VERSO IL MEETING/2
«Non mi manca la vista. Mi manca l'infinito»
di Alessandra Stoppa
07/07/2015 - «Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un
tratto ne sei pieno?». È la domanda su cui, quest'anno, la kermesse
riminese scommette tutto. L'abbiamo rivolta ad alcune personalità. Qui
la risposta di Paola Bonzi, fondatrice del Cav
Paola Bonzi.
«Io sono qui, creatura nuda davanti a tutta la bellezza che ritrovo
nella natura e negli esseri umani. Ma il cuore non percepisce se non il
suo essere vuoto. È vuoto perché qualcosa di grande lo deve riempire. È
vuoto perché è pieno di nostalgia».
Per Paola Bonzi la mancanza coincide con «una nostalgia», che ci accompagna un passo dopo l’altro «per arrivare al senso delle cose».
Perché
nostalgia? Non risponde. Non subito. Dice che questo vuoto la inquieta,
le crea «perplessità, domande e spesso angoscia. Perché vivere? Sento
profondamente la mancanza di qualcosa che ho già conosciuto».
Questa nostalgia è il tessuto delle sue giornate, «sarà anche il carattere...», dice. Poi aggiunge: «È una ricerca. Come di una cosa bellissima da cui vieni e a cui vuoi tornare».
Sembra parlare di un legame così intimo e misterioso, viscerale, che solo può ricordare quello che si vive nel grembo materno e di cui lei si prende cura ogni giorno.