lunedì 9 marzo 2026

INAUGURAZIONE DEL CENTRO STUDI INTERNAZIONALE DEDICATO A DON GIUSSANI

 




Don Giussani. Una testimonianza viva, vivace e presente

 

Sabato scorso a Roma, l'inaugurazione del nuovo Centro studi dedicato al fondatore di CL, un luogo dove poter incontrare «lui e il suo enorme lascito per la Chiesa universale». Il racconto della giornata, conclusa con la Messa per don Giussani

 

09.03.2026

Angelo Picariello

Un centro studi dove poter incontrare don Giussani e il suo enorme lascito per la Chiesa universale, a 21 anni dalla morte e a 44 dal riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede della Fraternità di Comunione e Liberazione. In questo momento propizio che registrerà, il prossimo 14 maggio, la conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione, e il trasferimento degli atti a Roma per l’avvio della fase conclusiva, sabato è stato inaugurato in un affollato seminario il Center for the Study of Luigi Giussani. L’incontro si è tenuto al Centro internazionale di CL, in via Malpighi, a Roma, dove il Centro studi e la biblioteca avranno sede, al primo piano della struttura.

Dopo i saluti del presidente della Fraternità, Davide Prosperi, la mattinata si è incentrata sulla relazione di Tracey Rowland, “The temptation of 1968 and beyond”. La teologa australiana ha collocato l’insegnamento di don Giussani dentro la crisi che ha attraversato la Chiesa negli anni della contestazione: «Stiamo vivendo un “lungo 1968”. Rimane potente la grande tentazione di trasformare il cristianesimo in moralismo e il moralismo in politica, sostituire il credere con il fare e il logos con la praxis». Eppure c’è una “generazione Z”, un fenomeno del tutto nuovo legato in larga misura alle moderne tecniche di comunicazione, che sembra riguardare soprattutto gli Usa, il Regno Unito, «ma anche diversi Paesi europei, Francia Lussemburgo, Irlanda, Norvegia, Svezia, Slovenia, Croazia, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, perfino il Kosovo», che vede tanti giovani «respinti dalle ideologie postmoderne e da una cosmologia rigidamente materialista, attratti dalla bellezza come porta di accesso alla trascendenza». Una realtà «meno marcata in Paesi come Italia, Polonia, Germania e Belgio», con elementi di novità che si registrano, invece, anche in Spagna. Una nuova frontiera, che lascia trasparire una sfida del tutto nuova per il carisma di CL: «Monsignor Giussani avrebbe trovato naturale sintonia con i giovani della “generazione Z” e quelli che seguiranno», ha concluso Rowland. Per cui un centro studi a lui intitolato «rappresenta ciò di cui vi è bisogno per alimentare la loro fame di un incontro con l’amore, la verità e la bellezza infinita».

Nel pomeriggio il dibattito si è incentrato sulla relazione del grande biblista austriaco, da tempo trapiantato negli Usa, Michael Waldstein, “Encountering Jesus and staying with Him”. Una parola ha tenuto banco più di tutte, “rimanere”, richiamando l’invito fatto da Gesù agli apostoli a “venire a vedere”: «Gesù rivolge la sua attenzione al desiderio suscitato da una misteriosa promessa. La sua risposta non è un discorso, ma un invito a “rimanere” con lui. Affinché l’evento dell’incontro con Gesù diventi un incontro in senso pieno, i discepoli “rimangono” con Lui in un cammino che porta a “rimanere” nella casa del Padre».

La teologia quindi, nel validare un metodo e un’esperienza, lascia intravedere terreni ancora inesplorati per dare risposte innovative allo smarrimento dell’uomo contemporaneo, nel solco del carisma di don Giussani. Il Centro studi Luigi Giussani non sarà un museo, ma uno strumento pienamente collocato nella realtà e nelle sfide del presente. «L’idea nasce dalla percezione che la sua testimonianza è viva, vivace e presente. E dalla convinzione che essa possa essere interessante e utile se messa al servizio della Chiesa, e di chiunque voglia incontrarla», ha spiegato Martino Feyles, docente di Estetica all’Università eCampus e direttore del comitato esecutivo del Centro, che si occuperà della realizzazione dei programmi di ricerca, dell’organizzazione di eventi e del funzionamento della biblioteca. Il comitato esecutivo è composto da un pool di docenti (Tancredi Bella, Carmine Di Martino, Onorato Grassi, Michael Konrad, Andrea Pennini, Francesca Silano e Marco Stango) e coordinato dal professor Giovanni Maddalena, docente di Filosofia teoretica a Bologna. «Don Giussani è anche un pensatore, un filosofo, un teologo. Studiarlo con l’attenzione dovuta e con gli strumenti accademici adeguati può aiutare a far maturare ulteriormente i frutti del suo carisma in campi e luoghi diversi», ha detto Maddalena.

Il Center for the Shttps://www.clonline.org/it/attualita/articoli/centro-studi-luigi-giussani-inaugurazione#:~:text=Le%20attivit%C3%A0%20saranno,luigigiussani.org.tudy of Luigi Giussani, quindi, è un centro di ricerca internazionale che, ideato dalla Fraternità di Comunione e Liberazione, sarà aperto agli studiosi di ogni provenienza e grado. Sarà ubicato nella capitale nello stesso spirito con il quale Giussani pensò alla nascita, in coincidenza del Giubileo del 2000, del Centro internazionale di via Malpighi, dove non a caso avrà sede.

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