico-religiosa] dei quartieri e delle città tra sunniti e sciiti va proprio in questa direzione.
Patriarca caldeo: il futuro fosco dei cristiani d'Oriente, ricchezza in via di estinzione per Occidente e Islam
di Mar Louis Raphael I Sako
Le guerre in Iraq, Libia e Afghanistan hanno peggiorato la condizione dei popoli, in particolare le minoranze. Le politiche fallimentari promosse dall'Occidente. Cresce il fondamentalismo, la Primavera araba svuotata dagli estremismi. Il ruolo delle autorità musulmane nella tutela di diritti e libertà religiosa. La presenza dei cristiani in Medio oriente è fondamentale per i musulmani.

Lione (AsiaNews) - Il Medio Oriente si sta svuotando dei cristiani. Ciò avviene a causa di fondamentalismi regionali, di impaccio delle autorità locali, di inerzia della comunità internazionale e dell'Occidente. La fuga dei cristiani causerà impoverimento sociale, economico e culturale alla regione e instabilità per il mondo intero. E' l'appello accorato che Mar Louis Raphael I Sako ha lanciato nei giorni scorsi in un seminario promosso dall'università cattolica di Lione, in Francia, sulla "Vocazione dei cristiani d'Oriente". Il Patriarca caldeo invita a "non considerare" i cristiani come una "minoranza, ma come cittadini a tutti gli effetti". Nel suo lungo intervento Sua Beatitudine illustra la situazione generale dei cristiani in Medio oriente, sottolineando l'importanza della loro presenza, spiegando il ruolo delle autorità musulmane e delle Chiese orientali. Egli invita a esercitare pressioni sui governi perché siano riconosciuti e garantiti pari diritti, rilanciando ancora una volta la richiesta di fermare l'esodo dalle loro terre di origine. Ecco, di seguito, l'intervento integrale di Mar Sako (Corsivi e grassetti sono dell'originale. Traduzione a cura di AsiaNews).
I cambi di regime che hanno avuto luogo in diversi Paesi hanno aperto un abisso al loro interno; gli interventi in Afghanistan, in Iraq, in Libia non hanno affatto contribuito a risolvere il problema dei loro popoli ma, al contrario, hanno determinato situazioni caotiche e conflitti che non permettono affatto di immaginare un avvenire migliore, in particolare per i cristiani! Le divisioni confessionali divengono sempre più marcate e forti, soprattutto fra sciiti e sunniti. Diversi partiti politici di carattere settario si stanno organizzando e tutto viene a essere suddiviso in base alla confessione religiosa. Credo che in Iraq il cammino finirà con una divisione del Paese, perché il terreno è già preparato tanto dal punto di vista psicologico, quanto sotto il profilo geografico. La pulizia [etnico-religiosa] dei quartieri e delle città tra sunniti e sciiti va proprio in questa direzione.
mercoledì 2 aprile 2014
Le ultime ore di Giovanni Paaolo II raccontate dal suo medico
Spogliato di tutto attendeva l’incontro con Dio». Le ultime ore di Giovanni Paolo II raccontate dal suo medico
aprile 2, 2014
Redazione
L’aggravarsi della malattia, gli
ultimi gesti deboli e la richiesta: «Lasciatemi andare dal Signore». A
nove anni dalla morte del Papa presto santo il suo medico racconta quei
momenti
È
il bollettino ora per ora di un uomo anziano sfinito dalla malattia, ma
che vive quegli ultimi momenti di vita con grande dignità mista ad
attesa, sapendo che presto potrà andare ad abbracciare il Padre. A nove
anni dalla morte di Giovanni Paolo II Libero pubblica alcuni
stralci dell’intervista al medico personale di papa Wojtyla, Renato
Buzzonetti, raccolta da Wlodzimierz Redzioch nel libro appena uscito per
Ares Accanto a Giovanni Paolo II, dove il dottore cita gli
appunti degli ultimi momenti critici trascorsi a fianco del pontefice
polacco, che il 27 aprile prossimo verrà proclamato santo.MORI’ ALLE 21.37. La cronaca comincia con la messa di giovedì 31 marzo 2005, durante la quale il Papa «viene colto da un brivido squassante, cui segue una grave elevazione termica e un gravissimo shock settico. Grazie alla bravura dei rianimatori in servizio, la situazione critica viene dominata e controllata ancora una volta». Seguono ore di stallo, al Santo Padre viene somministrata l’unzione degli infermi, in una celebrazione in cui non si tira indietro dal suo ruolo di officiante nonostante le condizioni fisiche precarie: «Alla consacrazione, il Papa solleva debolmente il braccio destro due volte, per il pane e per il vino. Accenna a battersi il petto con la mano destra al momento dell’Agnus Dei». Trascorre in quelle condizioni tutto il venerdì e il sabato pomeriggio: attorno alle 16 di quel 2 aprile, poi, si addormenta e perde conoscenza, per poi entrare in coma profondo e morire alle 21.37: «Dopo pochi minuti di stupito dolore, viene intonato il Te Deum in lingua polacca e dalla piazza, d’improvviso, si vede illuminata la finestra della stanza da letto del Papa».
