giovedì 8 settembre 2016

Le chiavi del Paradiso

HOMEVIDEO

Libertà: la scommessa di padre Chisholm

di Luca Marcora
05/09/2016 - Francis, un anziano prete scozzese, ha passato la vita in missione in Cina. In patria gli viene contestato il suo operato, e il vescovo Angus manda un monsignore a controllare. E leggendo il diario del missionario inizia a scoprire la sua vita...
Il cinema ha raccontato tante storie riguardanti missionari cristiani, romanzate o aderenti ai fatti. La settima arte si è lasciata affascinare da questi uomini e donne che hanno abbandonato tutto per andare in luoghi sconosciuti, mossi solo dalla propria vocazione. Molto spesso, però, questi film non riescono ad uscire dai confini del paese che li ha prodotti, ignorati dalla normale distribuzione internazionale o dal mercato dell’homevideo. Figure come quelle di padre Junípero Serra o di padre Damiano de Veuster, protagonisti della mostra American Dream. In viaggio con i Santi americani, presentata allo scorso Meeting di Rimini, sono ad esempio state raccontate in vari film (Le sette città d’oro, R. D. Webb, 1955; Molokai l’isola maledetta, L. Lucia, 1959; Molokai: The Story of Father Damien, P. Cox, 1999), ma di loro oggi nessuna traccia in Italia. Dopo la guerra poi, la bontà dell’operato dei missionari ha cominciato ad essere guardata attraverso la macchina da presa con dubbio e sospetto: portatori di una diversità che cancella l’identità dell’indigeno, questi evangelizzatori spesso diventano buoni solo quando si schierano contro la Chiesa, della quale si tende a sottolineare unicamente gli errori e l’aspetto istituzionale, ovviamente oppressivo. Colpisce favorevolmente, allora, poter rivedere in dvd un film come Le chiavi del Paradiso, tratto dal romanzo Le chiavi del Regno di A. J. Cronin, un ritratto pieno di sincera ammirazione e gratitudine per la figura del missionario.

VIDEOAIC 2016 Ago2016 youtube

martedì 6 settembre 2016

Ucraina-Italia, esperienza di accoglienza e di amicizia: i "figli della speranza"

Rientrati a Kiev e a Kharkov i “Figli della Speranza” ospitati presso le famiglie italiane (www.famiglieperl'accoglienza.com)

Con il sostegno amicale delle comunità ortodosse di Milano e di Varese, il progetto “Figli della Speranza” è giunto al suo epilogo: rientrati a Kiev e a Kharkov i minori ospitati durante l’estate presso le famiglie italiane
Non si capiva se piangessero di più i piccoli o i grandi: è stato un momento di grande commozione, che ha coinvolto perfino alcune hostess di terra dell’aeroporto, che hanno fatto spazio nelle proprie corsie per l’ingresso dei bagagli affinché le foto di gruppo potessero prendere proprio tutti!
Con il cuore pieno come le le loro valige sono tornati alle loro abitazioni provvisorie i 48 figli di profughi e di militari delle zone orientali dell’Ucraina, dove una guerra mai dichiarata e ben poco conosciuta non cessa di uccidere infidamente e di dividere un popolo.
Con il sostegno amicale delle comunità ortodosse di Milano e di Varese, il progetto “Figli della Speranza” è giunto al suo epilogo lasciando nei cuori e nelle menti la domanda più naturale: come continuare questa bella amicizia, così inaspettatamente cresciuta tra famiglie e tra bambini e ragazzi di Kiev, di Kharkov, di Donesk, di Milano, di Bergamo, di Varese, di Como?

L'intervista di Madre Teresa di Calcutta al settimanale 'Il Sabato' nel 1979

MADRE TERESA

«Ho un messaggio, è Gesù» (tracce.it)

di Robi Ronza
06/09/2016 - L'intervista alla suora albanese durante un viaggio in India nell’autunno del 1979, pubblicata su "Il Sabato", settimanale cattolico nato due anni prima. Pochi giorni dopo, la futura Santa riceverà a Oslo il Nobel per la pace
Mentre con Carlo Meazza stavo a Calcutta per realizzare questo servizio, era in corso il Capitolo generale della Congregazione delle Missionarie della Carità, insomma delle suore di Madre Teresa. Il Capitolo si svolge a porte chiuse, e per tutta la sua durata è regola che chi vi partecipa non rivolga la parola ad alcun estraneo ai lavori. Madre Teresa ha però accettato di fare un’eccezione per Il Sabato, il primo giornale italiano che dedica un servizio sulla sua opera a Calcutta.

Che effetto le fa aver ricevuto il premio Nobel?Un mucchio di grattacapi, un mucchio di gente che viene a trovarmi da ogni parte del mondo, un gran superlavoro: questo è l’effetto finora.

Questo premio, oltre che a lei, è anche un riconoscimento per la chiesa indiana. Che cosa, a suo avviso, può dare di specifico la chiesa indiana alla Chiesa universale?

