Louis e il Battesimo. «Lo aspetto con tutto me stesso»
Le domande brucianti sul senso della vita e quella Bibbia
sottolineata regalata dai nonni. I dubbi e la preghiera da solo. Fino
all’incontro con la Chiesa. Come un diciannovenne in Francia ha deciso di
chiedere i Sacramenti
07.01.2026
Mattia Ferraresi
Il cristianesimo si sta risvegliando nella Francia della
laïcité, dove l’ateismo è di fatto il culto più diffuso, il cattolicesimo resta
formalmente la religione con il maggior numero di aderenti e l’islam quella più
praticata. Negli ultimi anni l’avvicinamento alla fede tra adolescenti e
giovani adulti è diventato un fenomeno statisticamente rilevante e storicamente
sorprendente. La scorsa Pasqua 17.800 fra adulti e adolescenti hanno ricevuto
il Battesimo, con un incremento del 45 per cento rispetto all’anno precedente,
che a sua volta aveva già segnato un balzo notevole. Le previsioni per il 2026
indicano un aumento in linea con questa tendenza. Non si tratta di una
conversione di massa, ma di una dinamica più circoscritta e precisa: giovani
cresciuti in famiglie non credenti o lontane dalla Chiesa che arrivano alla
fede attraverso percorsi personali, spesso solitari, e che trovano poi nella
comunità ecclesiale un luogo di accompagnamento e di discernimento. La
parrocchia di Saint Joseph a Grenoble, luogo che la diocesi ha voluto dedicare
alla missione per i giovani, è uno dei tanti contesti in cui questo movimento è
visibile, anche grazie alla presenza delle missionarie di San Carlo, che
dedicano una parte del loro lavoro all’accompagnamento dei giovani ai
Sacramenti. Incontriamo in parrocchia Louis de Calignon, 19 anni, che
quest’anno riceverà il Battesimo.
Quando è cominciato il tuo cammino verso la fede?
Avevo circa quindici anni. Avevo domande brucianti, ma anche
piuttosto vaghe, sull’origine del mondo e sul senso della vita. Mi dicevo che
forse un Dio doveva esistere, che qualcuno doveva aver creato tutto questo. Ma
era un pensiero molto astratto.
Da che ambiente familiare provieni?
La mia famiglia non è cristiana, i miei genitori non
credono. Solo i miei nonni, dal lato di mio padre, sono cattolici. A casa, come
anche a scuola, si diceva che Dio non esiste, e io lo ripetevo senza pormi
troppe domande. Poi crescendo ho iniziato a interrogarmi davvero. Sentivo il
bisogno di dare un senso alla vita.
Come ti sei avvicinato concretamente al cristianesimo?
In modo molto semplice. Ho chiesto ai miei nonni se potevano
prestarmi una Bibbia. Era una Bibbia con delle annotazioni. Ho iniziato a
leggerla da solo, a casa, molto lentamente, partendo dall’inizio. All’inizio
non capivo quasi nulla, soprattutto nell’Antico Testamento, ma continuavo senza
farmi troppe domande.
C’è stato un momento decisivo?
Sì, quando sono arrivato ai Vangeli. Lì qualcosa è cambiato.
Gesù mi ha parlato subito, anche se non avevo mai avuto un’esperienza religiosa
prima. Ho avuto l’impressione di trovare una grande fonte di saggezza, qualcosa
di bello. Ho cominciato a pregare nella mia stanza, in modo molto semplice.
Come pregavi?
All’inizio per due minuti, seduto sul letto, senza sapere
bene cosa dire. Ma lo facevo e mi faceva stare bene. È andata avanti così per
molto tempo.
Avevi qualcuno con cui condividere questo cammino?
Quasi nessuno. Al liceo conoscevo solo un’amica cattolica.
Per due anni sono andato avanti da solo. Avevo molte domande, molti dubbi, e
non sapevo dove informarmi. Cercavo risposte su internet, sui social, su
YouTube. A volte era dura affrontare questa ricerca solitaria.
Dopo il liceo cosa è successo?
Mi sono iscritto all’università, facoltà di Economia. Ma non
mi ha preso per niente, non vedevo il senso di quello che facevo, non avevo un
obiettivo. Dopo uno o due mesi ho smesso di andare a lezione. Mi sono trovato
in una situazione complicata. Anche se credevo in Dio, non avevo voglia di
vivere davvero. La mia vita mi sembrava vuota.
(…)
Quando hai deciso di chiedere il Battesimo?
Dopo circa un mese. Sono andato a chiedere di entrare nel
catecumenato. Avevo un desiderio molto forte di essere battezzato, e nei
Vangeli è chiaro che è così che si entra davvero nella vita cristiana. Sentivo
che era quello che volevo.
Cosa ha cambiato il catecumenato?
Mi ha fatto sentire meno solo. Ho incontrato persone, ho
potuto appoggiarmi a qualcuno per pregare, per fare domande. La Chiesa mi ha
accolto. Ho cambiato idea su molte cose e continuo a imparare ogni giorno, ma
soprattutto ho ritrovato il gusto di vivere. Non vedo l’ora di essere
battezzato. È qualcosa che aspetto davvero con tutto me stesso.
Mentre lo dice, Louis sorride. Poi lo ripete per tre volte:
«Non vedo l’ora di essere battezzato». Per assicurarsi che si sia capito il
concetto lo ripetono anche gli amici seduti intorno a lui, Sabrina, Arnaud e
Juliette, prendendolo amorevolmente in giro: «Non vede l’ora di essere
battezzato!».
