giovedì 9 luglio 2015

L'incontro tra Miriam profuga a Erbil, e un gruppo di ragazzi delle medie siciliani

I NOSTRI MARTIRI

«Siamo felici perché ovunque andiamo Dio è con noi»


08/07/2015 - L'incontro tra un gruppo di ragazzini delle medie della Sicilia e Myriam, la bambina di 11 anni profuga a Erbil. Le sue risposte e quelle dei suoi genitori. E la scoperta di chi si è «sentito guardato» da loro: «I veri profughi eravamo noi»
Durante una vacanza a Taverna, in provincia di Catanzaro, un gruppo di Cavalieri del Graal dalla Sicilia (i ragazzi delle medie; ndr) si sono collegati via Skype con Myriam, la bambina irachena di Qaraqosh che ha raccontato la sua esperienza alla tv Sat7 (guarda il video) e che oggi vive con i suoi genitori nel centro commerciale Ainkawadi di Erbil, diventato campo profughi. Questa è la trascrizione del dialogo. A seguire, una lettera che racconta come è nato questo incontro.

mercoledì 8 luglio 2015

Vasilij Grossmann: uno scrittore in guerra

RECENSIONE

Grossman e quella curiosa simpatia per l'uomo

di Pigi Colognesi
08/07/2015 - Osservazioni, appunti, interviste e colloqui. Da corrispondente di guerra per il quotidiano dell'Armata Rossa, il celebre autore di "Vita e Destino" racconta l'umanità, in bilico tra l'eroismo quotidiano e una meschina malvagità
Il valore di questo libro consiste nel fatto che può aiutare nella lettura del capolavoro di Grossman Vita e destino. Lo scrittore russo è stato, durante tutto il secondo conflitto mondiale, corrispondente di guerra per il quotidiano dell’Armata Rossa. In questa veste ha seguito e descritto dal vivo sia la prima fase in cui le armate tedesche hanno dilagato in territorio sovietico (tra l’altro conquistando la sua Ucraina e annientandovi la numerosa comunità ebraica; la stessa madre dello scrittore vi trovò la morte), sia la cruciale battaglia di Stalingrado (cuore narrativo del futuro romanzo), sia infine il contrattacco sovietico che ha portato le truppe di Stalin fino a Berlino (dopo aver visto gli orrori dei lager, che Grossman descriverà in un libro nero che non gli verrà pubblicato).

Uno scrittore in guerra contiene i taccuini su cui Grossman appuntava osservazioni, impressioni, interviste, colloqui con generali o soldati semplici. Il tutto collegato da una stringata, ma esauriente narrazione storica delle vicende belliche. Questo ci aiuta dunque a familiarizzare con la situazione che fa da sfondo a Vita e destino, ben nota al lettore russo, ma più difficile da capire per quello italiano.

Ma non è questo il principale aiuto di cui parlavo prima. Esso consiste piuttosto nel vedere all’opera il particolare punto di vista con cui Grossman osserva gli avvenimenti bellici: nessun distacco sussiegoso, nessuna manipolazione o edulcorazione dei fatti (spesso i redattori correggevano dettagli ritenuti non politicamente corretti e lo scrittore si arrabbiava molto), nessun cedimento alla propaganda. Soprattutto uno sguardo di curiosa simpatia per l’umanità, colta nella sua capacità di eroismo quotidiano e di meschina malvagità, di dedizione estrema e di codardia, con tutte le infinite sfumature che intercorrono tra questi estremi. È la curiosa simpatia che, approfondita, gli permetterà di scrivere il suo rivoluzionario e poeticissimo capolavoro, di cui ovviamente il regime sovietico proibirà la pubblicazione.

