Mireille Horsinga-Renno è nata a
Strasburgo nel 1947. Il padre fu uno dei 130.000 francesi originari
dell’Alsazia e della Mosella costretti ad arruolarsi nella Wehrmacht dopo
l’annessione delle loro regioni alla Germania nazista avvenuta nel 1940. Ha lavorato
come segretaria presso l’ambasciata di Francia in Germania, prima di ritornare
a vivere in Alsazia.
Il libro
Un giorno di luglio del 1981
Mireille Horsinga-Renno fa visita a un lontano parente tedesco di cui ha da
poco appreso l’esistenza, che trascorre una felice vecchiaia nella verdeggiante
Renania. La donna incontra un uomo ancora affascinante, un raffinato melomane
dai modi sicuri ed eleganti. È l’inizio di un rapporto affettuoso che dura fino
a quando, qualche anno più tardi, nel corso di una normale conversazione, lui
afferma che le camere a gas non sono mai esistite. La donna tenta di
contraddirlo, ma l’uomo ribadisce le proprie tesi negazioniste. I due diradano
bruscamente i rapporti. Un giorno, il caso porta Mireille a leggere un’opera
sul nazismo di due storici tedeschi in cui è citato fuggevolmente un certo «Dr.
Renno», medico responsabile, presso il castello austriaco di Hartheim, del
programma nazista di sterminio delle persone portatrici di handicap, a causa
del quale morirono 18.269 «malati incurabili», la cui vita era ritenuta
«inutile e improduttiva ». (Attrezzato con camera a gas e forno crematorio, il
castello della morte diventerà successivamente il distaccamento del campo di
Mauthausen.)
Per Mireille Horsinga-Renno
questo è il punto di partenza di un lungo viaggio nei sinistri meandri di un
passato sconosciuto, nel quale la memoria familiare si sovrappone alla grande
storia. Come credere che quell’uomo anziano così colto e premuroso – che morirà
impunito nel 1997 – è il medico nazista direttamente responsabile della
selezione e dello sterminio di migliaia di innocenti? Quali impulsi lo hanno
animato e ancora lo abitano? Come possono coesistere nella stessa persona
inclinazioni, sentimenti, pensieri tanto radicalmente contrastanti?
Una ragionevole strage è un libro
appassionante, coraggioso e sensibile (oltre che tragicamente inquietante), che
costituisce una straordinaria vittoria sul silenzio e l’oblio.
