mercoledì 8 giugno 2016

London Encounter 2016: No man is an island

LONDON ENCOUNTER 2016

Siamo «storie fatte di volti e rapporti» (www.tracce.it)

di Gioia Palmieri
08/06/2016 - Sabato 11 giugno, l'annuale edizione dell'evento nella capitale britannica. Una giornata di incontri, mostre e musica, per offrire alla city un'ipotesi nuova sulla crisi del nostro tempo. E riscoprire il valore «dell'altro»
"No man is an island". Il tema della terza edizione del London Encounter è preso dall’incipit che dà il titolo a una celebre poesia di John Donne. L’evento culturale nel cuore della capitale britannica, nato nel 2014 dall’idea di un gruppo di amici di Comunione e Liberazione, quest’anno vuole andare a fondo della provocazione lanciata più di tre secoli fa dallo scrittore inglese. L’appuntamento è per sabato 11 giugno, al 155 di Bishopgate, nel centro della City.

Mesi fa, prima che entrasse nel vivo la battaglia sulla Brexit, il voto per decidere del futuro della Gran Bretagna all’interno dell’Unione europea, gli organizzatori del London Encounter hanno iniziato a guardare gli effetti della grande ondata migratoria, la posizione presa dall’Ue di fronte alla crisi greca e le conseguenze del referendum scozzese. Come giudicare questi avvenimenti senza cedere a posizioni istintive? Così, scegliendo il titolo “No man is an island”, hanno provato a fare un passo oltre le analisi politiche e sociali di breve termine, cercando partire dal valore “dell’altro”, del “diverso”, del “tu” che nella vita si presenta davanti a noi: l’amico, il vicino di casa, fino al migrante o a un’intera nazione alle prese con una crisi economica.

martedì 7 giugno 2016

Alessandro D'Avenia: amore come dono di sè o come controllo dell'altro

Amore o controllo? (Non siamo cannibali)
Alessandro D'€™Avenia

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Se un uomo strangola e brucia la sua fidanzata, perché lo aveva lasciato, non è pazzo, ma lucidissimo: il contrario dell’amore è il controllo, che si mostra con la maschera dell’amore, ma dell’amore non ha l’essenza, cioè il dono di sé perché l’altro abbia vita, ma il contrario: la distruzione dell’altro perché io abbia vita.


Molti giornali e commentatori di fronte a ripetuti fatti di cronaca continuano a snocciolare la solita litania delle turbe psichiche. Ma qui in gioco non c’è nessuna distorsione della psiche, se non come conseguenza di una distorsione più radicale, perché più profonda: una frattura spirituale. L’unica cosa reale di questa vita è l’amore, reale perché amando diventiamo reali e facciamo diventare reale ciò che amiamo. Senza amore tutto tende al nulla e alla distruzione. La creazione c’è perché è l’amore di Dio gratuito che si riversa sulle cose, Dante dice nei primi tre versi del Paradiso: «La gloria di colui che tutto move / per l’universo penetra e risplende / in una parte più e meno altrove», questa penetrazione e illuminazione da dentro di ogni cosa e persona ha gradi, e nelle creature libere dipende dalla volontà di ricevere questo amore.

Pellegrinaggio Macerata - Loreto 2016

MACERATA-LORETO

«Tu sei unico» (www.tracce.it)

di Alessandra Stoppa
07/06/2016 - Sabato 11 giugno, la 38ª edizione del pellegrinaggio notturno. La scelta del titolo, i tremila volontari e le parole che accompagneranno il cammino
«Tu sei unico». Le parole che papa Francesco ha rivolto ad un pellegrino in Piazza San Pietro sono diventate il titolo della Macerata-Loreto: il cammino nella notte verso la Santa Casa che si snoderà per ventotto chilometri tra sabato e domenica prossimi, l’11 e 12 giugno.