Vasilij Grossman, Uno scrittore in guerra
Adelphi, Milano 2015
Euro 23
pp. 471

'Il cuore è vuoto perchè è pieno di nostalgia'

VERSO IL MEETING/2

«Non mi manca la vista. Mi manca l'infinito»

di Alessandra Stoppa
07/07/2015 - «Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?». È la domanda su cui, quest'anno, la kermesse riminese scommette tutto. L'abbiamo rivolta ad alcune personalità. Qui la risposta di Paola Bonzi, fondatrice del Cav
«Io sono qui, creatura nuda davanti a tutta la bellezza che ritrovo nella natura e negli esseri umani. Ma il cuore non percepisce se non il suo essere vuoto. È vuoto perché qualcosa di grande lo deve riempire. È vuoto perché è pieno di nostalgia». Per Paola Bonzi la mancanza coincide con «una nostalgia», che ci accompagna un passo dopo l’altro «per arrivare al senso delle cose».

Perché nostalgia? Non risponde. Non subito. Dice che questo vuoto la inquieta, le crea «perplessità, domande e spesso angoscia. Perché vivere? Sento profondamente la mancanza di qualcosa che ho già conosciuto». Questa nostalgia è il tessuto delle sue giornate, «sarà anche il carattere...», dice. Poi aggiunge: «È una ricerca. Come di una cosa bellissima da cui vieni e a cui vuoi tornare». Sembra parlare di un legame così intimo e misterioso, viscerale, che solo può ricordare quello che si vive nel grembo materno e di cui lei si prende cura ogni giorno.

martedì 7 luglio 2015

Lettere inedite di Eugenio Corti dalla Russia

LIBRI

La profezia di Corti: «Ritornerò»

di Alessandro Rivali
07/07/2015 - Ares pubblica le lettere dal fronte russo del grande scrittore brianzolo. Le parole sorprendenti di un giovane di 21 anni. La pioggia, i fiori gialli, la pianura «che in lontananza assume il colore del mare». È il cantiere narrativo per il "Cavallo rosso"
Tutto iniziò nel solaio di un’antica filanda. Potrebbe iniziare così la storia editoriale delle lettere di Eugenio Corti dalla Russia, che svelano una pagina sconosciuta della sua vita (l’avanzata in terra straniera, secondo i ritmi di una guerra “strana”, apparentemente facile), e il cantiere più remoto di alcuni suoi capolavori (annotò con scrupolo ogni esperienza). Immergersi in questo materiale inedito è stata un’avventura splendida, ma soprattutto inaspettata. Nella primavera del 2013, come editor Ares, stavo preparando una nuova edizione de I più non ritornano, lo straordinario diario di guerra in cui Corti raccontò la sua ghiacciata anabasi e la fine del 35° Corpo d’armata italiano sul Don. Era un testo pionieristico uscito nel 1947 per Garzanti, prima delle pur splendide opere di Bedeschi e di Rigoni Stern.

lunedì 6 luglio 2015

il'no' al referendum greco e le domande personali

GRECIA/1

Il "no" greco e la mia ricerca

di Alessandra Stoppa
06/07/2015 - Gli scenari politici, le preoccupazioni del popolo, i tanti discorsi ideologici. E oggi l'esito del referendum, con la vittoria dei contrari. Rosaria, da Larissa, a nord di Atene, racconta quella notte che non riusciva a dormire. E la sua speranza
«Per me è una notizia molto triste». È la mattina “dopo”. Dopo il referendum e la vittoria del “no”. «Speriamo che non ci siano conseguenze irriversibili», dice Rosaria, sposa e madre di due figli, dalla sua casa a Larissa, a nord di Atene, nel cuore della Tessaglia. Ieri lei è andata a votare e ha votato “sì”. Una grande domanda sull’Europa, su cosa significhi farne parte e sulla sua utilità, ce l’ha anche lei, ma non c’entra nulla con «i tanti discorsi ideologici a cui abbiamo assistito in occasione di questo referendum».

