sabato 11 febbraio 2017

Giornata del Banco farmaceutico 2017

Manfredonia.

Sabato 11 febbraio 2017 si svolgerà in tutta Italia la XVII edizione della GRF – Giornata di Raccolta del Farmaco. All’iniziativa, organizzata dal BANCO FARMACEUTICO ONLUS sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica in collaborazione con vari ENTI, aderiscono, su tutto il territorio nazionale, oltre 3600 farmacie, tra le quali figurano alcune della nostra amata città di Manfredonia.
L’attività di carità è un gesto educativo per chi lo fa ed un modo per fare del mondo una famiglia, perché di fatto, abbiamo lo stesso Padre…, allora chiediti cosa puoi fare CONTRO LA POVERTA’ SANITARIA che affligge moltissime famiglie? I volontari inviteranno tutti coloro che possono permettersi una spesa di pochi euro ad andare in farmacia e donare un farmaco per i meno abbienti, per poter REGALARE SPERANZA a chi ne ha maggiore necessità.
Manfredonia, come sempre, risponderà SI a questa richiesta di aiuto e, volendo citare una frase simbolo che in poche parole dà il senso di tutto : “CHI DONA RICEVE”.

(Tutta la raccolta sarà messa a disposizione della CARITAS e della CASA della CARITA’ di Manfredonia )

I volontari di Manfredonia (A cura di Lucia Polito)



mercoledì 8 febbraio 2017

Maturità: dialogo tra gli studenti e Davide Prosperi

MATURITÀ

Sfidare l'istante (www.tracce.it)


07/02/2017 - A Milano, un dialogo serrato tra gli studenti dell’ultimo anno delle superiori e Davide Prosperi, responsabile di CL. Perché «voglio essere felice, ma non so cosa scegliere. Tutto mi sembra troppo poco...»
Giovedì 2 febbraio, Davide Prosperi, vicepresidente della Fraternità di CL, ha incontrato all’Istituto Sacro Cuore di Milano i ragazzi dell’ultimo anno delle superiori.
Siamo arrivati da tutto il Nord Italia e molti altri hanno seguito l'assemblea attraverso un collegamento video.
L’incontro è stato un dialogo nato dalle nostre domande. Luca ha raccontato di come la passione che da sempre aveva per lo studio si fosse offuscata negli ultimi tempi a causa delle richieste esagerate dei professori e dall’ansia per l’esame di maturità. «C’è chi si accontenta di imparare meccanicamente un mare di nozioni, ma a me non basta: desidero che non si spenga mai in me la fiamma appassionante della conoscenza».

martedì 7 febbraio 2017

Giornata del Banco Farmacetico


SABATO  11  FEBBRAIO  2017

GIORNATA  DEL  BANCO  FARMACEUTICO



LA RACCOLTA DEI FARMACI AVVERRA' NELLE SEGUENTI FARMACIE:

S.RITA
FARMACIA DEL DUOMO
FARMACIA MODERNA
FARMACIA SERRATI

si possono donare farmaci da banco, che saranno devoluti alle associazioni che si occupano dei più poveri sul nostro territorio: la Caritas e la Casa della Carità

Padre Lepori: chi interroga il cuore oggi?

CENTRO CULTURALE DI MILANO (www.tracce.it)


