LONDON ENCOUNTER 2016
Siamo «storie fatte di volti e rapporti» (www.tracce.it)
di Gioia Palmieri
08/06/2016 - Sabato 11 giugno, l'annuale edizione dell'evento nella capitale britannica. Una giornata di incontri, mostre e musica, per offrire alla city un'ipotesi nuova sulla crisi del nostro tempo. E riscoprire il valore «dell'altro»
"No man is an island". Il tema della terza edizione del London Encounter è preso dall’incipit che dà il titolo a una celebre poesia di John Donne.
L’evento culturale nel cuore della capitale britannica, nato nel 2014
dall’idea di un gruppo di amici di Comunione e Liberazione, quest’anno
vuole andare a fondo della provocazione lanciata più di tre secoli fa
dallo scrittore inglese. L’appuntamento è per sabato 11 giugno, al 155 di Bishopgate, nel centro della City.
Mesi fa, prima che entrasse nel vivo la battaglia sulla Brexit, il voto per decidere del futuro della Gran Bretagna all’interno dell’Unione europea, gli organizzatori del London Encounter hanno iniziato a guardare gli effetti della grande ondata migratoria, la posizione presa dall’Ue di fronte alla crisi greca e le conseguenze del referendum scozzese. Come giudicare questi avvenimenti senza cedere a posizioni istintive? Così, scegliendo il titolo “No man is an island”, hanno provato a fare un passo oltre le analisi politiche e sociali di breve termine, cercando partire dal valore “dell’altro”, del “diverso”, del “tu” che nella vita si presenta davanti a noi: l’amico, il vicino di casa, fino al migrante o a un’intera nazione alle prese con una crisi economica.
08/06/2016 - Sabato 11 giugno, l'annuale edizione dell'evento nella capitale britannica. Una giornata di incontri, mostre e musica, per offrire alla city un'ipotesi nuova sulla crisi del nostro tempo. E riscoprire il valore «dell'altro»
- La capitale inglese di sera.
Mesi fa, prima che entrasse nel vivo la battaglia sulla Brexit, il voto per decidere del futuro della Gran Bretagna all’interno dell’Unione europea, gli organizzatori del London Encounter hanno iniziato a guardare gli effetti della grande ondata migratoria, la posizione presa dall’Ue di fronte alla crisi greca e le conseguenze del referendum scozzese. Come giudicare questi avvenimenti senza cedere a posizioni istintive? Così, scegliendo il titolo “No man is an island”, hanno provato a fare un passo oltre le analisi politiche e sociali di breve termine, cercando partire dal valore “dell’altro”, del “diverso”, del “tu” che nella vita si presenta davanti a noi: l’amico, il vicino di casa, fino al migrante o a un’intera nazione alle prese con una crisi economica.