L'eugenetica in Svezia
Torna alla luce il segreto inconfessabile del mitico welfare svedese. La sterilizzazione delle zingare
aprile 2, 2014
Lucetta Scaraffia
Articolo tratto dall’Osservatore Romano –
La Svezia, se pure con ritardo e un pezzo per volta, sta facendo i
conti con il suo passato eugenista. Se negli anni Novanta era finalmente
emersa la realtà degli aborti e delle sterilizzazioni praticate
prevalentemente sulle donne povere e sole, che avrebbero avuto
difficoltà ad allevare i figli, oggi si comincia a parlare delle
persecuzioni contro quella che veniva considerata una razza inferiore,
gli zingari. Il premier Fredrik Reinfeldt (foto sotto) infatti ha
chiesto scusa per le discriminazioni e le sterilizzazioni esercitate nei
confronti degli zingari nel periodo 1934-1974.Non deve stupire che ciò sia accaduto proprio in quello che si può considerare il periodo d’oro dei governi socialdemocratici svedesi, quelli che hanno costruito il mito del welfare svedese, che assicurava un benessere sociale collettivo. Proprio quei socialdemocratici che hanno contato nelle loro file ben due premi Nobel, Gunnar e Alva Myrdal, autori di una complessa utopia sociale. I due Myrdal, infatti, sostenevano gli ideali eugenetici — se pur senza alcun richiamo a una retorica razziale — come crudo calcolo di risorse e mezzi di produzione.
Il risultato è stato che, anche dopo la caduta del regime nazista che aveva fatto dell’eugenetica una bandiera ideologica, poi esecrata dal mondo intero e condannata nel processo di Norimberga, in Svezia sono continuate le sterilizzazioni degli irregolari, i marginali, i poveri — soprattutto, all’ottanta per cento, donne — che avevano difficoltà a inserirsi nella nuova e ordinata società industriale che l’“ingegneria sociale” predicata dai Myrdal stava realizzando per il Paese.
Gli
scienziati, le teorie eugenetiche elaborate per anni grazie a cospicui
finanziamenti statali, servivano alla fine a garantire la buona riuscita
del welfare, alleggerito grazie all’eliminazione di possibili cittadini
deboli e bisognosi di assistenza. Non solo, quindi, qui come in altri
Paesi, si sono verificate sevizie su esseri umani in base a teorie
scientifiche completamente errate, ma addirittura è stata utilizzata la
scienza per fare piazza pulita di futuri cittadini che avrebbero potuto
creare problemi a un modello di welfare conosciuto e apprezzato in tutto
il mondo.Per questo, in Svezia, si fa tanta fatica a parlare di questo oscuro passato. A rendere noti i primi scottanti documenti è stata una coraggiosa archivista, Maija Runcis, che ha aperto così la fase delle ricerche, alla quale hanno contribuito anche due storici italiani. Oggi a riaprire il problema è un governo di centro-destra, che probabilmente in questo modo cerca di screditare gli avversari, i socialdemocratici, che avevano addirittura proibito agli zingari di entrare in Svezia, anche quando Hitler aveva scatenato una persecuzione contro di loro, che portò alla morte di circa seicentomila persone nei campi di sterminio.
