lunedì 24 agosto 2015
mercoledì 19 agosto 2015
IL dottor Zivago
Il ciclone Zivago: nuovi documenti sul libro di Pasternak
«Meglio
di qualsiasi altro scrittore sovietico, Pasternak è riuscito a creare
l’immagine della Russia del XX secolo, con la sua coscienza, la sua
anima e la sua spiritualità…Non pubblicare un romanzo come questo
costituisce un crimine contro la cultura»: con questa definizione
netta e incisiva il grande traduttore, slavista e studioso di
letteratura e cultura russa Pietro Antonio Zveteremich (1922-92), nella
scheda editoriale inviata all’editore Giangiacomo Feltrinelli nel
maggio 1956, si fece entusiasta promotore della traduzione e
pubblicazione di uno dei più celebri romanzi del Novecento, Il dottor Živago
pubblicato in prima mondiale dall’editore milanese nel novembre 1957,
che diede il successo mondiale a Boris Pasternak, Premio Nobel della
letteratura nel 1958. Fu così che i lettori italiani, e poi di tutto il
mondo, ebbero la possibilità di leggere le commoventi pagine di una
delle più intense storie romantiche ed epiche della storia della
letteratura mondiale, divenuta mitica grazie al film di David Lean del
1965 con Omar
Sharif e Julie Christie.
Sharif e Julie Christie.
Messaggio di Mattarella e papa Francesco al Meeting di Rimini
Il
Meeting di Cl “può cooperare ad un compito essenziale della Chiesa,
cioè non consentire che qualcuno si accontenti di poco”. Lo dice Papa
Francesco nel suo messaggio per la 36esima edizione del Meeting per
l’Amicizia tra i Popoli che si apre domani a Rimini inviato tramite il
Segretario di Stato, il cardinal Pietro Parolin. “Il dramma di oggi – scrive il Santo Padre –
consiste nel pericolo incombente della negazione dell’identità e della
dignità della persona umana. Una preoccupante colonizzazione ideologica
riduce la percezione dei bisogni autentici del cuore per offrire
risposte limitate che non considerano l’ampiezza della ricerca di amore,
verità, bellezza, giustizia che è in ciascuno”.
Il Messaggio di Papa Francesco prosegue citando Don Giussani: “Le esigenze umane costituiscono riferimento, affermazione implicita di una risposta ultima che sta al di là delle modalità esistenziali sperimentabili. Se venisse eliminata l’ipotesi di un “oltre”, quelle esigenze sarebbero innaturalmente soffocate».
«Con il tema di quest’anno il Meeting può cooperare a un compito essenziale della Chiesa, cioè «non consentire che qualcuno si accontenti di poco, ma che possa dire pienamente: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me”». «Qui sta il contributo che la fede cristiana offre a tutti e che il Meeting può testimoniare innanzitutto con la vita delle persone che lo realizzano». Concludendo con l’invito ad “andare incontro a tutti sostenuti dal desiderio di proporre con forza, bellezza e semplicità la buona notizia dell’amore di Dio”.
Alla manifestazione è arrivato anche il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è tornato a parlare di corruzione: “La nostra società ha bisogno di testimoni credibili che conducano la loro azione con coerenza e moralità rompendo l’area grigia dell’opportunismo che purtroppo sfocia spesso nella corruzione, germe distruttivo della società civile”.
Mattarella ha aperto la riflessione allo Stato e alla dimensione internazionale: “La persona è il fondamento della comunità e dello Stato. La sua libertà, il valore incomprimibile del suo essere unica e irripetibile, l’integralità dei diritti umani preesistono, come indica l’articolo 2 della nostra Costituzione, agli stessi ordinamenti. Da questa radice è nato il Meeting, che nel tempo ha prodotto centinaia di incontri e discussioni, ha arricchito il dialogo, ha sviluppato maturazioni e amicizie.
In questa esperienza si sono formati tanti giovani, è cresciuta e si è fatta adulta la vostra associazione, ne ha tratto ricchezza il pluralismo della nostra società e della nostra cultura”.
“Dalla capacità di dialogo, di comprensione reciproca, di collaborazione tra le religioni monoteiste dipenderà la pace nel mondo. Di questo dobbiamo essere consapevoli. Il terrorismo, alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla». «La democrazia si esporta con la cultura e con l’esempio”.
Il Messaggio di Papa Francesco prosegue citando Don Giussani: “Le esigenze umane costituiscono riferimento, affermazione implicita di una risposta ultima che sta al di là delle modalità esistenziali sperimentabili. Se venisse eliminata l’ipotesi di un “oltre”, quelle esigenze sarebbero innaturalmente soffocate».
«Con il tema di quest’anno il Meeting può cooperare a un compito essenziale della Chiesa, cioè «non consentire che qualcuno si accontenti di poco, ma che possa dire pienamente: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me”». «Qui sta il contributo che la fede cristiana offre a tutti e che il Meeting può testimoniare innanzitutto con la vita delle persone che lo realizzano». Concludendo con l’invito ad “andare incontro a tutti sostenuti dal desiderio di proporre con forza, bellezza e semplicità la buona notizia dell’amore di Dio”.
