domenica 18 ottobre 2015

Padre Pizzaballa a Bergamo

BERGAMO

Pizzaballa: «La nostra meta non è Itaca»

di Martina Liut
16/10/2015 - Davanti a guerre e disordini, quale futuro per i cristiani del Medioriente? Secondo il Custode di Terra Santa ci sono due possibilità: la tranquillità di Ulisse o la certezza di Abramo. Ecco come si può seguire la seconda via
«Il male non è l’ultima parola». A dirlo, ieri sera a Bergamo è stato padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, durante l’incontro: "È possibile una testimonianza più forte del male? Dal dramma del Medioriente un’esperienza che sfida anche noi". Come è possibile affermare questo, con grande serenità, davanti ai fatti dolorosi che, anche negli ultimi giorni, vessano questa terra?

Oltre settecento persone hanno partecipato all’evento di Bergamo Incontra, l'associazione che da nove anni racconta realtà che testimoniano una passione per l’umano e il vero, un modo di vivere le sfide cui l’uomo è chiamato, sia nella quotidianità sia nelle grandi svolte della storia.

venerdì 16 ottobre 2015

Come nasce e si diffonde il cristianesimo (anche sotto le bombe)

LETTERA

La fede che «ci serve più di tutto»


16/10/2015 - Souleiman è un medico di Damasco. All'inizio della guerra si era trasferito in Russia, dove ha conosciuto la comunità di CL. Dopo cinque anni ha deciso di tornare a casa. Ecco il suo racconto
È ormai un mese che sono tornato a Damasco, e proverò a descrivere la mia vita in questa città. Vorrei dire la nostra vita, la nostra vita unita in Dio. All’inizio ero molto impaurito, avevo di fronte tante sfide, dovevo affrontare molti pericoli. Da un lato dovevo preoccuparmi della salvezza mia e della mia famiglia, dall’altro dovevo procurarmi l’essenziale per vivere: acqua, cibo, medicine. E così è cominciata la mia battaglia quotidiana con il male, vissuta insieme alla compagnia di Gesù.

Ogni mattina mi sveglio, apro gli occhi, e guardo all’icona di Gesù sopra il mio letto. E prima di alzarmi gli chiedo la forza dello Spirito Santo che mi permetta di trascorrere sano e salvo la giornata. Poi sveglio i bambini, li guardo e prego che anche loro possano rimanere salvi e io li possa rivedere. Mentre vanno a scuola sento il rumore dei proiettili e delle esplosioni, e in quei momenti resto immobile, il cuore batte forte, mi sento avvolto dall’oscurità. Poi, improvvisamente, vedo ancora una grande luce dall’icona di Gesù, e tutta quella terribile paura scompare, riesco a sentire davvero su di me la sua mano e la sua voce: «Non aver paura, sii forte. Io sono con te».

Insegnare oggi. Nuovi contesti e nuove sfide - 11 ottobre 2015

lunedì 12 ottobre 2015

La scuola di Tatiana Kasatkjna: quattrocento ragazzi a convegno

L'INCONTRO

Imparare a leggere «da soggetto a soggetto»

di Fabrizio Foschi
09/10/2015 - Il convegno su "Le notti bianche" di Dostoevskij . Quattrocento ragazzi, accompagnati da Tat’jana Kasatkina, fanno i conti con il romanzo dell'autore russo. Perché, «per andare oltre il gusto della lettura occorre che il testo diventi presenza viva»
Quattrocento ragazzi di scuole medie superiori radunati a convegno tra Mirandola, Modena e Brescia, insieme a Tat’jana Kasatkina, studiosa dell’Accademia Russa delle Scienze e massima esperta di Fëdor Dostoevskij. Alcuni studenti di licei, di istituti tecnici e professionali si sono cimentati con la lettura del romanzo breve Le notti bianche. Qual è il legame che li ha uniti nel dipanarsi delle cosiddette “conferenze di letture giovanili dostoevskijane”? Qualcosa che è andato oltre il gusto della lettura, dell’interesse per il timbro talvolta ermetico della scrittura dostoevskijana o, semplicemente, dell’avventura intellettuale. Magari coltivata inconsapevolmente.

Al fondo c’è stata l’adesione ad una sfida lanciata da alcuni insegnanti, che è stata colta dai ragazzi e vissuta con grande serietà e impegno. Si tratta della proposta di un metodo di lettura che implica la stessa posizione del lettore, il cui sguardo sull’opera letteraria è sollecitato a cambiare in relazione agli spunti offerti dal testo.

La sintesi del convegno Diesse di Bologna

BOLOGNA

Non si può insegnare senza educare

di Fabrizio Foschi
12/10/2015 - Due giorni di lavori nel capoluogo emiliano per centinaia di docenti e dirigenti scolastici di varie associazioni. Tra botteghe, team work e dialoghi. Come quello con Carrón, sulle sfide del vivere "tra i banchi"
Due intense giornate di lavoro quelle che hanno radunato a Bologna centinaia di insegnanti e dirigenti della scuola italiana, e che hanno offerto una rassegna di tutti i temi caldi del momento e rilanciato i partecipanti a cogliere seriamente le sfide educative di oggi.

La “Convention Scuola” dell’associazione Diesse di sabato 10 ottobre ha raccolto educatori provenienti da tutte le regioni italiane, impegnati a riprendere le ragioni di fondo del lavoro dell’insegnante, suggerite nel binomio “Incontrare ed educare l'umano” che faceva da titolo all’appuntamento.

domenica 11 ottobre 2015

Convegno 2015 Diesse:Educare l'umano

Bologna, 11 ottobre 2015: Convegno nazionale di Diesse

Relazione di Don Julian Carron: diecimila insegnanti da tutta Italia

giovedì 8 ottobre 2015

Presentazione a Milano de 'La bellezza disarmata' di Carron

LA PRESENTAZIONE

L'attrattiva per la libertà

di Davide Perillo
08/10/2015 - Un dibattito a viso aperto. Meglio, un incontro. Ecco cosa è accaduto sul palco dell'Auditorium di Milano alla prima de "La bellezza disarmata" di Julián Carrón. Con lui, a dialogare, Gianni Riotta, Luciano Fontana e il sindaco Pisapia
«Allora, quello che vorrei chiedere a don Carrón è una cosa molto semplice: che cosa è questa “bellezza disarmata”, questa verità capace di imporsi per la sola forza del suo fascino?». Ecco, in fondo è attorno a questa domanda di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, che ruota la serata. Millleduecento persone in sala all’Auditorium di Milano, comprese personalità varie (compreso il sindaco Giuliano Pisapia), altre migliaia a seguire lo streaming (stavolta anche su Corriere.it). Tutto per l’esordio in società de La bellezza disarmata (Rizzoli), «non il primo libro scritto da don Julián Carrón, ma il primo pubblicato da quando è la guida di Comunione e Liberazione», ricorda Davide Prosperi, introducendo la presentazione milanese (ne seguiranno altre a Palermo e Roma, poi in tutta Italia).

«È una sintesi del percorso fatto in questi anni», ricorda il vicepresidente della Fraternità di CL: «Un percorso che ci ha aiutato a crescere. A diventare più consapevoli del dono che ci è stato fatto attraverso il carisma di don Giussani, perché comprendere le circostanze per cui Dio ci fa passare», rendersi conto del contesto in cui si vive, «è decisivo per capire la natura della testimonianza cristiana».