La Svezia moderna e razionale, tollerante e rispettosa dei diritti individuali nasconde quindi un fondo oscuro che non si può rimuovere tanto facilmente, e in qualche modo è penetrato nella mentalità locale: lo prova il fatto che una delle testimoni rom invitata per l’occasione si è vista negare l’ingresso nell’Hotel Sheraton, dove il primo ministro presentava appunto il rapporto sugli zingari. Ma speriamo che parlarne apertamente, riconoscendo l’errore e chiedendo scusa, serva a un vero rinnovamento della cultura svedese e a tutti suggerisca un ripensamento complessivo delle nuove politiche eugenetiche.
Encuentro Madrid 2014: buone ragioni per la vita in comune
ENCUENTROMADRID 2014
Buone ragioni per la vita in comune
02/04/2014 - Dal 3 al 6 aprile ci sarà l'XI edizione della kermesse spagnola. Presso la Casa de Campo di Madrid. Dal fatto che «l'altro è sempre un bene», molte le sfide in una società sempre più divisa. Ma che chiede di vivere una «vita buona nella città comune»
Il Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, Julián Carrón, ha scritto recentemente che «l’altro è sempre un bene». È una affermazione affatto ingenua, ma piuttosto scandalosa per una cultura la cui generica tolleranza nasconde spesso fratture insanabili e un profondo disinteresse per il destino di chi è diverso. In questo senso è molto pregnante l’invito di papa Francesco a costruire una vera “cultura dell’incontro”, un orizzonte nel quale desideriamo collocarci cordialmente. D’altro canto la fede cristiana non è qualcosa che noi possediamo e controlliamo, è sempre in cammino e può maturare solamente man mano che dialoga con la ricerca di tutto l’uomo.
martedì 1 aprile 2014
La sterilizzazione degli zingari in Svezia tra 1934 e 1974
http://vaticanresources.s3.amazonaws.com/pdf%2FQUO_2014_075_0204.pdf
Gemma Barulli
http://vaticanresources.s3.amazonaws.com/pdf%2FQUO_2014_075_0204.pdf
Qualche anno fa, in occasione del giorno della memoria, partecipai alla presentazione di un libro fino allora sconosciuto: 'Lo sterminio dei disabili. Una ragionevole strage' nella sede dell'ANFFAS di Foggia (un bel coraggio da parte degli organizzatori proporlo proprio lì). Il relatore documentò, dati alla mano, che l'operazione eutanasia voluta da Hitler non ebbe origine in Germania, ma nelle roccaforti dell'Europa democratica, nella Svezia, nelle lobbies americane e in altri Paesi che ora non ricordo più, e che iniziò con la sterilizzazione dei dementi (pratica, del resto, che gli inglesi già sperimentavano da oltre due secoli nelle colonie con le schiave, lontano da occhi indiscreti). Il relatore Portò poi il pubblico a una serie di passaggi di mentalità per cui, trattando l'essere umano come oggetto, man mano divenne 'ovvio' arrivare all'idea di sopprimere coloro che si consideravano come scarti. E concluse invitandoci ad osservare la mentalità attuale.
Gemma Barulli
Narrare la storia
Narrare la storia, ben diverso dai soliti manuali
01-04-2014 AA+A++
Domani 2 aprile con inizio alle 16,30 viene presentato a Milano presso l’Istituto dei Salesiani (via Copernico 9) un nuovo manuale di storia per la scuola secondaria di primo grado edito da Itaca Edizioni nella collana “I libri de la cetra”, diretta da Raffaela Paggi. Scritto dagli insegnanti Alessandro Grittini e Luca Franceschini con il contributo e il coordinamento editoriale di Robi Ronza, il nuovo manuale, dal titolo Narrare la storia, è già disponibile per l’adozione nell’anno scolastico 2014-2015. Ronza e Grittini erano già tra gli autori di Alle radici del domani, un analogo manuale di storia edito nel 2004-2005 di cui resta un buon ricordo. Analogo nei criteri di fondo e nell’ispirazione, Narrare la storia molto se ne distingue tuttavia nella struttura e nella stesura, non a caso affidate a docenti esperti di scuola media.