«Quella frase esprime lo sguardo commosso di Gesù davanti ad ognuno di noi, desideroso che questo tesoro non sia ridotto o vada perduto», spiega Carlo Cammoranesi, portavoce del Pellegrinaggio. Uno sguardo «da imparare» proprio seguendo il Santo Padre, come dice don Julián Carrón nel suo messaggio: «Andando verso Loreto scoprirete più facilmente la profondità sterminata del vostro bisogno, se avrete davanti ai vostri occhi il testimone che il Signore ci ha dato per fare un cammino umano oggi: papa Francesco».

Per la 38ª edizione saranno tremila i volontari coinvolti e oltre duecento i pullman che arriveranno da tutta Italia (anche due dalla Svizzera) allo Stadio Helvia Recina, dove sarà celebrata la Messa dal cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo.

Come ogni anno, dal 1997 a oggi, il pellegrinaggio “inizia” con un gesto del Papa: domani, in Piazza San Pietro, alla fine dell’Udienza Generale, benedirà la Fiaccola della Pace, che sabato sera arriverà a Macerata. Quest’anno la Fiaccola del Pellegrinaggio è passata anche in Polonia, che ospiterà la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, e dove è stata inaugurata la cappella della Madonna di Loreto nel Santuario dedicato a san Giovanni Paolo II. Dopo la benedizione di Francesco, i tedofori partiranno da Roma per arrivare a Macerata: una corsa di trecento chilometri e varie tappe, tra cui il monastero delle suore trappiste di Vitorchiano, Terni, Perugia e Assisi.

Per inviare intenzioni di preghiera: www.pellegrinaggio.org
Twitter: #MacerataLoreto16

lunedì 6 giugno 2016

Giussani's Series on Faith and Modernity

STATI UNITI

Il Maestro e la partita di biliardo (www.tracce.it)


04/06/2016 - Con il cardinale Timothy Dolan e father Richard Veras, al via la "Giussani Series on Faith and Modernity", nata da alcuni amici di New York. Perché «un dono preziosissimo non possiamo tenerlo per noi»
Giovedì sera eravamo una quindicina a casa di Therese qui a Omaha, riuniti con tanto di chili, chips e popcorn per un tipico watch party americano, un ritrovo di amici per guardare insieme uno spettacolo in televisione.
Invece di un dibattito elettorale, del Super Bowl o della Notte degli Oscar, quel che ha incollato allo schermo noi e, in contemporanea, tanti altri gruppi in giro per l’America (Miami, Washington, Austin, Rochester…) è stato l’evento inaugurale della Giussani Series on Faith and Modernity , intitolato “Cristo, compagnia di Dio all’uomo” dall’omonima antologia di scritti di don Luigi Giussani recentemente pubblicata in America. Relatori: il cardinale di New York, Timothy Dolan, e father Richard Veras, direttore della Formazione pastorale al Seminario dell’Arcidiocesi di New York.

Colombia, presentazione che apre all'imprevisto

COLOMBIA

Una scintilla per il cuore (www.tracce.it)


06/06/2016 - Dopo la presentazione di "Luigi Giussani. Su vida" a Bogotà, Chiara rimane «stranamente felice». Così invita l'autore, Alberto Savorana, nel liceo dove insegna. Un'ora e mezza di dialogo con i ragazzi: «Alla fine facevamo fatica a staccarli»
Bogotà. Si avvicina il 26 maggio, giorno della presentazione pubblica di Luigi Giussani. Su vida, di Alberto Savorana, e mi pare che in me non ci sia movimento, non ci sia abbastanza movimento. Sarà che la vita è troppo piena di cose da fare? Lavoro intenso, almeno da undici anni a questa parte, le amicizie anche - certi rapporti fanno davvero fatica - ed ora l'organizzazione dell'evento, gli inviti eccetera. Forse il punto è che non basta ripetersi, o ascoltare le solite parole, seppur vere e sincere? Occorre una chispa, come si dice qui in Colombia, una scintilla per il cuore.