Domandare la vita è domandare l'infinito

di Fabrizio Sinisi
07/02/2017 - Una serata con Ferruccio De Bortoli e padre Mauro-Giuseppe Lepori, per presentare "Si vive solo per morire?", il libro dell'Abate generale dei Cistercensi. Davanti a una «svolta epocale» del nostro tempo, una riflessione che riguarda tutti. Credenti e non
"La vita che domanda" è il titolo della serata organizzata dal Centro Culturale di Milano per presentare una nuova collana, A caccia di Dio (Cantagalli) e un nuovo libro, Si vive solo per morire?, di padre Mauro-Giuseppe Lepori, Abate generale dell’ordine dei Cistercensi. Che la domanda in questione non sia un ozioso arrovellamento culturale ma qualcosa che sta al centro del vivere è evidente già nell’introduzione di Pigi Colognesi, membro anche del direttivo della collana, che racconta come questa è nata: «Non rispondendo a dei problemi specifici del nostro tempo, ma da una cena con padre Lepori, al Meeting di Rimini del 2015. Discutendo è stato evidente a tutti che si poteva fare qualcosa perché quella domanda – “di che è mancanza questa mancanza» – posta al centro di quel Meeting venisse proposta nel mondo di oggi. La domanda di padre Lepori, che ci mosse, fu questa: “Chi interroga ancora il cuore, oggi?”. E noi abbiamo risposto: “Noi. Noi vogliamo essere di quelli che ripropongono un interrogativo al cuore umano”. I testi di questa collana intendono interrogare il lettore in modo coraggioso e totalizzante».

GS: domande ed esperienza del vivere

GIOVENTÙ STUDENTESCA (www.Tracce.it)

«Cosa racchiude questa compagnia?»

di Tommaso Asquini
03/02/2017 - La morosa, la vacanza, una cena tra amici... Uno dei ragazzi racconta l’Assemblea responsabili di GS di Milano e dintorni. Di un'amicizia che «all’apparenza non sembra avere niente di speciale», ma che ha un accento che cambia la vita
Lunedì 23 gennaio, ci siamo trovati a Portofranco a Milano per l’Assemblea responsabili di GS. Dopo aver cantato Hombres nuevos, Alberto Bonfanti, responsabile di GS, ci sfida ad intervenire mettendo a tema la nostra esperienza e le nostre domande.

Attacca Michele raccontando come, davanti ad una grandissima difficoltà scolastica, sia stata essenziale un’amica a cui potersi affidare per affrontare quella circostanza con letizia.
Filippo chiede come si faccia a non arrendersi all’ozio, e in che modo l’incontro con questa compagnia possa diventare totalizzante.
Poi è la volta di Giuseppe: «L’anno scorso ho incontrato una ragazza con la quale mi sono "morosato". Con lei è stato sempre bellissimo, ma il nostro rapporto ha preso una svolta dopo un episodio accaduto in vacanza di GS. In assemblea avevo raccontato di lei, e alla fine un’amica mi ha scritto un messaggio in cui mi sfidava a vivere il rapporto più liberamente, non in modo chiuso, centrandoci totalmente sul rapporto tra noi due. Al momento non ho badato molto a ciò che mi aveva scritto. Tempo dopo, sono andato all’open day della scuola della mia ragazza e mi sono accorto che semplicemente guardandola spiegare la mostra o parlare con professori ed amici la comprendevo in un modo inaspettatamente diverso. Mi è tornato in mente il messaggio della mia amica e ho capito che stavo vivendo quella libertà di cui lei mi aveva parlato».
Alberto interviene: «Hai trovato qualcosa di vero, tu sai che guardare in questo modo la tua ragazza ti corrisponde, ciò rimane vero sempre. Una cosa va presa per vera solo se vissuta, non per sentito dire».

giovedì 2 febbraio 2017

Hotel Rigopiano: il nostro amico Alessandro

RIGOPIANO

«Ecco chi era il nostro amico Alessandro» (www.tracce.it)