Offrire a insegnanti e studenti un manuale non omologato ai luoghi comuni della cultura oggi predominante; far riscoprire agli studenti la storia, ossia la memoria, come strumento fondamentare di libertà e come mezzo per comprendere e per comprendersi, qualcosa di sempre più necessario nel mondo globalizzato in cui viviamo: sono questi gli obiettivi che si sono posti gli autori di Narrare la storia, che anche avvalsi della consulenza didattica di Maria Silvia Riccardi.
Domani 2 aprile con inizio alle 16,30 viene presentato a Milano presso l’Istituto dei Salesiani (via Copernico 9) un nuovo manuale di storia per la scuola secondaria di primo grado edito da Itaca Edizioni nella collana “I libri de la cetra”, diretta da Raffaela Paggi. Scritto dagli insegnanti Alessandro Grittini e Luca Franceschini con il contributo e il coordinamento editoriale di Robi Ronza, il nuovo manuale, dal titolo Narrare la storia, è già disponibile per l’adozione nell’anno scolastico 2014-2015. Ronza e Grittini erano già tra gli autori di Alle radici del domani, un analogo manuale di storia edito nel 2004-2005 di cui resta un buon ricordo. Analogo nei criteri di fondo e nell’ispirazione, Narrare la storia molto se ne distingue tuttavia nella struttura e nella stesura, non a caso affidate a docenti esperti di scuola media.
Offrire a insegnanti e studenti un manuale non omologato ai luoghi comuni della cultura oggi predominante; far riscoprire agli studenti la storia, ossia la memoria, come strumento fondamentare di libertà e come mezzo per comprendere e per comprendersi, qualcosa di sempre più necessario nel mondo globalizzato in cui viviamo: sono questi gli obiettivi che si sono posti gli autori di Narrare la storia, che anche avvalsi della consulenza didattica di Maria Silvia Riccardi.
Roma si prepara alla canonizzazione dei due papi
VATICANO
Roma si prepara alla festa della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II
Numerose le iniziative illustrate oggi in Vaticano, che non fa previsioni sui numeri. Una "notte bianca di preghiera", per la quale saranno aperte 11 chiese del centro di Roma. Possibile la presenza di Benedetto XVI. Prevista una larghissima eco mediatica, sia televisiva che sui social media. Significativi programmi caritativi e sociali.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Sarà una "notte bianca di preghiera", per la quale saranno aperte 11 chiese del centro di Roma, ad accogliere sabato 26 aprile coloro che vorranno partecipare alla canonizzazione dei "due papi" di domenica 27 aprile. Un evento che vedrà la partecipazione di moltissimi fedeli - ma il Vaticano non fa previsioni sui numeri - la possibile presenza di Benedetto XVI accanto a Francesco, che avrà una larghissima eco mediatica, sia televisiva che sui social media e sarà accompagnato da numerose e significative iniziative caritative e sociali.
Sono alcuni dei dati emersi dal "punto" sull'avvicinamento alla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, compiuto stamani in Vaticano.
Roma si prepara alla festa della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II
Numerose le iniziative illustrate oggi in Vaticano, che non fa previsioni sui numeri. Una "notte bianca di preghiera", per la quale saranno aperte 11 chiese del centro di Roma. Possibile la presenza di Benedetto XVI. Prevista una larghissima eco mediatica, sia televisiva che sui social media. Significativi programmi caritativi e sociali.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Sarà una "notte bianca di preghiera", per la quale saranno aperte 11 chiese del centro di Roma, ad accogliere sabato 26 aprile coloro che vorranno partecipare alla canonizzazione dei "due papi" di domenica 27 aprile. Un evento che vedrà la partecipazione di moltissimi fedeli - ma il Vaticano non fa previsioni sui numeri - la possibile presenza di Benedetto XVI accanto a Francesco, che avrà una larghissima eco mediatica, sia televisiva che sui social media e sarà accompagnato da numerose e significative iniziative caritative e sociali.
Sono alcuni dei dati emersi dal "punto" sull'avvicinamento alla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, compiuto stamani in Vaticano.
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