venerdì 12 agosto 2016

Meeting 2016: Tu sei un bene per me

Tu sei un bene per me

Venerdì 19 agosto 2016 - Giovedì 25 agosto 2016L’attuale momento storico è caratterizzato da una profonda crisi che ha come conseguenza una generale sfiducia nell’affrontare il presente e nel guardare al futuro. Si sgretolano modelli di convivenza sociale e civile che sin qui hanno garantito il bene comune, una intera generazione, quella dei NEET, ha rinunciato a studiare e a lavorare, il fenomeno dell’immigrazione e dei profughi sta investendo - dilagante e apparentemente inarrestabile- l’Italia e l’Europa intera, la violenza del terrorismo, anche dopo i tragici fatti di Parigi, cresce in modo sempre più minaccioso. L’altro, il diverso, ciò che è “fuori”, appare come una minaccia, viene visto e considerato in un’ottica per lo più strumentale e utilitaristica.

In queste drammatiche circostanze Papa Francesco ha indetto il Giubileo Straordinario della Misericordia. “Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato”.

lunedì 8 agosto 2016

GMG in Polonia: Papa Francesco risponde ad alcune domande dei giovani italiani

D. – Buonasera, Santità. Innanzitutto grazie, perché ha trovato il tempo – pur essendo appena arrivato a Cracovia – per collegarsi con noi. Non ha voluto rinunciare a essere qui con noi, questa sera. Grazie, Santo Padre. Ci sono dei ragazzi qui che, a nome dei 90 mila italiani presenti a Cracovia, vorrebbero rivolgerLe alcune domande, e sono qua, i giovani. Prego.
Ragazza:
Dopo l’incidente ferroviario del 12 luglio noi abbiamo paura a prendere il treno. Io, ogni giorno, prendo il treno per andare all’università, e quel giorno non ero sul treno per un puro caso. Ogni giorno mi siedo nelle prime carrozze, e lì incontravo e salutavo Luciano, uno dei macchinisti che purtroppo ha perso la vita nell’incidente. Noi, in quei treni, ci sentiamo a casa, ma adesso abbiamo paura. Voglio chiedere: come possiamo tornare alla normalità? Come possiamo abbattere questa paura e continuare, riprendere a essere felici anche su quei treni che sono i nostri treni, la nostra seconda casa?
Papa Francesco:
Quello che è successo a te è una ferita; alcuni, nell’incidente, sono stati feriti nel corpo, e tu sei stata ferita nel tuo animo, nel tuo cuore, e la ferita si chiama paura. E quando tu senti questo, senti la ferita di uno shock. Tu hai subito uno shock, uno shock che non ti fa stare bene, ti fa male. Ma questo shock ti dà anche l’opportunità di superare te stessa, di andare oltre. E come sempre nella vita succede, quando noi siamo stati feriti, rimangono i lividi o le cicatrici. La vita è piena di cicatrici, la vita è piena di cicatrici, piena. E con questo, sempre verrà il ricordo di Luciano, di quell’altro, di quell’altro… che adesso non c’è più perché è mancato nell’incidente. E tu dovrai, ogni giorno che prendi il treno, sentire la traccia – diciamo così – di quella ferita, di quella cicatrice, di quello che ti fa soffrire. E tu sei giovane, ma la vita è piena di questo… E la saggezza, imparare a essere un uomo saggio, una donna saggia, è proprio questo: portare avanti le cose belle e le cose brutte della vita. Ci sono delle cose che non possono andare avanti, e ci sono cose che sono bellissime. Ma anche succede il contrario: quanti giovani come voi non sono capaci di portare avanti la propria vita con la gioia delle cose belle, e preferiscono lasciarsi andare, cadere sotto il dominio della droga, o lasciarsi vincere dalla vita? Alla fine, la partita è così: o tu vinci o ti vince, la vita! Vinci tu la vita, è meglio! E questo, fallo con coraggio, anche con dolore. E quando c’è la gioia, fallo con gioia, perché la gioia ti porta avanti e ti salva da una malattia brutta: dal diventare nevrotica. Per favore no, questo no!

venerdì 29 luglio 2016

GMG a Cracovia: Papa Francesco ai giovani, lanciatevi nell'avventura della misericordia

Gmg 2016 Cracovia
Il Papa ai giovani: lanciatevi nell'avventura della misericordia
Stefania Falasca



«Finalmente ci incontriamo». Nel cuore di un’Europa malata di muri e respingimenti, Francesco si appella ai migliaia di giovani radunati nel parco Jordan a Blonia a Cracovia perché sappiano abbattere i recinti dell’odio e i muri della paura.