Alla manifestazione è arrivato anche il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è tornato a parlare di corruzione: “La nostra società ha bisogno di testimoni credibili che conducano la loro azione con coerenza e moralità rompendo l’area grigia dell’opportunismo che purtroppo sfocia spesso nella corruzione, germe distruttivo della società civile”.
Mattarella ha aperto la riflessione allo Stato e alla dimensione internazionale: “La persona è il fondamento della comunità e dello Stato. La sua libertà, il valore incomprimibile del suo essere unica e irripetibile, l’integralità dei diritti umani preesistono, come indica l’articolo 2 della nostra Costituzione, agli stessi ordinamenti. Da questa radice è nato il Meeting, che nel tempo ha prodotto centinaia di incontri e discussioni, ha arricchito il dialogo, ha sviluppato maturazioni e amicizie.
In questa esperienza si sono formati tanti giovani, è cresciuta e si è fatta adulta la vostra associazione, ne ha tratto ricchezza il pluralismo della nostra società e della nostra cultura”.
“Dalla capacità di dialogo, di comprensione reciproca, di collaborazione tra le religioni monoteiste dipenderà la pace nel mondo. Di questo dobbiamo essere consapevoli. Il terrorismo, alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla». «La democrazia si esporta con la cultura e con l’esempio”.
Redazione Newsrimini
Giudizio del Vescovo Galantino sulla politica italiana
Bufera sul vescovo Galantino: «La politica? Piccolo harem di cooptati e di furbi»
18 agosto 2015
Foto Ansa
«I veri politici - continua il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, prendendo ad esempio la politica di De Gasperi - segnano la storia ed è con la storia che vanno giudicati, perché solo da quella prospettiva che non é mai comoda, si possono percepire grandezze e miserie dell'umanità».
«Il significato della guida in politica non é tramontato dietro la cortina fumogena di leadership mediatiche o dietro le oligarchie segrete dei soliti poteri - aggiunge - . La politica ha bisogno di capi, così come la Chiesa ha bisogno di vescovi che, come ha detto Papa Giovanni siano «una fontana pubblica, a cui tutti possono dissetarsi». Tra le luci della ribalta e il buio delle mafie e delle camorre non c'é solo il deserto: la nostra terra di mezzo é un'alta vita civile, che è la nostra patria di uomini liberi e che, come tale, attende il nostro contributo appassionato e solidale».
Tognon (Fondazione De Gasperi): peccato non sia venuto
“Avrei preferito che monsignor Galantino venisse ma capisco il suo gesto, di grande sensibilità e umiltà, in un clima che era molto pesante”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, Giuseppe Tognon, incaricato di leggere la lectio magistralis degasperiana scritta dal segretario generale della Cei. “Ammettere di fare un passo indietro è un grande gesto, però non si possono fare passi indietro sui contenuti, sarebbe come tradire il Vangelo”, ha aggiunto Tognon. Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore della Fondazione, Giuseppe Zorzi, secondo il quale “questo episodio dimostra che è un momento delicatissimo sia in politica che nella Chiesa”.
venerdì 7 agosto 2015
Carron: Messaggio per il XXXV pellegrinaggio a Czestochowa
Messaggio per il XXXV pellegrinaggio a Czestochowa
Julián Carrón Messaggio29/07/2015 - Il messaggio di Julián Carrón per i neomaturati, i laureandi e i neolaureati che partecipano al consueto gesto estivo del pellegrinaggio a piedi a Czestochowa (dal 6 all'11 agosto).
«La gioia più grande della vita dell’uomo è quella di sentire Gesù Cristo vivo e palpitante nelle carni del proprio pensiero e del proprio cuore» (don Giussani). Non c’è niente di più sconvolgente che vedere Cristo vibrare nelle nostre viscere; non come un devoto ricordo, ma come una Presenza che investe la vita.Cari amici, andando a Czestochowa chiedete alla Madonna che il centro della vostra vita sia Cristo.
Papa Francesco ci ricorda che «il pellegrinaggio è un simbolo della vita, ci fa pensare che la vita è camminare, è un cammino». E con un gesto di carità sterminata ci avverte: «Se una persona non cammina e rimane ferma, non serve, non fa nulla. Pensate all’acqua, quando l’acqua non è nel fiume, non va avanti, ma è ferma, si corrompe. Un’anima che non cammina nella vita facendo il bene, facendo tante cose che si debbono fare per la società, per l’aiuto agli altri e anche che non cammina per la vita cercando Dio e che lo Spirito Santo ti muove da dentro, è un’anima che finisce nella mediocrità e nella miseria spirituale. Per favore: non fermatevi nella vita!». Che dono poter camminare sostenuti da un compagno così affidabile!
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