01/02/2017 - È morto nella tragedia dell'hotel abruzzese. Un mese prima, alla Scuola di comunità, aveva detto: «Come faccio ad essere pronto se il Signore mi dovesse chiamare all’improvviso?». Quella domanda è rimasta nel cuore degli amici di Terni
Tra le vittime del Rigopiano c’è anche il nostro amico Alessandro. Da poco più di un anno era stato assunto come receptionist nell’hotel, dopo esperienze lavorative anche all’estero. Quando non era fuori Terni per lavoro, andava alla Scuola di comunità in uno dei vari gruppi della città, a seconda del giorno. Una sera di dicembre, inaspettatamente, è venuto in uno di questi gruppi, senza che nessuno sapesse prima della sua presenza. Dopo alcuni interventi, ha raccontato di come al lavoro non avesse stretto particolari amicizie e di come sentisse molto la nostra mancanza. La sua preoccupazione era di poter vivere con pienezza l’esperienza cui la Scuola ci richiama costantemente. «Come faccio ad essere pronto se il Signore mi dovesse chiamare all’improvviso? Ma come faccio senza di voi, come faccio a non dimenticare, a non vivere distratto?». Di fronte a queste domande così profonde, siamo rimasti tutti un po’ perplessi, ma sfidati dalla sua posizione. La serata è andata per le lunghe, si è aperto un dialogo dettato dalla sua provocazione ed ognuno ha raccontato di come si fosse sorpreso ad “incontrare Cristo” nel quotidiano: nello sguardo del figlio, piuttosto che al lavoro, nel dialogo con un cliente. Alla fine è stato tangibile un fatto: è tornato a casa diverso da come era arrivato. Appariva più sereno, confortato, anche perché aveva riletto alcune circostanze degli ultimi giorni sotto una nuova luce, cogliendo dei particolari che gli erano sfuggiti.

mercoledì 1 febbraio 2017

Carron: gli altri ci rendono coscienti dei problemi che abbiamo

DOCUMENTI

Julián Carrón: «I problemi non li creano gli altri, gli altri ci rendono coscienti dei problemi che abbiamo»

di Ángel L. Fernández Recuero
31/01/2017 - Un'intervista al presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione dal magazine spagnolo "Jotdown"
Julián Carrón (Navaconcejo, 1950) ha compiuto gli studi di teologia nel seminario di Madrid ed è stato allievo titolare della École Biblique et Archéologique Française di Gerusalemme. Ordinato sacerdote nel 1975, l’anno seguente si laurea in Teologia presso la Università Pontificia Comillas, con specializzazione in Sacra Scrittura. Nel 1984 ottiene il dottorato in teologia alla Facoltà Teologica della Spagna settentrionale, a Burgos. È docente presso l’Istituto di Teologia, Scienze religiose e catechetiche San Dámaso e professore ordinario di Nuovo Testamento alla Facoltà di Teologia San Dámaso di Madrid.
Dal 2005 è presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, il più importante movimento cattolico italiano.

Ci troviamo con Julián nel bar dell’Hotel de las Letras di Madrid, approfittando di una delle sue veloci puntate in Spagna. Parliamo di politica, ragione e scienza, e ci spiega le radici del cambiamento che si sta verificando nella società occidentale, che ha l’Illuminismo come elemento chiave. Ci racconta anche come è vissuto il cristianesimo in Comunione e Liberazione, e in che modo esso può essere un fattore chiave del nostro futuro. Julián è alla mano, gentile e chiaro, e ha una grande capacità di convinzione, anche nei confronti di un ateo recalcitrante come chi lo intervista.



In che senso la società occidentale è di fronte a una crisi antropologica?
Lo stiamo vedendo accadere davanti ai nostri occhi, come stanno crollando certi pilastri che credevamo inamovibili. Pensiamo agli immigranti, alla reazione di molte persone rispetto al fenomeno dei rifugiati. Chi avrebbe immaginato, solo qualche decennio fa, che avremmo potuto innalzare muri in Europa dopo aver desiderato per tanti anni di abbattere il muro di Berlino. Pensiamo al vuoto che domina nella società, che alla fine si può trasformare, come vediamo, in terrorismo e violenza. O vediamo come reagiscono gli Stati Uniti o l’Europa davanti alle grandi sfide del nostro tempo. Questa situazione, come diceva Bauman, genera insicurezza e paura.

Sono crollati dei valori? È negativo il fatto che crollino quei valori?Cosa sono i valori? Sono le qualità che ci rendono persone migliori. La libertà, la generosità o la solidarietà sono cose assai ambite e fondamentali nella nostra civiltà. I valori ci permettono di abbracciare la diversità dell’altro, ci rendono più facili le relazioni con quanti sono diversi da noi, ci consentono di uscire dai nostri schemi predefiniti, insomma, rendono la vita più umana, meno dura.