sabato 6 ottobre 2007

Testimonianze sull’accoglienza nella famiglia

«Non dimenticate l’ospitalità:
alcuni, praticandola, hanno accolto
degli angeli senza saperlo»

Ebrei, 13,2


Il Centro Culturale Sipontino “Fontana Vivace" e il "Centro Servizi Volontariato Daunia" nell'ambito del ciclo di incontri su "La famiglia risorsa della persona e della società: famiglie in rete" invitano al quarto incontro previsto

Testimonianze sull’accoglienza nella famiglia

Introduzione:
prof.ssa Gemma Barulli, presidente del C.C.S. “Fontana Vivace”
Relatori
:
dott.ssa Silvia Bassi, psicologa
coniugi Antonella e Emilio Gobbi, Associazione Fraternità di Crema

Venerdì 12 ottobre 2007 - ore 18.30
Palazzo dei Celestini
Corso Manfredi - Manfredonia

lunedì 1 ottobre 2007

Famiglia: la priorità si chiama educazione

Sabato 6 ottobre alle ore 16.30 nell’Auditorium della Biblioteca Provinciale di Foggia si svolgerà il convegno dal titolo "Famiglia: la priorità si chiama educazione" promosso dal CSV Daunia e dal Centro culturale Archè che apre con questo appuntamento il nuovo anno sociale.

Con l’inizio della scuola, si torna prepotentemente a parlare di famiglia e di educazione, spesso attraverso fatti di cronaca non sempre piacevoli. Il convegno di Sabato 6 ottobre vuole essere un’occasione di approfondimento ma anche un punto di lavoro per l’associazionismo familiare.

Dall’appello sull’educazione del 2005, sottoscritto a livello nazionale da intellettuali, studiosi e padri di famiglia, il CCA ha riservato sempre uno spazio fondamentale nella programmazione delle sue attività a questo tema. Anche questo anno l’emergenza educativa sarà terreno di confronto e di incontro con quanti pensano che la priorità del nostro paese sia l’educazione e che la famiglia sia l’ambito primario in cui essa è favorita e sostenuta.

L’impegno che il CCA fa proprio è di far “conoscere” la famiglia, spiegare da dove nasce, e propriamente di prendere consapevolezza delle ragioni che hanno portato più di un milione di italiani in Piazza San Giovanni a Roma nel maggio scorso. L’errore sarebbe credere di dover “rappresentare” la famiglia. Il problema è invece di educare a prendere coscienza della famiglia, avvenimento quotidiano ma allo stesso tempo fenomeno quotidianamente trascurato.

Il convegno si occuperà nello specifico: di approfondire le ragioni culturali del modello di società civile attuale sia dal punto di vista teorico (sociologico) che da quello giuridico (costituzionale); di fornire testimonianze nate dall’impegno nella realtà di esperienze associative familiari; di monitorare la situazione del nostro territorio e di valorizzare le iniziative che condividono lo stesso scopo.

Intervengono:
prof. Fabio FERRUCCI (Università del Molise),
prof. Marco OLIVETTI (Università di Foggia),
prof. Paolo IAGULLI (Università di Bari-Taranto).
Le testimonianze dal mondo dell’associazionismo familiare sono a cura di
Mattia e Loredana D’EMILIO (Associazione nazionale famiglie numerose – Foggia),
Innocente e Marina FIGINI (Cometa – Como)
Luigi ROMANO (Associazione Cilla – Lecce).

Per informazioni: centroculturalearche@tiscali.it - Tel. 347-7356439

domenica 30 settembre 2007

La famiglia come risorsa per la società

Il 28-9, assente la Dott.ssa Carli per sopraggiunti impegni istituzionali, il compito di illustrare il tema della famiglia “come risorsa per la società”, all'interno del ciclo di conferenze su "La famiglia risorsa della persona e della società: famiglie in rete", è stato assolto unicamente, ed esaustivamente, dalla Dott.ssa Sandra Gernone, che ha raccontato la storia della Associazione di famiglie di cui è Presidente, l’Angelina Gelosa di Bari, che è partita pochi anni fa per l’esigenza di alcune famiglie di non lasciare i figli senza alcun impegno durante tutto il tempo estivo. All’inizio poche persone e venti bambini, ogni anno classi in più e perciò più volontari, luoghi da cercare che fossero consoni allo scopo, attività da preparare, rapporti con i bambini e con le famiglie.Oggi le famiglie si sono costituite in Associazione, le attività durano tutto l’anno e sono un punto di riferimento per tre quartieri di Bari, con una fascia di utenza che si sta allargando sempre più. Alla domanda su come mai le famiglie si coinvolgevano in modo così entusiasta, visto che l’esperienza comune segnala il contrario, la relatrice ha risposto che le famiglie si aggregano quando vedono un’esperienza bella, curata nei particolari, in cui tutti collaborano e anche loro sono chiamati a offrire il loro contributo: si entusiasmano e desiderano che si ripeta.

