venerdì 31 luglio 2015

Mario Luzi: 'Di che mancanza è questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?'

Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?
Giovedì 20 agosto 2015 - Mercoledì 26 agosto 2015“Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?”. Un verso del poeta Mario Luzi darà il titolo alla prossima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli.

Come il poeta, il Meeting vuole interpellare il cuore dell’uomo, scoprendo in esso l’esperienza di una mancanza che, con la sua forza travolgente, come l’acqua che fuoriesce da una diga che si rompe, lo inonda. Ma qual è l’origine di questa mancanza? Da dove viene? E’ un difetto o può essere una risorsa?

Non affrontare queste domande produce un impoverimento della persona: la riduzione del desiderio, “l'incurante superficialità o la confusione senza speranza o la ripetizione compiacente di «verità» diventate vuote e trite”, come dice Hannah Arendt, l’indifferenza nei confronti degli altri, la paradossale solitudine dentro ad un mondo iper-tecnologico e sempre connesso, la sensazione di soffocare perché le circostanze e i fatti della vita diventano una prigione, una sorta di bunker da cui non si riesce ad uscire.

L’arte, la musica, la poesia, espressioni cui il Meeting di quest’anno porrà particolare attenzione, rappresentano da sempre la testimonianza di quella irriducibile mancanza che alberga nel cuore dell’uomo, ma al tempo stesso esprimono quel grido e quella scintilla di nostalgia capaci di suscitare il desiderio dell’eterno.

Provocati e commossi di fronte alla mancanza che riconosciamo in noi e in tutti gli uomini, proveremo ad osservare i diversi campi del vivere (scienza, e biologia in particolare, diritto, filosofia, economia, politica), documentando come ogni riduzione dell’io, anche se inconsapevole, influenza la vita concreta e reale di tutti i giorni. Al tempo stesso ci metteremo sulle tracce di uomini che proprio a partire da qualcosa che manca alla loro vita non si stancano di cercare, intraprendere ed incontrare.

Ma è ancora possibile per ciascuno di noi un imprevisto, un piccolo bagliore, in grado di fare riemergere un cuore vivo, capace di affezione e di amore, finalmente presente a se stesso e libero di fronte alla realtà? Dove incrociare lo sguardo di qualcuno che sappia ancora stupirsi e lasciarsi cambiare da ciò che accade?

lunedì 27 luglio 2015

Verso il Meeting

VERSO IL MEETING

Sette giorni di sorprese

di Stefano Filippi
21/07/2015 - Nuove le date, nuovi gli spazi. Il programma della kermesse riminese, tra vecchie conoscenze e personaggi inediti. Un piccolo viaggio tra gli incontri che ci aspettano nei padiglioni della Fiera (da Tracce, 7/2015)
Sarà un Meeting pieno di sorprese. Le date, l’apertura a metà settimana, la chiusura con una grande festa, gli spazi ridisegnati. E il tema, una parola strana: «Mancanza». Sfida coraggiosa: la mancanza è un guaio o può essere una risorsa? La riduzione dell’io, il crollo delle evidenze, i cambiamenti sociali possono generare personalità nuove? Ed esistono già soggetti così?

Presenze sorprendenti, nel Meeting della mancanza: Fausto Bertinotti e Noam Chomsky, Carlo Cottarelli e Piercarlo Padoan, il cardinale Pell e monsignor Galantino, l’abate Lepori (che venerdì 21 agosto approfondirà il tema del Meeting) e l’astronauta Roberto Vittori, don Julián Carrón e il professor Joseph H. H. Weiler, protagonisti (lunedì 24), di un dialogo da non perdere. In tanti campi del vivere il Meeting documenterà che quella domanda irriducibile, quel desiderio di un compimento, è la scintilla della novità.

Un anno fa il Meeting apriva con padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, che invitò a usare «il potere del cuore» per sostenere i cristiani davanti ai fanatismi. Oggi le tensioni sono ancora più forti. E l’incontro inaugurale («Le religioni sono parte della soluzione, non il problema») rilancia il dialogo tra cristianesimo, ebraismo e islam mettendo allo stesso tavolo il cardinale Jean-Louis Tauran, l’imam Azzedine Gaci e il gran rabbino di Parigi, Haïm Korsia. Tre francesi, dal Paese ferito dalle stragi di gennaio e giugno.

