Praga. La fine e il nuovo inizio
Petr e Jan a Pasqua riceveranno Battesimo, Prima Comunione e
Cresima: «Un percorso che si chiude apre a un’esistenza completamente diversa»
È un misto di desiderio, fede e speranza, un amalgama
impossibile da scindere l’attesa di Petr e Jan, 37 e 48 anni. Il giorno di
Pasqua del 2026 riceveranno il Battesimo, la Prima Comunione e la Cresima a
Praga dopo un percorso di catecumenato di due anni.
La famiglia atea, un’infanzia e un’adolescenza con la
percezione di «qualcosa che stava sopra di me», poi il Covid e l’insonnia a
causa della malattia: sono i passi che preparano Petr all’incontro con Cristo,
fino ad allora pressoché sconosciuto. «Di notte ascoltavo audiolibri gratuiti,
tra le proposte c’era la Bibbia commentata da alcuni teologi. Da quelle parole
per la prima volta intuii che Gesù era parte cruciale della salvezza, era la
porta e io desideravo incontrarlo».
I genitori cristiani, qualche puntata come chierichetto e il
fascino per Dio, «in cui ho sempre creduto»: riassume così Jan, in poche
parole, la sua storia di fede. A 21 anni, l’incontro con una ragazza che decide
di sposare: «Entrambi volevamo celebrare il matrimonio in chiesa, avevo già
parlato con un sacerdote per ricevere il Battesimo, poi insorsero dei problemi
che ci portarono a separarci». Per anni si sentì perseguitato dall’ombra di
quella «sconfitta», come la considerava all’epoca. Accantonò l’idea dei
sacramenti, poi qualcosa dentro ricominciò a muoversi, «non so bene dire cosa»,
e il desiderio si riaccese in lui. «Da quando ho preso questa decisione sento
che la scelta prende tutta la mia vita, come fosse una strada nuova su cui
camminare».
In Europa la laicissima Repubblica Ceca da decenni è
l’ultima nazione per numero di abitanti che si professano cristiani.
L’etichetta di Paese più ateo del continente è il frutto di quarant’anni di
persecuzione comunista contro la Chiesa, che ha lasciato ferite profonde nella
coscienza comune. Nel rapporto sul cambiamento del panorama religioso globale
dal 2010 al 2020 del Pew Research Center, pubblicato a giugno 2025, la Cechia
contava appena il 26,4% di cristiani, unico Stato europeo insieme ai Paesi Bassi
la cui maggioranza si professa “non affiliata ad alcuna religione”. «Ma le
nostre chiese non sono soltanto luogo di visita per turisti, le cose stanno
cambiando. In molti chiedono di ricevere i sacramenti in età adulta, si respira
un grande desiderio di fede», tiene a sottolineare Jan. Lo testimoniano oltre
mille adulti che ogni anno chiedono di essere battezzati.
A tenere gli incontri settimanali ai due catecumeni è don
Marco Basile, sacerdote della Fraternità San Carlo che da 16 anni presta
servizio a Praga. Attualmente, sta preparando un gruppo di tredici persone. «Mi
capita spesso di incontrare uomini e donne che bussano alla porta della
parrocchia senza avere un’idea precisa di Dio. Molti arrivano qui semplicemente
perché la chiesa è molto visibile nel centro cittadino e non conoscono nessuno
a cui rivolgersi», spiega il sacerdote. «Ma in pochissimi si aspettano di
incontrare una comunità, cercano per lo più un “tramite” per raggiungere Dio.
La mia missione è fare intuire loro la bellezza della vita della Chiesa, che
non può essere solo un’esperienza vissuta individualmente».
(….)
Per Petr questo è molto chiaro: «È come se il Battesimo
fosse la fine di un percorso, ma anche l’inizio di una nuova esistenza, ne vedo
già i frutti nei semplici avvenimenti della mia quotidianità. Mia moglie quando
le ho parlato della scelta mi ha stupito, mi ha supportato subito senza
esitazione. Così come un caro amico con cui non avevo mai affrontato
l’argomento: quando gli ho dato la notizia si è emozionato. “Anch’io credo in
Dio”, ha esclamato». Anche per Jan è «la chiusura di un cerchio. Ma non è una
scelta che compio solo per me, lo faccio anche per dare un segno ai miei due
figli, agli amici, al mondo intero». E lo sguardo di entrambi guarda già al
futuro. «Finalmente saremo un tutt’uno con la nostra comunità cristiana, la
fine di un’attesa lunga un vita».