sabato 22 settembre 2007

La cura dell’altro nella famiglia

Il 21 settembre 2007 il Prof. Marcello Tempesta, Docente di Pedagogia all’Università di Lecce, e il Sig. Luigi Romano, responsabile della casa famiglia per i diversamente abili di Matino (Lecce), hanno partecipato al secondo incontro del progetto "La famiglia risorsa della persona e della società: famiglie in rete" soffermandosi sul tema “La cura dell’altro nella famiglia”.
Il Prof. Tempesta, dopo aver parlato delle relazioni affettive all’interno della famiglia e sul motivo per cui la mentalità odierna è così ostile all’idea che la persona formi se stessa in vincoli stabili, ha approfondito il concetto di “cura”, sottolineando che all’ovvio significato materiale, che pur insegna tante cose a chi si prodiga in attenzioni quotidiane, occorre associare un significato specificamente umano. Prendersi cura di qualcuno, come solo la famiglia può rendere capaci, significa accettare l’altro completamente, incondizionatamente, e così aprirgli sempre una speranza e un futuro possibile. La società, in fondo, si basa su queste fondamenta.
Il Sig. Romano ha raccontato la sua storia, a partire dalla prima giovinezza, per rendere ragione del fatto che, pur svolgendo tutt’altra attività, si è trovato coinvolto in un una rete di amicizia e di attenzione al bisogno che lo ha condotto alla decisione di prendere con sé e con la sua famiglia ragazzi diversamente abili ai quali sta insegnando un lavoro, sulla base di un’esperienza che da diversi anni Lorenzo Crosta vive nel Nord Italia.

domenica 16 settembre 2007

Al via il progetto network famiglie solidali

“La carità sarà sempre necessaria, anche nella società
più giusta”

Benedetto XVI

Sui blocchi di partenza il progetto realizzato dal centro servizi al Volontariato Daunia di Foggia e l’associazione di volontariato Banco di Solidarietà della Capitanata dal titolo “Network Famiglie solidali”.
Questo progetto si inserisce a pieno titolo nell’attività dell’associazione che si preoccupa di assistere famiglie e soggetti indigenti, attraverso la consegna mensile di un “pacco” di generi alimentari. Questo gesto molto spesso costituisce la possibilità di entrare in rapporto con famiglie e soggetti che sovente celano dietro l’impossibilità di provvedere autonomamente al pasto quotidiano problematiche di altro genere (mancanza di lavoro, disagio sociale, situazioni border line).
Il progetto Famiglie Solidali intende sensibilizzare la cittadinanza al volontariato ed alla cultura della donazione attraverso un’azione semplice. Infatti famiglie, gruppi di famiglie o gruppi di amici che vogliono prenderne parte, devono semplicemente impegnarsi a donare alle famiglie assistite il cosiddetto pacco mensile. Pacco che dovrà essere commisurato sulle esigenze delle famiglie assistite e che mensilmente i volontari dell’associazione Banco di Solidarietà preleveranno dalle “famiglie solidali” e doneranno alle “famiglie assistite”. Non saranno accettate donazioni in denaro ma solo sotto forma di generi alimentari.
Questa iniziativa è partita in via sperimentale nella città di Foggia, ed è aperta a chiunque voglia parteciparvi sia come donatore che come volontario.
Per prendere parte al progetto o semplicemente saperne di più sull’attività del Banco di Solidarietà e su come sostenerla puoi chiamare il numero 320.38.60.438 o scrivere una mail all’indirizzo: info@bancodisolidarietacapitanata.org.

