lunedì 26 ottobre 2015

Papa Francesco a conclusione del Sinodo sulla famiglia

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A CONCLUSIONE DEI LAVORI DELLA
XIV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI
Aula del Sinodo
Sabato, 24 ottobre 2015



Care Beatitudini, Eminenze, Eccellenze, cari fratelli e sorelle,
vorrei innanzitutto ringraziare il Signore che ha guidato il nostro cammino sinodale in questi anni con lo Spirito Santo, che non fa mai mancare alla Chiesa il suo sostegno.
Ringrazio davvero di cuore S. Em. il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo, S. Ecc. Mons. Fabio Fabene, Sotto-segretario, e con loro ringrazio il Relatore S. Em. il Cardinale Peter Erdő e il Segretario Speciale S. Ecc. Mons. Bruno Forte, i Presidenti delegati, gli scrittori, i consultori, i traduttori, i cantori e tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente e con totale dedizione alla Chiesa: grazie di cuore! E vorrei anche ringraziare la Commissione che ha fatto la relazione: alcuni hanno passato la notte in bianco.
Ringrazio tutti voi, cari Padri Sinodali, Delegati Fraterni, Uditori, Uditrici e Assessori, Parroci e famiglie, per la vostra partecipazione attiva e fruttuosa.
Ringrazio anche gli “anonimi” e tutte le persone che hanno lavorato in silenzio contribuendo generosamente ai lavori di questo Sinodo.
Siate sicuri tutti della mia preghiera, affinché il Signore vi ricompensi con l’abbondanza dei suoi doni di grazia!


Lucio Dalla e Francesco De Gregori - Cosa Sarà (Testo nella descrizione)

sabato 24 ottobre 2015

Recalcati: Così l'Io è diventato liquido

Recalcati: “La perdita del centro psichico. Così l’Io è diventato liquido”

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 13 ottobre 2015
Il nostro tempo sembra vivere, come ha mostrato anche Bauman, l’esasperazione del carattere liquido dell’identità: cambiamento di sesso, di pelle, di razza, di religione, di partito, di professione, di immagine. Anche il New York Times recentemente si pone la domanda: «Chi crediamo di essere?». L’identità vacilla, barcolla, diventa un concetto sempre più mobile, borderline. Mentre l’età moderna aveva sempre ricercato una identità (anima, spirito, cogito, ragione, Io) che avesse, come scrisse Descartes, la stessa solidità della roccia sotto la sabbia, nel tempo ipermoderno, quale è il nostro, l’identità si pare dissolversi in un camaleontismo permanente. Anche il contributo della psicoanalisi, almeno per un verso, sospinge in questa direzione: la malattia psichica non deriva tanto da una liquefazione dell’identità, ma da un suo rafforzamento. Non è il deficit dell’Io a causare la sofferenza mentale, ma una sua amplificazione ipertrofica. Lacan scherniva la supponenza identitaria dell’Io quando ci ricordava che se un pazzo che crede di essere Napoleone è chiaramente un pazzo, ma non lo è affatto di meno un re che crede di essere un re.
Segue qui:


Papa Francesco a S.Marta: i tempi cambiano, i cristiani devono cambiare

I tempi
cambiano

· ​Messa del Pontefice a Santa Marta ·

«I tempi cambiano e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente». Papa Francesco ha ripetuto più volte questo invito al cambiamento, durante la messa celebrata venerdì mattina, 23 ottobre, nella cappella di Casa Santa Marta. Un invito ad agire «senza paura» e «con libertà», tenendosi alla larga dai conformismi tranquillizzanti e restando «saldi nella fede in Gesù» e «nella verità del Vangelo», ma muovendosi «continuamente secondo i segni dei tempi».
Mirko Virius, «La raccolta» (1938)
Lo spunto per la riflessione è stato offerto al Pontefice dalle letture di questa ultima parte dell’anno liturgico, che propongono in particolare la lettera ai Romani. «Abbiamo sottolineato — ha ricordato in proposito — come Paolo predica con tanta forza, la libertà che noi abbiamo in Cristo». Si tratta, ha spiegato il Papa, di «un dono, il dono della libertà, di quella libertà che ci ha salvato dal peccato, che ci ha fatto liberi, figli di Dio come Gesù; quella libertà che ci porta a chiamare Dio Padre». Quindi Francesco ha aggiunto che «per avere questa libertà dobbiamo aprirci alla forza dello Spirito e capire bene cosa accade dentro di noi e fuori di noi». E se nei «giorni passati, la settimana scorsa», ci si era soffermati «su come distinguere quello che succede dentro di noi: cosa viene dal buono Spirito o cosa non viene da lui», ovvero sul discernimento di quanto «succede dentro di noi», nella liturgia del giorno il brano del Vangelo di Luca (12, 54-59) esorta a «guardare fuori», facendo «riflettere su come noi valutiamo le cose che accadono fuori di noi». 

giovedì 22 ottobre 2015

Papa Francesco: 'mi piacerebbe che tu ricordassi di essere felice, perchè la vita è straordinaria'


Papa Francesco: Non rinunciate mai alla felicità poiché la vita è uno spettacolo incredibile


Papa Francesco è nel pieno dei lavori del Sinodo sulla famiglia. Un sinodo che con i padri sinodali, sta tracciando per la Chiesa una nuova visione e apertura su tantissimi argomenti legati alla famiglia. Oggi pomeriggio i padri sinodali sono tornati a riunirsi nei tredici gruppi linguistici per discutere della terza e ultima parte dell’Instrumentum laboris. Stamattina è stata toccata da diversi interventi la questione della enciclica Humanae vitae di Paolo VI. Nel pieno del discorso lo scottante tema dei divorziati risposati. «Una via penitenziale e un cammino spirituale più strutturato per i divorziati risposati – ha spiegato questa mattina, padre Federico Lombardi – è una delle proposte che i padri sinodali hanno avanzato nel corso dei 93 interventi.

Alcuni padri – ha proseguito – sostengono che la Chiesa non possa escludere permanentemente dall’Eucarestia alcuni fedeli, altri che il ruolo della Chiesa non è quello di aderire all’opinione pubblica».

mercoledì 21 ottobre 2015

Giussani, il metropolita Antonj e padre Scalfi

RUSSIA CRISTIANA

Giussani, il metropolita Antonij e padre Scalfi


21/10/2015 - Il convegno, l'open day e una testimonianza di un giovane ortodosso bielorusso che spiega l'esperienza di una "comunità volante". Tutto nasce dagli incontri con tre grandi uomini... Ecco il video che li racconta
Padre Romano Scalfi ha compiuto 92 anni. Sta bene, come sta bene Russia Cristiana che venerdì e sabato scorsi ha proposto un convegno all'Università Cattolica di Milano e un open day nella sua sede di Seriate.

Il convegno, intitolato "L'io, la sua libertà e il potere. La persona e i totalitarismi", ha visto gli interventi del grande slavista francese Georges Nivat, la filologa moscovita Svetlana Mart'janova, il filosofo ucraino Constantin Sigov, l'anglista russo Nikolaj Epplee, Salvatore Abbruzzese e Adriano Dell'Asta.

Il giorno successivo, a Seriate, la festa di compleanno di padre Romano in forma di open day. Don Francesco Braschi ha fatto gli onori di casa e, insieme a Marta e Adriano Dell'Asta e Giovanna Parravicini, hanno presentato i progetti svolti durante lo scorso anno e quelli a venire. In particolare, il primo gennaio 2016, verrà varato il nuovo sito della rivista di Russia Cristiana: www.lanuovaeuropa.it.