La tragedia dei nuovi martiri cristiani sarà testimoniata da padre Douglas Bazi, parroco a Erbil. Ma al Meeting s’indicherà anche una strada per superare il fondamentalismo religioso: lo sviluppo economico. Lo documenteranno l’imprenditore libanese Fouad Makhzoumi, il presidente della Religious Freedom & Business Foundation, Brian J. Grim, il vicepresidente dell’europarlamento, Antonio Tajani e il segretario generale della Farnesina, Michele Valensise.

Mancanza di libertà: il banchiere venezuelano German García Velutini racconterà gli 11 mesi di rapimento e il perdono ai carcerieri, una diversità che si afferma in uno dei Paesi più violenti al mondo. Mancanza di salute: la malattia non è l’ultima parola, è anche ambito di ricerca, terreno dove crescono rapporti, e anche possibilità di rinascita. Una vita nuova dopo la droga e le dipendenze: l’esperienza della comunità Pars con il fondatore José Berdini e il sociologo Salvatore Abbruzzese. La cura del malato dal primo all’ultimo istante di vita raccontata dalla neonatologa Elvira Parravicini, della Columbia University, e dal professor Brad Stuart, che in California dirige l’hospice Sutter Care per malati terminali.

La malattia mentale, con le storie di Grégoire Ahongbonon e suor Simona Villa. La disabilità, con la missionaria Maria Angela Bertelli e Tim Shriver, presidente di Special Olympics. L’accompagnamento nella malattia, testimoniato, tra gli altri, da Mario Melazzini e Silvia Spagnoli, moglie di Ugo Rossi, affetto da Sla. Tutti esempi che il limite che ci si trova addosso non è quello del cuore. E di «persona e senso del limite» parlerà il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, in uno degli incontri più attesi.

Grecia, Eurozona, Mediterraneo: le sfide della crisi economica in Europa e le nuove povertà saranno tra i temi del Meeting. Ne discuteranno il francese Edmond Alphandéry e il tedescoHans-Werner Sinn, che guidano due think tank di analisi politica nei loro Paesi; l’economista Domenico Lombardi, l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, ora tornato al Fondo monetario; il ministro Padoan; il cardinale George Pell, prefetto della segreteria per l’Economia della Santa Sede, che parlerà di Chiesa e denaro.

La riflessione economica sarà accompagnata dall’esperienza del mondo imprenditoriale. Roberto Snaidero (Federlegnoarredo) e Nerio Alessandri (Technogym), Andrea Zappia (Sky Italia) e Mauro Moretti (Finmeccanica), e tanti altri, fino a una folta presenza di operatori commerciali cinesi: la scommessa vincente di chi punta sui talenti del capitale umano come motore di crescita. Senza dimenticare l’alimentazione, lo sviluppo sostenibile, la biodiversità (con il ministro Maurizio Martina e Carlo Petrini, tra gli altri) e il contributo del mondo non profit.

Un affondo sugli scacchieri di crisi e il ruolo delle organizzazioni internazionali verrà dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, e dai suoi omologhi Taieb Baccouche (Tunisia) e Sameh Shoukry (Egitto), dal nunzio Silvano Maria Tomasi, dal direttore generale delle Nazioni Unite a Ginevra, Michael Möller, dal professor Paolo Carozza. La costituzionalista Tania Groppi, con giudici e docenti mediorientali, approfondirà il tema della democrazia nei Paesi islamici. Dalle villas miseria di Buenos Aires ritorna padre Charly Olivero con un gruppo di ragazzi cresciuti sotto lo sguardo paterno dell’arcivescovo Jorge Bergoglio.