E nella festa del primo incontro con i giovani provenienti da tutto il mondo il messaggio del Successore di Pietro è tutto rivolto all’invito di scoprire la sorgente e il cuore del messaggio evangelico. Un messaggio che abbatte le chiusure, getta ponti e rende prossimi, capaci di guardare oltre e ascoltare «quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male».

mercoledì 27 luglio 2016

Messaggio di Carron ai partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventu' a Cracovia

Messaggio di don Julián Carrón ai partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia (26-31 luglio)

La vita è piena di imprevisti. «Il mondo è stato conquistato al cristianesimo ultimamente da questa parola riassuntiva: “misericordia”» (don Giussani). Chi avrebbe scommesso sulla misericordia per “conquistare” il mondo?
Per non finire nello smarrimento la Chiesa sempre ci propone dei gesti, che offre alla verifica della nostra esperienza. Voi avete accettato una di queste proposte: partecipare alla GMG di Cracovia insieme ai giovani di tutto il mondo.
Non dimenticate a che cosa avete detto di sì: al Papa che vi ha invitati tutti. Il vostro sì è per educarvi a un legame che per noi non è opinabile, ma sostanziale: il legame con Pietro, argine stabilito da Cristo per la sicurezza del nostro cammino. Quanti andranno a Cracovia lo fanno per scoprire ancora di più il valore della Chiesa, l’appartenenza a qualcosa di stabile, con un punto di riferimento che ha un nome preciso: papa Francesco. Senza questa coscienza la nostra appartenenza sarebbe fragile.
Andate a Cracovia con una ragione precisa: una domanda a Cristo che ci liberi. Andate a chiedere in ginocchio, a mendicare da Lui − come poveracci − la Sua misericordia. Qualcuno può forse pensare di non avere bisogno della Sua misericordia? Vorrebbe dire non riconoscere la vastità del proprio bisogno, al quale solo Cristo è risposta adeguata: «Gesù Cristo è venuto ad annunciare e realizzare il tempo perenne della grazia del Signore, portando la liberazione» (Messaggio per la GMG).
Il Papa ci invita a immergerci nell’Anno Santo della Misericordia, riconoscendo che il Signore continua ad avere pietà di noi. Noi siamo oggetto del Suo amore viscerale che non ci abbandona e si preoccupa del nostro destino. «Lasciatevi raggiungere dal suo sguardo misericordioso, che sazia la sete profonda che dimora nei vostri giovani cuori: sete di amore, di pace, di gioia, e di felicità vera» (Messaggio per la GMG).


lunedì 25 luglio 2016

Meeting 20016: Mostra sulle Suore di Carità dell'Assunzione (Suorine)

La Vita per l’opera di un Altro.

- Piazza A1 A cura delle Suore di Carità dell’Assunzione.
Coordinamento di Giuseppe Feyles e Ubaldo Casotto
“Padre Pernet trovava nel bisogno della gente, dentro il contesto in cui viveva, uno sguardo per poter far penetrare in quelle case, in quei rioni, l’opera presente di un Altro, l’opera di Cristo, Cristo all’opera. Lo faceva penetrare lì”. Don Luigi Giussani