domenica 5 luglio 2015

vacanze in montagna

VACANZE

La Compagnia della cima

di Francesco Graffagnino
03/07/2015 - Alcuni amici del Piemonte, uniti dalla passione «per la montagna e per la vita». Prima l'idea di trovarsi in gruppo, poi la nascita di un sito. Tutto per il fascino di quello che il cammino alla vetta insegna, e che vale la pena insegnare
La grande guida di Courmayeur e “ottomilista” himalayano Pino Cheney si arrabbiava quando sentiva dire che una cima era stata conquistata. «Non sono conquiste reali», replicava: «Non sei tu che vinci la montagna, è la montagna che conquista te». Ti conquista con il desiderio della cima e poi accogliendo la tua fatica nella sua bellezza.

venerdì 3 luglio 2015

Una valutazione della crisi greca e dell'atteggiamento dell'Europa

Perchè Atene rischia il baratro

Nessuno sa realmente a cosa può condurre un’uscita improvvisa dall’Euro, un default  incontrollato, una corsa generalizzata agli sportelli ed il panico diffuso. Un’analisi in sei punti degli errori commessi nel caso-Grecia. La visione europea originaria da riscoprire


Grecia Summum ius, summa iniuria, scriveva Cicerone, a significare che spesso l’esercizio estremo della legge e il preteso rispetto delle regole al di fuori di una comprensione profonda delle concrete situazioni alle quali tale legge e tali regole dovrebbero applicarsi, porta il più delle volte ad esiti grandemente ingiusti.
Sono convinto che questa antica lezione dovrebbe illuminarci anche oggi, in particolare nella valutazione della “concreta situazione” greca.
Siamo ormai al muro contro muro: la Troika (il Fondo Monetario Internazionale, L’Unione Europea e la BCE), sotto la forte influenza della Germania, da una parte, non è più disposta a concedere nuovo spazio di manovra alla Grecia, che dal canto suo si è dimostrata, negli ultimi negoziati, una controparte inaffidabile e arrogante. Avevamo descritto tempo fa questo negoziato, utilizzando il linguaggio della teoria dei giochi, come il tentativo di trovare un modo razionale per dividersi una torta che col passare del tempo, però, diventa sempre più piccola. Una soluzione razionale a questo problema esiste, avevamo detto, ma solo a patto che le parti in campo siano sufficientemente pazienti. Quanto visto finora ci fa dire che, né il governo Tsipras, né la Troika sembrano esserlo stati a sufficienza e ormai la torta è quasi del tutto sparita. Questo ha fatto sì che la situazione assumesse connotati gravi benché non sia ancora del tutto irreversibile.
Per cercare di valutare la questione nella sua complessità e da un punto di vista meno parziale possibile, sembra sia importante sottolineare sei punti.

Presentazione del Meeting 2015

MEETING DI RIMINI

Seguire quella sete di bene

di Silvia Guidi
03/07/2015 - Presentata a Roma l'edizione 2015 sulla "mancanza". Emilia Guarnieri, padre Imad Gargees, Roberto Snaidero e il cardinale Tauran hanno anticipato i temi di una settimana ricca di sorprese. Come quella della presenza del premier Matteo Renzi
"Che ora, perché agonizzi, non ascolti", è un verso della poesia di Mario Luzi da cui è tratto il tema del Meeting di quest’anno. Un testo bellissimo che vale la pena di leggere per intero, ha sottolineato Emilia Guarnieri durante l'incontro di presentazione che si è svolto il 2 luglio in piazza di Pietra a Roma, iniziato proprio con la lettura integrale della poesia. Non per snobismo o per atteggiarsi a intellettuali: la grande arte aiuta sempre a leggere il presente, a svelarne la segreta struttura e le potenzialità nascoste, sepolte sotto cumuli di preoccupazioni (pur legittime), vecchie e nuove ferite e l’ansia sempre risorgente del fare che soppianta l’essere. Quando le cose vanno molto male è facile dimenticarsi della “musica perenne” che vive nel fondo della realtà.