L’educazione è un’altra mancanza di questi anni. Ed ecco il contributo di Eddo Rigotti e Carlo Wolfsgruber, di Luigi Berlinguer e Susanna Mantovani, del neurolinguista Andrea Moro e di Noam Chomsky, a 86 anni uno dei “grandi vecchi” della cultura mondiale. I filosofi Eugenio Mazzarella, Carlo Sini e Costantino Esposito rifletteranno sull’uomo come «essere di mancanza». E «al fondo della mancanza» andranno i dialoghi con due rappresentanti della sinistra italiana, Fausto Bertinotti e il giornalista Piero Sansonetti. Dal documento «Ripartire dal basso» nascerà una riflessione sulla politica con Mauro Magatti e Luciano Violante, la segretaria Cisl Annamaria Furlan e Giulio Sapelli. Sul ruolo della Corte costituzionale e su cosa significhi essere un giudice della Consulta ragioneranno Marta Cartabia e Sabino Cassese. L’astrofisico Marco Bersanelli ci porterà a scoprire le stelle con l’astronauta Roberto Vittori (l’unico a volare sullo Shuttle americano e sulla Soyuz russa) e Duccio Macchetto, emeritus astronomer allo Space Telescope Science Institute.

L’ultima tavola rotonda del Meeting avrà come tema la famiglia, con Anna Garriga, Chiara Giaccardi e Orlando Carter Snead: un ponte lanciato verso il Sinodo di ottobre.



venerdì 24 luglio 2015

Opportunità degli interventi della Corte dei diritti di Strasburgo

Sentenze forti e ragioni deboli 
 
Ma la Corte dei diritti di Strasburgo serve davvero? 
 
Marco Olivetti

Obbedendo alla vecchia massima di Oscar Wilde, secondo cui «il miglior modo di resistere ad una tentazione è quello di cedervi», la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dunque ceduto alla tentazione di dire la sua sul dibattito italiano – già affollato e complesso – circa la disciplina giuridica delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Dato che gli argomenti pro e contra il riconoscimento delle unioni omosessuali sono stati esplorati da vari punti di vista e che ad essi la sentenza del 21 luglio nel caso "Oliari and others v. Italy" non aggiunge nulla di nuovo, si può forse ragionare su questa sentenza rovesciandone la prospettiva: il dito puntato dai sette giudici della IV sezione della Corte sull’assenza di riconoscimento legale delle predette unioni in Italia è un’occasione per interrogarsi su chi punta il dito, cioè sulla Corte di Strasburgo. Qual è la legittimazione della Corte per intervenire sul dibattito italiano in materia?

giovedì 23 luglio 2015

America Latina:'Il vino migliore deve ancora venire'

AMERICA LATINA

Qualcosa di nuovo sta per venire

di Marco Montrasi*
23/07/2015 - La difficoltà ad "uscire" da ciò che già sappiamo e la sfida del Papa. Nei suoi interventi durante il recente viaggio in Ecuador, Bolivia e Paraguay, c'è una novità a cui aprire il cuore (da "Zenit.org")
Pensando in questi giorni al viaggio di papa Francesco in America Latina, la prima cosa che mi viene in mente è che mi è sembrato di essere di fronte a qualcosa di nuovo. Mi spiego meglio: per cambiare occorre essere un po’ visionari. Siamo abituati a vivere a un ritmo frenetico, abbiamo poco tempo per alzare la testa, per guardare il cielo, per fissare l’orizzonte. In questo modo, diventano sempre più deboli gli stimoli per pensare, creare, immaginare. Viviamo immersi in quello che sappiamo, applicando le categorie che già conosciamo e che ci danno una certa sicurezza. Quando non abbiamo tempo nemmeno per guardare “oltre” o “l’altro”, è difficile uscire dal già saputo.
Ma alcuni uomini possono avere “visioni”. Penso che questo non sia solo un problema di intelligenza: per esempio, a volte accade che si faccia un’esperienza di pienezza talmente grande, che si percepisce un’energia creativa che fa pensare, creare, immaginare, vedere qualcosa come mai prima. Penso sia così che nasce il nuovo, penso sia così che è nato il mondo...

mercoledì 22 luglio 2015

Asia Bibi: la Corte Suprema sospende la pena e ordina la revisione del caso

22/07/2015
PAKISTAN
Asia Bibi, la Corte suprema sospende la pena e ordina la revisione del caso. Paul Bhatti: “presto libera”
Questa mattina i supremi giudici hanno fermato l’esecuzione della 50enne cristiana e madre di cinque figli, disponendo la revisione del processo. Verranno riascoltati i testi che hanno portato alla sua condanna. Ex ministro per le Minoranze: “fiduciosi” e “ottimisti” per un imminente rilascio; decisione “secondo diritto” e non basata sue “influenze esterne”.


