sabato 5 maggio 2018
Ucraina: immersi nella bellezza
mercoledì 2 maggio 2018
Primo Maggio
Milano. Un "Primo Maggio" al lavoro
Il sindacalista Gabriele Poeta Paccati, Luciano Violante e Giorgio Vittadini. Ma anche Marcello, Matteo, Francesca e altre trecento facce. E «tante domande vere che nascono dalla vita». Questi gli ingredienti di una "festa dei lavoratori" alternativaMichele PlesciaPiù di tutto, però, ciò che torna alla mente è il dialogo sul lavoro che si è tenuto a metà del pomeriggio, tra le domande dei tuoi amici e le risposte degli illustri ospiti. Non capita, infatti, tutti i giorni di vedere un politico come Luciano Violante, Presidente emerito della Camera dei Deputati, un sindacalista come Gabriele Poeta Paccati, Segretario Generale FISAC-CGL Milano, e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, confrontarsi con franchezza “con” e “davanti ad” alcuni giovani lavoratori.
«Per me che svolgo mansioni ripetitive, cosa vuol dire servire? Cosa vuol dire realizzare l’opera di Dio?», chiede Lorenzo, magazziniere. «Che incidenza, che utilità ha il mio lavoro per il mondo?», rincara la dose Marcello, ingegnere.
lunedì 30 aprile 2018
"Sei prezioso ai miei occhi": Esercizi della Fraternità di CL
«Sei prezioso ai Miei occhi». Gli Esercizi della Fraternità
Van Gogh, Caravaggio e Dvořák hanno accompagnato le lezioni di Carrón ai 21mila di Rimini. Con l'invito del cardinale Farrell a «riscoprire la concretezza e la bellezza della presenza di Cristo in voi, il più grande aiuto che possiamo dare al mondo»Stefano Filippigiovedì 26 aprile 2018
"La scarpina di raso" di Claudel: spettacolo inaugurale del Meeting 2018
A casa Claudel per “La scarpina di raso”
Lo spettacolo inaugurale del Meeting sarà ispirato al capolavoro del drammaturgo francese
Una storia d’amore travagliata, il destino del mondo tra guerre, conquiste e il desiderio di una difficile pace tra i popoli. Questi i temi di “Attraversando il desiderio”, spettacolo inaugurale della XIX edizione del Meeting di Rimini, liberamente tratto dalla celebre opera “La scarpina di raso” di Paul Claudel. Lo spettacolo, proposto in collaborazione con la Sagra Musicale Malatestiana, si terrà domenica 19 agosto alle ore 21.45 nell’Auditorium della Fiera.
In questi giorni Otello Cenci, responsabile degli spettacoli del Meeting, si trova al castello di Brangues, in Francia, insieme alla nipote del grande drammaturgo, Violaine e a suo marito Michele Quattrone per lavorare allo spettacolo. Con loro anche l’attore Giampiero Pizzol e Agnese Bezzera, dottoranda in Lingua e letteratura francese all’Università di Parma.
«La scena di questo dramma è il mondo», diceva Paul Claudel di La Scarpina di Raso, suo testamento spirituale e uno dei suoi più grandi capolavori drammaturgici. Così pensava anche Hans Urs von Balthasar, che tradusse in tedesco l’immensa opera di Claudel (prevede 73 personaggi e nella sua versione integrale dura 11 ore) e ne promosse la rappresentazione.
Una storia d’amore ma non solo, perché quando due esseri umani si amano c’è sempre in gioco il destino del mondo. Il filo che lega i due protagonisti Donna Prodezza e Don Rodrigo è infatti anche la trama che trascina gli eventi della storia.
mercoledì 25 aprile 2018
Valerio Capasa e Leopardi
Lezione del Prof. Valerio Capasa al Liceo "A.G.Roncalli" di Manfredonia sul tema: "Leopardi e le domande del cuore"
martedì 24 aprile 2018
Poesie nel Lager
Il caso.
Escono in italiano le poesie del
romeno Ioan Ploscaru, di rito greco-cattolico Composte mentalmente
durante il carcere duro, furono trascritte solo dopo la libertà
Il vescovo che si scoprì
poeta nel
GULAG
LORENZO FAZZINI
Si può fare poesia dal
gulag? L’affermazione netta di Theodor Adorno («nessuna poesia è più
possibile dopo Auschwitz») è stata smentita da molte opere di
letteratura che sono rimaste negli annali della cultura (Primo Levi,
Etty Hillesum, Dietrich Bonhoeffer, Aleksandr Solženicyn per citare qualche nome).
Dal mondo orientale ora giunge per la prima volta in lingua italiana
un’altra voce, certo non lirica né elevata come i precedenti citati, ma
che conferma come l’anelito di infinito che la letteratura evoca
riesce anche a superare e trascendere le disumane condizioni di un
sistema concentrazionario come fu il socialismo reale. Tanto più in una
delle sue versioni più crudeli: la persecuzione anticristiana
(anticattolica per la precisione) in Romania. Ne è un’attestazione un
piccolo libro di poesia di Ioan Ploscaru, Le sbarre, le mie croci. Poesie dal gulag romeno (1951-1964) curato da Marco Dalla Torre e da Lorenzo Gobbi per le Edizioni Feeria (pagine 96, euro 12,00).
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