venerdì 9 gennaio 2026

Louis e il Battesimo. «Lo aspetto con tutto me stesso»

 


Louis e il Battesimo. «Lo aspetto con tutto me stesso»

Le domande brucianti sul senso della vita e quella Bibbia sottolineata regalata dai nonni. I dubbi e la preghiera da solo. Fino all’incontro con la Chiesa. Come un diciannovenne in Francia ha deciso di chiedere i Sacramenti

 

07.01.2026

Mattia Ferraresi

Il cristianesimo si sta risvegliando nella Francia della laïcité, dove l’ateismo è di fatto il culto più diffuso, il cattolicesimo resta formalmente la religione con il maggior numero di aderenti e l’islam quella più praticata. Negli ultimi anni l’avvicinamento alla fede tra adolescenti e giovani adulti è diventato un fenomeno statisticamente rilevante e storicamente sorprendente. La scorsa Pasqua 17.800 fra adulti e adolescenti hanno ricevuto il Battesimo, con un incremento del 45 per cento rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva già segnato un balzo notevole. Le previsioni per il 2026 indicano un aumento in linea con questa tendenza. Non si tratta di una conversione di massa, ma di una dinamica più circoscritta e precisa: giovani cresciuti in famiglie non credenti o lontane dalla Chiesa che arrivano alla fede attraverso percorsi personali, spesso solitari, e che trovano poi nella comunità ecclesiale un luogo di accompagnamento e di discernimento. La parrocchia di Saint Joseph a Grenoble, luogo che la diocesi ha voluto dedicare alla missione per i giovani, è uno dei tanti contesti in cui questo movimento è visibile, anche grazie alla presenza delle missionarie di San Carlo, che dedicano una parte del loro lavoro all’accompagnamento dei giovani ai Sacramenti. Incontriamo in parrocchia Louis de Calignon, 19 anni, che quest’anno riceverà il Battesimo.

 

Quando è cominciato il tuo cammino verso la fede?

Avevo circa quindici anni. Avevo domande brucianti, ma anche piuttosto vaghe, sull’origine del mondo e sul senso della vita. Mi dicevo che forse un Dio doveva esistere, che qualcuno doveva aver creato tutto questo. Ma era un pensiero molto astratto.

Da che ambiente familiare provieni?

La mia famiglia non è cristiana, i miei genitori non credono. Solo i miei nonni, dal lato di mio padre, sono cattolici. A casa, come anche a scuola, si diceva che Dio non esiste, e io lo ripetevo senza pormi troppe domande. Poi crescendo ho iniziato a interrogarmi davvero. Sentivo il bisogno di dare un senso alla vita.

Come ti sei avvicinato concretamente al cristianesimo?

In modo molto semplice. Ho chiesto ai miei nonni se potevano prestarmi una Bibbia. Era una Bibbia con delle annotazioni. Ho iniziato a leggerla da solo, a casa, molto lentamente, partendo dall’inizio. All’inizio non capivo quasi nulla, soprattutto nell’Antico Testamento, ma continuavo senza farmi troppe domande.

C’è stato un momento decisivo?

Sì, quando sono arrivato ai Vangeli. Lì qualcosa è cambiato. Gesù mi ha parlato subito, anche se non avevo mai avuto un’esperienza religiosa prima. Ho avuto l’impressione di trovare una grande fonte di saggezza, qualcosa di bello. Ho cominciato a pregare nella mia stanza, in modo molto semplice.

 

Come pregavi?

All’inizio per due minuti, seduto sul letto, senza sapere bene cosa dire. Ma lo facevo e mi faceva stare bene. È andata avanti così per molto tempo.

Avevi qualcuno con cui condividere questo cammino?

Quasi nessuno. Al liceo conoscevo solo un’amica cattolica. Per due anni sono andato avanti da solo. Avevo molte domande, molti dubbi, e non sapevo dove informarmi. Cercavo risposte su internet, sui social, su YouTube. A volte era dura affrontare questa ricerca solitaria.

Dopo il liceo cosa è successo?

Mi sono iscritto all’università, facoltà di Economia. Ma non mi ha preso per niente, non vedevo il senso di quello che facevo, non avevo un obiettivo. Dopo uno o due mesi ho smesso di andare a lezione. Mi sono trovato in una situazione complicata. Anche se credevo in Dio, non avevo voglia di vivere davvero. La mia vita mi sembrava vuota.

(…)

Quando hai deciso di chiedere il Battesimo?

Dopo circa un mese. Sono andato a chiedere di entrare nel catecumenato. Avevo un desiderio molto forte di essere battezzato, e nei Vangeli è chiaro che è così che si entra davvero nella vita cristiana. Sentivo che era quello che volevo.

Cosa ha cambiato il catecumenato?

Mi ha fatto sentire meno solo. Ho incontrato persone, ho potuto appoggiarmi a qualcuno per pregare, per fare domande. La Chiesa mi ha accolto. Ho cambiato idea su molte cose e continuo a imparare ogni giorno, ma soprattutto ho ritrovato il gusto di vivere. Non vedo l’ora di essere battezzato. È qualcosa che aspetto davvero con tutto me stesso.

 

Mentre lo dice, Louis sorride. Poi lo ripete per tre volte: «Non vedo l’ora di essere battezzato». Per assicurarsi che si sia capito il concetto lo ripetono anche gli amici seduti intorno a lui, Sabrina, Arnaud e Juliette, prendendolo amorevolmente in giro: «Non vede l’ora di essere battezzato!».