Le Suore di Carità dell’Assunzione nascono dall’incontro e dalla fecondità di due carismi, quello di padre Pernet, assunzionista francese vissuto nell’Ottocento e quello di don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione.
Padre Pernet fu molto impressionato dalla situazione di povertà nella quale vivevano le famiglie operaie dei sobborghi di Parigi ed ebbe un’intuizione: solo una donna consacrata può entrare in quelle case e farsi carico dei bisogni che incontrerà, dalle pulizie al far da mangiare, dalla cura all’istruzione.
Nascono così le Piccole Suore dell’Assunzione che, di fatto, “inventano” una moderna pratica di welfare: l’assistenza domiciliare. Nella loro diffusione missionaria le “suorine” (così sono conosciute nei quartieri in cui vivono e operano) arrivano anche a Milano, dove don Giussani le incontra nel 1958, restando colpito dalla loro esperienza di fede e quindi di carità, dall’unità profonda tra missione e vita religiosa.
Presenti oggi a Torino, Milano, Trieste, Roma, Napoli e Madrid, le suorine, il cui ramo italiano nel frattempo ha dato vita alle Suore di Carità dell’Assunzione, costituiscono una realtà sociale che ha acquisito le nuove dimensioni dell’assistenza domiciliare: l’intervento in casa, la cura infermieristica, l’accoglienza diurna dei minori, l’impegno educativo nel rapporto con la scuola e con la famiglia, la collaborazione con l’ente locale e i servizi sociali. L’orizzonte di questa presenza è lo scopo indicato da una frase di padre Pernet: “Generare un popolo a Dio”.

Partendo dalla storia passata, la mostra racconta con testimonianze, filmati e immagini la ricchezza di queste esperienze di popolo e di fraternità nei quartieri periferici delle nostre metropoli d’oggi.

Mostra itinerante

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martedì 19 luglio 2016

Mikel Azurmendi: la nostra convivenza civile è un dono

ARCHIVIO (www.tracce.it)

EUROPA

L'intervista integrale a Mikel Azurmendi
«La nostra convivenza civile è un dono»
di Fernando de Haro

Mikel Azurmendi è una rara avis: antropologo laico, nel mirino delle forze terroriste dell’Eta, in prima linea contro il nazionalismo xenofobo, ha studiato a fondo il fenomeno dell’immigrazione in Francia e in Spagna. Una delle menti più lucide del panorama intellettuale spagnolo, conserva una capacità di sorprendere e una freschezza rare a incontrarsi.
In questa conversazione con Tracce si sofferma sui tratti del momento che l’Europa sta attraversando: l’«esaurirsi del progetto illuminista», la sfida dello jihadismo, la crisi dei rifugiati, il valore pubblico dell’esperienza religiosa. E, naturalmente, l’intervento di papa Francesco alla consegna del Premio Carlo Magno, con quella domanda che vista ora, dopo il referendum che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, pesa ancora di più: «Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà?».

Carron legge la "Iuvenescit Ecclesia"

DA AVVENIRE

Carrón: «Per i movimenti missione senza confini»

di Francesco Ognibene
19/07/2016 - Il Presidente della Fraternità di CL legge la «Iuvenescit Ecclesia», la Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede ai Vescovi. Sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici
«Iuvenescit Ecclesia, la Chiesa ringiovanisce...»: suona come un’affermazione gioiosa l’incipit della Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa che reca la data della Pentecoste 2016 e la firma della Congregazione per la dottrina della fede. E in effetti l’intero suo svolgimento (5 capitoli e 24 paragrafi) è un percorso per riprendere consapevolezza dei modi in cui i carismi suscitati senza sosta dallo Spirito Santo nel tessuto vivo della Chiesa la ringiovaniscono in modo permanente. Lo disse il Vaticano II mezzo secolo fa, lo ridice oggi la Santa Sede con parole rafforzate dall’esperienza e dalla storia, entrambe condivise in questa lunga ma ancora breve tappa post-conciliare da Comunione e Liberazione, movimento di respiro globale eppure ovunque con l’inconfondibile volto dell’umanità di ogni specifico luogo dove i figli spirituali di don Luigi Giussani sono arrivati per trapiantarne il carisma educativo e missionario. Don Julián Carrón è uno di loro, quello chiamato a raccogliere il suo impegnativo testimone (è il destino di chi arriva dopo i fondatori) e a portarlo in lungo e in largo come presidente della Fraternità di Cl, sospinto dallo slancio di un Papa che parla la sua stessa lingua natale.