Gesù.

domenica 4 settembre 2016

Omelia di Papa Francesco alla messa di canonizzazione di Madre teresa di Calcutta

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Piazza San Pietro
Domenica, 4 settembre 2016



«Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?» (Sap 9,13). Questo interrogativo del Libro della Sapienza, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, ci presenta la nostra vita come un mistero, la cui chiave di interpretazione non è in nostro possesso. I protagonisti della storia sono sempre due: Dio da una parte e gli uomini dall’altra. Il nostro compito è quello di percepire la chiamata di Dio e poi accogliere la sua volontà. Ma per accoglierla senza esitazione chiediamoci: quale è la volontà di Dio?
Nello stesso brano sapienziale troviamo la risposta: «Gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito» (v. 18). Per verificare la chiamata di Dio, dobbiamo domandarci e capire che cosa piace a Lui. Tante volte i profeti annunciano che cosa è gradito al Signore. Il loro messaggio trova una mirabile sintesi nell’espressione: «Misericordia io voglio e non sacrifici» (Os 6,6; Mt 9,13). A Dio è gradita ogni opera di misericordia, perché nel fratello che aiutiamo riconosciamo il volto di Dio che nessuno può vedere (cfr Gv 1,18). E ogni volta che ci chiniamo sulle necessità dei fratelli, noi abbiamo dato da mangiare e da bere a Gesù; abbiamo vestito, sostenuto, e visitato il Figlio di Dio (cfr Mt 25,40). Insomma, abbiamo toccato la carne di Cristo.

venerdì 2 settembre 2016

Madre teresa a CL: "Diventate testimoni dell'amore di Cristo"

IL DOCUMENTO (www.tracce.it)


Madre Teresa a CL: «Diventate testimoni dell’amore di Cristo»


01/09/2016 - La lettera che la suora di Calcutta inviò al convegno "La carità è. Le opere che cambiano la vita", che si svolse il 27 gennaio 1990 al Palalido di Milano. Il testo è stato pubblicato da Litterae Communionis nel febbraio dello stesso anno
A tutti i presenti al convegno di Comunione e Liberazione sulla carità.
Gesù è venuto per darci la buona novella che Dio è amore, e che ci ama e che vuole che noi ci amiamo gli uni gli altri come Lui ama ognuno di noi.

Per renderci (più) facile questo, Gesù ha detto: «Qualunque cosa farete al più piccolo dei miei fratelli l'avrete fatto a me. Se darete un bicchier d'acqua nel mio nome, l’avrete dato a me. Se riceverete un bimbo nel mio nome, avrete ricevuto me».

Quando moriremo e torneremo alla casa del Padre, Gesù ci dirà: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete il Regno preparato per voi. Perché io avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito. Ero solo e mi avete amato». Imparate a memoria queste parole: «Voi l’avete fatto a me».

Ecco perché tutti noi che serviamo i poveri, i lebbrosi, i malati di Aids, i non desiderati, i non amati, stiamo con Gesù sotto le dolorose sembianze del più Povero dei Poveri in ogni momento della giornata. Per questa ragione io dico alle Missionarie della Carità: noi siamo veramente delle contemplative nel cuore del mondo, perché stiamo con Gesù in ogni momento.

Ecco perché è importante pregare: perché la preghiera dà un cuore puro e un cuore puro fa vedere Dio.
Il frutto della preghiera è la fede.
Il frutto della fede è l'amore.
Il frutto dell'amore è il servizio.
Il frutto del servizio è la pace.

Chiediamo alla Madonna di darci il suo cuore così bello e così puro affinché possiamo amare Gesù come Lei lo ha amato e servirlo sotto le dolorose sembianze del più Povero dei Poveri.
Questo amore trasformerà ogni amore umano in Amore divino e porterà la Pace.
Io pregherò per ognuno di voi perché possiate crescere nella santità attraverso questo amore - amore in azione - e così diventare testimoni dell'amore di Dio e diffonderne la fragranza dovunque andiate. Pregate per me, per i nostri Poveri e per la nostra Società.
Dio vi benedica

Madre Teresa


Ecco il testo autografo in inglese:

Paraguay, Encuentro Asunciòn

PARAGUAY (www.tracce.it)

Un tesoro in carne ed ossa

di Javier de Haro Requena
31/08/2016 - Ai primi di agosto si è tenuta la seconda edizione di Encuentro Asunción. Dopo «la scintilla dell'anno scorso», ha preso fuoco «qualcosa di diverso dagli altri eventi». Il racconto di tre giorni di mostre, incontri e spettacoli che hanno stupito tutti
Il 4, 5 e 6 agosto si sono svolte le conferenze, le mostre, gli incontri e i concerti della seconda edizione di Encuentro Asunción, organizzato nel Centro Culturale paraguayano giapponese del Comune di Asunción, con il titolo “L’altro è un bene”, alla quale hanno partecipato fra 150 e 200 persone al giorno.

Tra gli altri, sono intervenuti il sindaco Mario Ferreiro, il Vescovo, monsignor Edmundo Valenzuela, e l’Ambasciatore del Libano Hassan Hijazi. Fra gli oratori, il Ministro del Tesoro, don Santiago Peña, il Vescovo ortodosso del Patriarcato di Antiochia con sede a Buenos Aires, monsignor Siluán Muci, il coordinatore della pastorale sociale della arcidiocesi, Ricardo González, e altre personalità in ambito educativo (Centro educativo Arambé a Luque, Casa per minori Virgen de Caacupé a Itauguá) e sociale (comunità di Sant’Anna nel quartiere periferico di Bañado Sur).