26 maggio, ore 13, sbarca a Bogotà Alberto Savorana, che mi sorprende da subito quando alla mia domanda su quante presentazioni dello stesso libro abbia già fatto e cosa pensi di ognuna, risponde che ogni volta è per lui un avvenimento incredibile vedere come sia attuale don Giussani, come risponda seriamente alla realtà concreta dell'uomo di oggi, in ogni parte del mondo si trovi.

Ed è vero. Me ne rendo conto il 26 maggio alle 18,45, quando iniziano gli interventi di monsignor Pedro Salamanca, vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Bogotà, e del professor Edwin Horta, vicerettore e docente di Diritto dell'Università Cattolica della città.

giovedì 2 giugno 2016

Saluto di Carron per il pellegrinaggio Macerata-Loreto 2016

«Ti basta la mia grazia» (ww.pellegrinaggio.org)

Carissimi, Cristo è una presenza così presente che riempie di letizia, consentendo di vivere in qualunque situazione. Ce lo testimoniano ogni giorno i nostri fratelli perseguitati, nei quali vediamo compiersi le parole di Gesù a san Paolo: «“Ti basta la mia grazia; la mia forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza”. (...) Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte» (2Cor 12,9-10). Siamo piccoli, consapevoli dei nostri limiti, dei tradimenti quotidiani e della fragilità di tutti i nostri tentativi; ma più di tutto siamo certi che il Padre ci ha scelti così come siamo perché sia ancora più palese che la forza è solo Sua.

mercoledì 1 giugno 2016

Minsks, Bielorussia, la mostra sul metropolita Antonij

BIELORUSSIA

Terra di confine e d'incontro (www.tracce.it)

di Stefano Pichi Sermolli
30/05/2016 - La mostra sul Metropolita Antonij al cuore della tre giorni nella città di Minsk. Più di un festival culturale, un luogo di incontro tra ortodossi e cattolici. Un evento che non nasce da un progetto, ma da un'amicizia viva che arriva da lontano...
Minsk è una città ordinatissima, quasi perfetta. Noi italiani, abituati ai centri storici, la potremmo facilmente definire “finta”. Sembra di entrare nella scenografia del famoso film The Truman Show, dove i palazzi, le strade, i giardini, sono troppo perfetti. Anche se, a differenza della città di Truman, la maggior parte degli edifici sono grigi, di architettura sovietica.
Nel cuore della città, di questa città, tra il 27 e il 29 maggio, si è svolta la seconda edizione di un festival culturale organizzato da alcuni amici e intitolato Pamiežža, "Terra di confine".

martedì 31 maggio 2016

30 maggio 1998: la testimonianza di don Giussani in piazza s.Pietro

 

ARCHIVIO

«Nella semplicità del mio cuore lietamente Ti ho dato tutto»

Luigi Giussani
Roma, 30 maggio '98
La testimonianza di don Giussani durante l'incontro col Papa. Piazza San Pietro,
30 maggio 1998


Santità, io dico, tento di dire come è sorto in me un atteggiamento - che Dio avrebbe benedetto, come ha voluto - che io non potevo prevedere né tanto meno volere.

1. «Che cosa è l'uomo perché te ne ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi?» (Sal 8). Nessuna domanda mi ha mai colpito, nella vita, così come questa. C'è stato solo un Uomo al mondo che mi poteva rispondere, ponendo una nuova domanda: «Qual vantaggio avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà se stesso? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio di sé?» (Mt 16,26; cfr. Mc 8,36ss; Lc 9,25s).
Nessuna domanda mi sono sentito rivolgere così, che mi abbia lasciato il fiato mozzato, come questa di Cristo!
Nessuna donna ha mai sentito un'altra voce parlare di suo figlio con una tale originale tenerezza e una indiscutibile valorizzazione del frutto del suo seno, con affermazione totalmente positiva del suo destino; è solo la voce dell'Ebreo Gesù di Nazareth. Ma più ancora, nessun uomo può sentire se stesso affermato con dignità di valore assoluto, al di là di ogni sua riuscita. Nessuno al mondo ha mai potuto parlare così!