lunedì 7 luglio 2014

PREGHIERA DI RESIDENZA DI PEGUY A MARIA

Preghiera di residenza

O Regina, ecco, dopo la lunga via,
Prima di riandare per quel cammino,
Il solo asilo nel cavo della vostra mano
E il giardino dove l'anima si schiude.
Ecco il pilastro e la volta che si alza;
E l'oblio di ieri, e l'oblio di domani
E l'inutilità dei calcoli umani;
E più che il peccato, la saggezza in rovina.
Ecco il luogo ove tutto diviene facile,

II rimpianto, la partenza e anche l'evento,
E l'addio temporaneo e la separazione,
II solo angolo della terra ove tutto si fa docile.
E questo vecchio cuore che faceva il ribelle;
E questa vecchia testa e i suoi ragionamenti
E queste due braccia temprate nelle caserme
E questa giovinetta che si faceva bella.
Ecco il luogo del mondo ove tutto è riconosciuto;
E questa vecchia testa e la fonte delle lacrime:
E queste due braccia temprate dalle armi;
Il solo angolo della terra ove tutto è contenuto.
Ecco il luogo del mondo e il solo ritiro,
E il solo riesame e il raccoglimento,
E la foglia e il frutto e lo sfogliamento,
E i rami colti per quest'unica festa.
Ecco il luogo del mondo ove tutto rientra e tace,
E il silenzio e l'ombra e la carnale assenza
E l'inizio dell'eterna presenza,
Il solo rifugio ove l'anima è quel ch'era un tempo.
Ecco il luogo del mondo ove la tentazione
Si rovescia e si dispone all'inverso,
Perché qui ciò che tenta è la sottomissione;
Ed è l'oscurarsi nell'immenso universo
E la dimissione è qui ciò che tenta
E ciò che viene spontaneo è l'abdicazione,
E ciò che viene spontaneo
Qui non è che grandezza e donazione
[…]
Ciò che ovunque altrove è un'acquisizione
Qui non è che una sorda e totale privazione.
E ciò che ovunque altrove è un accatastamento
Qui non è che piccolezza e abbassamento.
E ciò che ovunque altrove è un'oppressione
Qui non è che l'effetto di un nobile annientarsi,
Ciò che ovunque altrove è un indaffararsi
Qui non è che eredità e successione.
Ciò che ovunque altrove è una dura legge
Qui non è che un bel piegarsi sotto i vostri comandamenti,
E nella libertà dei nostri emendamenti
Una fedeltà più amorosa della fede.
[…]
Ciò che ovunque altrove è la vecchiaia
Seduta al focolare, le mani sulle ginocchia
Qui non è che tenerezza e premura
E due braccia materne che si tendono a noi.
Noi ci siamo lavati da una così grande amarezza,
Stella del mare e degli scogli,
Noi ci siamo lavati da una così bassa schiuma,
Stella della barca e delle reti.
Abbiamo lavato le nostre teste infelici
Da un tal mucchio di sporcizia e di ragionamenti,
Eccoci, ormai, o regina dei profeti
Più limpidi che l'acqua dei pozzi biblici.
Abbiamo subito così grandi naufragi,
Non abbiamo più gusto per le traversate,
Eccoci ritornati, al declino dei nostri anni,
Stella dell'unico Nord, sul vostro bastimento.
Ciò che ovunque altrove è dispersione
Qui non è che l'effetto d'un buon raccoglimento,
Ciò che ovunque altrove è smembramento
Qui non è che corteo e processione.
Ciò che ovunque altrove richiede un esame
Qui non è che l'effetto di un'acerba giovinezza.
Ciò che ovunque altrove chiede un rinvio
Qui non è che una presente fragilità.
[…]
I mattini si sono involati verso i tempi passati,
E le sere partiranno verso l'eterna sera,
E i giorni entreranno in un giorno solenne,
E i figli diverranno uomini risoluti.
Le età entreranno in un tempo assoluto,
I figli torneranno verso la casa paterna
E riconquisteranno sia l'amore del fratello
Sia l'antica eredità e il bene dissipato.
Ecco il luogo del mondo ove tutto diviene infante
E soprattutto questo vecchio con la barba grigia
E i capelli mossi dalla brezza
E lo sguardo modesto un tempo trionfante.
Ecco il luogo del mondo ove tutto diviene nuovo
E questa vecchia testa e i suoi barbagli
E queste due braccia provate nelle responsabilità,
Il solo luogo della terra ove tutto diviene complice.
E anche questo scemo che faceva il furbo,
(È il vostro servo, o prima tra le serve),
E che si rigirava in una dotta sfera,
E che portava acqua al suo mulino.
Ciò che ovunque altrove è una resistenza
Qui non è che seguire e compagnia;
Ciò che ovunque è prosternarsi
Qui non è che una dolce e lunga obbedienza.
Ciò che ovunque altrove è costrizione
Qui non è che un impeto e un abbandono;
Ciò che ovunque altrove è una dura penale
Qui non è che una debolezza che viene sollevata.
Ciò che ovunque altrove è una norma di condotta
Qui non è che conforto e letizia;
Ciò che ovunque altrove è ottenuto un risparmio
Qui non è che un onore e un impegno.
Ciò che ovunque altrove è una spossatezza
Qui non è che il fiore di una giovane preghiera;
Ciò che ovunque altrove è la fiera armatura
Qui non è che la lana e il manto bianco.
Ciò che ovunque altrove sarebbe un duro sforzo
Qui non è che semplicità e quiete;
Ciò che ovunque è la scorza rugosa
Qui non è che la linfa e le lacrime del tralcio.
Ciò che ovunque altrove è una lunga usura
Qui non è che crescita e rinforzo;
Ciò che ovunque altrove è scompiglio
Qui non è che il giorno della buona avventura.
Ciò che ovunque altrove si tiene per riserva
Qui non è che abbondanza ed eccedenza
Ciò che ovunque altrove si guadagna e si conserva
Qui non è che dispendio e remissione.
Ciò che ovunque altrove tiene sulla difensiva
Qui non è che esultanza e smantellamento;
E l'oblio dell'ingiuria e l'oblio dell'offesa
Qui non è che pigrizia ed esilio.
Ciò che ovunque altrove è un legame
Qui non è che una fedele e nobile appartenenza;
Ciò che ovunque altrove è costrizione
Qui non è che stare nella vostra casa.
Ciò che ovunque altrove è un'obbedienza
Qui non è che un covone nella mietitura;
Ciò che ovunque altrove si ottiene per sorveglianza
Qui non è che un buon fieno al tempo della fienagione.
Ciò che ovunque altrove è ottenuto nel disaccordo
Qui non è che un fiume chiaro vicino alla sorgente;
O regina, è qui che ogni anima viene
come un giovane guerriero caduto nella corsa.
Ciò che ovunque altrove è una strada erta,
O regina che regnate nella vostra alta corte,
Stella del mattino, regina dell'ultimo giorno,
Ciò che ovunque altrove è la mensa pronta,
Ciò che ovunque altrove è il senso della strada compiuta
Qui non è che un pacifico e forte distacco,
E in un tempio calmo e lontano dalla piatta angoscia
L'attesa di una morte più viva della vita.