Lahore (AsiaNews) - “Siamo fiduciosi e aspettiamo che in un futuro prossimo possa essere liberata. Questo giudizio è un passo positivo non sono per lei, ma anche per le molte altre persone accusate di blasfemia. I supremi giudici decidono secondo diritto e non si fanno influenzare da elementi esterni, garantendo giustizia per tutti”. È quanto afferma ad AsiaNews Paul Bhatti ex ministro federale per l'Armonia nazionale e leader di All Pakistan Minorities Alliance (Apma), commentando la sospensione dell’esecuzione di Asia Bibi ordinata oggi dalla Corte suprema del Pakistan. “Finora la Corte suprema non ha mai giustiziato nessuno se accusato ingiustamente per blasfemia - aggiunge il leader cattolico - quindi ci sono speranze per un esito positivo della vicenda”.

venerdì 17 luglio 2015

La vacanza sul Nilo

LETTERE

Tutto il bello della savana per me


17/07/2015 - Tre giorni di vacanza nel Nord Uganda per un gruppo di studenti della Luigi Giussani High School di Kampala. Tra ippopotami, cascate e la visita a padre Tiboni, lo svelarsi di una evidenza. Che ha a che fare con la Resurrezione
«Oh when the Saints go marchin’ in, oh Lord I want to be in that number, oh when the Saints go marchin’ in… E anche quando andremo in Nord Uganda. E quando andremo a trovare padre Tiboni. Oh Signore, voglio essere uno di loro!». Il viaggio in pullmino è durato sette ore e non abbiamo smesso di cantare nemmeno per un istante. Abbiamo cantato alla bellezza della nostra compagnia, pieni di aspettative per la nostra vacanza, desiderando proprio di essere lì.

Appena arrivati, siamo andati al St. Mary Lacor Hospital a trovare padre Pietro Tiboni; un sacerdote comboniano, che ha ora novant’anni, ed è stato tra quelli che negli anni Settanta hanno visto nascere la comunità del movimento in Uganda. Abbiamo cantato per lui e lui guardandoci in volto ha chiesto a ciascuno come si chiamava e chi era. Achiro Grace, una studentessa, gli ha cantato Barco Negro. Per la gioia ha incominciato a piangere e ha finito il canto in ginocchio davanti alla sua sedia a rotelle. Nelle ultime settimane, Rose ci aveva spesso ripetuto che quando vedi il volto di Cristo sei colmato di silenzio. Per le quarantacinque persone che stavano davanti a padre Tiboni quel pomeriggio è accaduto quel silenzio. L’unica possibilità per stare assieme in quel momento era cantare. E il nostro canto ha acquistato una nuova vita; ha portato in quella stanza il cuore ridestato di ogni studente e insegnante.

giovedì 16 luglio 2015

Chieffo: un nuovo cd per i bambini (e non solo)

CLAUDIO CHIEFFO

Un amico grande grande

di Walter Muto
14/07/2015 - A 70 anni dalla nascita del cantautore, esce il nuovo cd che raccoglie alcuni dei suoi brani più celebri e tre registrazioni inedite. Dalle illustrazioni di Arcadio Lobato alle musiche, «una piccola opera d'arte». Pensata per i bambini (di tutte le età)
I conti sono presto fatti: nato il 9 marzo del 1945, Claudio quest’anno avrebbe compiuto 70 anni. Anche, ma non solo, per ricordare questo anniversario, la sua famiglia e l’editore Galletti-Boston hanno deciso di dare alle stampe un cd (che uscirà al Meeting di Rimini) con una serie di canzoni amate in particolar modo dai più giovani, e dai più semplici di cuore: insomma, dai bambini di tutte le età.