domenica 9 settembre 2007

Famiglie in rete

Lo scorso 7 settembre, alle ore 18.30, presso l’Auditorium del Palazzo dei Celestini in Manfredonia si è tenuto il primo incontro del progetto “La famiglia come risorsa della persona e della società: famiglie in rete”, organizzato dal Centro Culturale Sipontino Fontana Vivace e dal Centro Servizi al Volontariato Daunia.
I relatori dell’incontro, la dott.ssa Michela Di Gennaro dell’Associazione “La bottega dell’orefice” di Bari e Don Vittorio Ranieri del Consultorio “Nazareth”, Manfredonia, hanno illustrato nelle loro relazioni in che senso la famiglia si può considerare fondamento insostituibile delle persona: fondamento dell’identità e asse portante della relazione, senza del quale l’essere umano frana in un magma di emozioni e reazioni senza scopo e durata. Si è insistito molto sui diritti e i doveri della famiglia intesa come soggetto sociale, e sul significato della “generazione” che è compito proprio della famiglia.
Il Ciclo di incontri continuerà nelle prossime settimane secondo il seguente calendario:
Venerdì 21-9-07, “La cura dell’altro nella famiglia”
Relatori: Prof.Marcello Tempesta, Università di Lecce
Sig. Luigi Romano, Casa famiglia per diversamente abili, Matino (Lecce)
Venerdì 28-9-07, “La famiglia come risorsa per la società”
Relatori: Dott.ssa Lodovica Carli, Presidente Regionale del Forum delle famiglie
Dott.ssa Sandra Gernone, Presidente CSV Bari
Venerdì 12-10-07, Testimonianze sull’accoglienza.

sabato 25 agosto 2007

Claudio Chieffo ci ha lasciato

Claudio Chieffo con il Vescovo D'Ambrosio a Manfredonia
febbraio 2005


Cari amici, preghiamo per Claudio Chieffo, che ora vede faccia a faccia il volto buono del Mistero che fa tutte le cose e che egli ha desiderato e cantato per tutta la vita.
La poesia delle sue canzoni ha espresso la passione per la presenza di Cristo come di Colui che svela a ciascuno di noi il significato del dramma della vita, facendosi compagno del cammino al Destino.
Il nostro popolo, educato dal suo canto, continua a camminare nella certezza che «è bella la strada che porta a casa», dove ora don Giussani e don Ricci accolgono Claudio.

Julián Carrón
Rimini, 19 agosto 2007



Nelle chiese si canterà ancora “Lui mi ha dato” o il “Seme” ma chi ha scritto queste canzoni è tornato al Padre. Claudio Chieffo è morto infatti sabato scorso alla vigilia dell’apertura del Meeting di Rimini, avvenimento che lo aveva visto molte volte protagonista. L’ultima volta lo scorso con un memorabile concerto-evento davanti ad oltre cinquemila spettatori, meglio partecipanti, che accompagnarono il suo canto con il loro. Una percezione strana quella di un popolo commosso che segue un maestro. Indubbiamente un fenomeno strano quello di Chieffo dentro il mondo incellofanato e prevedibile della musica italiana. La sua prima canzone la scrisse nel 1962 a 17 anni l’ultima lo scorso gennaio a 62. In mezzo altre 113 e oltre 3000 concerti. Molti dei quali all’estero. In sud America, ma anche nei paesi dell’est europeo. Prima della caduta del muro di Berlino si trattava di concerti clandestini nelle cantine di Praga o di Cracovia. Dopo ha conosciuto paesi non certo frequentati da chansonnier alla moda. Ne ricordiamo uno il Kazakhistan. Dove andò a trovare comunità sorte da poco dopo la caduta del regime e venne invitato a suonare per le detenute di un carcere. La ricordava come una delle esperienze più commoventi della sua vita. Il tutto circondato da un silenzio stampa che si potrebbe definire “bulgaro”. Verrebbe da chiedersi perché. Preferiamo chiedere: ma cosa di lui ha affascinato tante persone? “La mia predilezione per Chieffo ha radici solide e lontane” ci dice Paola Scaglione, autrice del libro “La mia voce le Tue Parole” una biografia dialogata la definisce, edito lo scorso anno dall’editrice Ares. raggiunta telefonicamente “Al suo canto prosegue devo la memoria dell’unica ragione che rende bella e vera la vita. La sua musica è la garanzia: la voce del bene che non finisce. La consapevolezza della Salvezza possibile”. Ma come ha conosciuto Chieffo? “Da ragazzina attraverso le sue canzoni. Poi ebbi modo di incontrarlo, fu una vera sorpresa, alla presentazione di un mio libro”. In seguito è scaturita l’idea del libro. “Un libro - ci racconta - cresciuto dentro una storia che ha coinvolto mio marito e i figli da una parte, la moglie di Claudio Marta e i figli ma anche il nipote Giovanni, figlio del primogenito Martino, dall’altra.” Rimangono le canzoni nate dentro una storia personale, ma non individualistica. Una storia di un popolo la cui origine è nel fatto del “fiat” detto da una ragazzina ebrea all’Angelo inviatogli dal Padre. Tutto la storia è scaturita da lì. Anche l’umanità e le canzoni di questo uomo di Forlì. Grazie Claudio di essere esistito e di aver cantato per noi e di averci dato la tua amicizia.


Fonte: Il Cittadino, 22/08/2007