Nel corso della giornata è stato anche mostrato questo video, che documenta l'incontro del gruppo di studenti ortodossi e cattolici con padre Scalfi alla vigilia del Meeting di Rimini, dove hanno presentato la mostra "Per me vivere è Cristo", sulla figura del metropolita Antonij di Suroz. A parlare, Andreij Strotsev, figlio del poeta bielorusso Dmitry (vedi Tracce n.5/2015).



GUARDA IL VIDEO
Un brano della testimonianza di Andreij Strotsev alla Fondazione Russia Cristiana. Seriate, 18 agosto 2015
(Immagini di Marco Gandolfo)

https://youtu.be/MI2C-BGnIx4

lunedì 19 ottobre 2015

Una serata per ricordare Chieffo

FORLÌ

Chieffo e il suo popolo che canta, ancora

di Stefano Andrini
19/10/2015 - Una doppia serata organizzata per ricordare il cantautore romagnolo, nel 70° anniversario della sua nascita. Tra musica, amicizia e commozione torna sul palco la vita di un uomo che, ancora oggi, è una «ricchezza per la collettività».
L’avventura di un uomo vivo. È il fermo-immagine più emblematico della doppia serata che Forlì ha dedicato a Claudio Chieffo nel 70° anniversario della nascita. L’evento, dal titolo “Il popolo canta”, è nato dalla volontà di tanti cittadini e artisti locali di rendere omaggio a un talento, espresso in oltre quarant’anni di attività, che è stato ed è tutt’ora una ricchezza per la collettività.

Sul fondale del teatro “Diego Fabbri” scorrono le foto di una vita segnata dagli incontri. Claudio con don Giussani, con don Francesco Ricci, con il cardinale Biffi, che aveva definito la sua Stella del mattino come la Salve Regina degli anni 2000. E naturalmente con Giovanni Paolo, II davanti al quale aveva cantato per la prima volta in Polonia quando Woityla non era ancora Papa. L’album di famiglia documenta la sua tenerezza per la moglie e i figli. E il feeling tra l’artista e coloro che sono cresciuti con le sue canzoni. Un’immagine ritrae Claudio intento a cantare davanti a centinaia di giovani seduti su un prato. Un albero svetta in mezzo a loro e da un momento all’altro ti aspetti che possa scendere Zaccheo. La sala, intanto, si riempie in ogni ordine di posti. In prima fila monsignor Massimo Camisasca e monsignor Luigi Negri, vescovi di Reggio Emilia e Ferrara, insieme a diversi sindaci.

domenica 18 ottobre 2015

Palermo: la bellezza disarmata introduce una speranza

PALERMO

La «perturbazione» che porta speranza

di Viera Catalfamo
15/10/2015 - Seicento persone, nel capoluogo siciliano, alla presentazione del libro di don Carrón. Con l'autore, padre Gianfranco Matarazzo e Roberto Lagalla. Con una sfida per tutti: la fede può farsi risposta davanti alla crisi in cui viviamo?
Dobbiamo cominciare dal titolo. Perché da lì sono partiti tutti: i relatori, ma anche gli studenti di Gs e del Clu, che hanno incontrato don Julián Carrón prima della presentazione. Si parte dalla bellezza disarmata di un uomo di 65 anni che arriva di corsa dall’aeroporto di Palermo ed entra nella saletta riservata ai ragazzi con un sorriso impressionante. Chiede come stanno, li ascolta. Tanti si lamentano della situazione dei giovani, ma lui sta lì e li guarda, perché «se guardiamo le cose come stanno le vediamo diversamente». La stessa bellezza disarmata si affaccia nelle parole di uno di quei ragazzi, la cui vita è segnata da difficoltà, che dice: «Io voglio ringraziarti perché con il movimento la mia vita è meravigliosa!». La sua affermazione fa pensare che sappia bene di cosa sta parlando e, soprattutto, che nella realtà c’è veramente qualcosa di imprevedibile ed eccezionalmente corrispondente.