Il libretto che accompagna il cd, oltre a presentare tutti i testi delle canzoni, è una piccola opera d’arte, impreziosito com’è dalle illustrazioni di Arcadio Lobato e da alcune foto. I brani provengono da produzioni precedenti, perlopiù da I cieli (1999), ma anche da altri lavori, curati negli anni da una serie di collaboratori, fra cui spiccano le chitarre di Fabrizio Scheda, con Chieffo da sempre, ed il pianoforte di Flavio Pioppelli, che ha accompagnato Claudio in particolare negli ultimi anni della sua vita. Presenti anche le chitarre di Paolo Giovannini, ed in un brano l’arrangiamento ed il pianoforte di David Horowitz.

Queste canzoni, nate dalla freschezza dell’esperienza cristiana, hanno rappresentato per alcune generazioni e rappresentano ancora oggi un vero e proprio catechismo. Con un linguaggio alla portata di tutti, fra la semplicità del tessuto armonico e l’efficacia e la bellezza delle linee melodiche, i brani emergono dagli anni in cui sono stati scritti (i primi nel 1964, l’ultimo una manciata di anni fa) e risultano attuali e convincenti, nella stabilità di un’esperienza vera, che in quanto tale non muta.

Così si succedono, in ordine sparso, L’amico, Quando uno ha il cuore buono, Ma non avere paura, cantate centinaia di volte nelle occasioni più disparate, liturgiche e non, come pure Lasciati fare o I cieli, o la più “leggera” Quattro infermieri. Fra le altre hanno un impatto particolare Favola, L’uomo cattivo e Avrei voluto essere una banda, registrate come demo casalinghi e mai pubblicate prima. La voce di Claudio si sistema sul suo stesso accompagnamento ruvido ed essenziale, regalandoci uno spaccato intimo, dandoci un’idea di come le sue canzoni nascevano e offrendocene una prima stesura. Chiude il lavoro una canzone tratta dal fenomenale album Chieffo e piano, del 1987, già particolare per quello stesso album: in essa, infatti, lo straordinario pianista Mark Harris, unico partner della voce di Claudio in quel coraggioso e altissimo lavoro, nella canzone Gloria accompagna il cantato al salterio, strumento la cui origine risale al Medioevo, dal suono ammaliante e caratteristico. Una perla che chiude un lavoro utile e bello, sia per chi abbia cantato e ricantato queste canzoni, sia per chi le possa ascoltare per la prima volta ed imparare, per collocarle fra le canzoni che possono accompagnare la vita e durare per sempre.

Il 22 agosto al Villaggio Ragazzi del Meeting di Rimini ci sarà un concerto di presentazione del disco con il figlio Benedetto.

Ho un amico grande grande
Claudio Chieffo
Galletti-Boston (Edel distribuzione)

mercoledì 15 luglio 2015

Otto giorni dietro a papa Francesco in America Latina

AMERICA LATINA

«Arriva lui, e il cristianesimo rifiorisce»

di Paola Bergamini
14/07/2015 - Stefano Maria Paci, di SkyTg24, racconta gli otto giorni dietro a Francesco, lungo le tappe del suo viaggio apostolico. Dalla famiglia alla povertà, il sentiero che il Papa sta indicando: una Chiesa che parla a tutti, "passando dagli ultimi"
«Impressionante. Un continente si è mosso dietro Francesco», Stefano Maria Paci, vaticanista di SkyTg24, da poche ore rientrato dall’America Latina, ha ancora negli occhi le migliaia di persone che hanno accolto il Pontefice nel suo viaggio in Ecuador, Bolivia e Paraguay dal 5 al 13 luglio. «Uomini, donne, bambini, con magari un lungo viaggio alle spalle, hanno atteso per ore di vederlo passare anche solo per pochi minuti. Di salutarlo».

Che cosa ti ha colpito di più?
È stato un viaggio importante. Mi spiace che la stampa italiana non gli abbia dato abbastanza risalto. Nei suoi ventidue discorsi ci sono delle cose clamorose. Da prima pagina. Ha detto che c’è un’economia di degrado, che uccide. Un sistema mondiale economico che va cambiato con forza, senza attendere. La terra, la casa, il lavoro sono un diritto. Anzi: per i cristiani sono un comandamento, per tutti un obbligo morale. Ha usato parole forti, di una certa durezza.