| Oltre le contrapposizioni e gli stereotipi, per un dialogo reale che costruisca il bene comune |
domenica 13 novembre 2016
sabato 12 novembre 2016
Il referendum? Una straordinaria opportunità di dialogo
Pubblicato da Ass. cult. univ. A. Rosmini il | Inserisci un commento
Il 4 dicembre. Se c’è una cosa su cui i sostenitori del Sì e del No al referendum sono d’accordo, è che ciò su cui gli italiani si esprimeranno quel giorno ha a che fare con preoccupazioni fondamentali per il Paese e per il significato stesso della convivenza umana. È qualcosa che tocca il cuore delle istituzioni e impone una riflessione sui loro fondamenti: sulla loro democraticità, sull’efficacia della loro azione, sul rispetto della sussidiarietà. È naturale che l’Associazione Rosmini si coinvolga direttamente, avendo dedicato tanto della propria storia ad approfondire e valorizzare ciascuno di questi aspetti.
Il modo in cui l’Associazione intende farlo non è un particolare, ma esprime il nucleo stesso della Rosmini e il significato della sua azione. Nelle tante e ammirevoli iniziative di dibattito, che mostrano la vitalità, non solo della passione politica, ma la stoffa stessa della società italiana e la serietà con la quale è capace di mettersi in gioco, all’Associazione preme innanzitutto preservare e trasmettere un’evidenza: il bene stesso del vivere insieme e di accettare l’altro. Un referendum è una straordinaria opportunità di dialogo ma cova anche un rischio: pone le persone di fronte a un Sì o un No. Istituisce un’alternativa secca, favorendo lo scontro e la contrapposizione su argomenti che hanno a che fare con la natura stessa della convivenza sociale.
martedì 8 novembre 2016
Il Giubileo dei carcerati
MAGISTERO
La speranza che non delude
L'omelia di papa Francesco alla messa per il Giubileo dei carcerati (Basilica vaticana, 6 novembre 2016)07/11/2016
Uno dei sette fratelli condannati a morte dal re Antioco Epifane dice: «Da Dio si ha la speranza di essere di nuovo da lui risuscitati» (2 Mac 7,14). Queste parole manifestano la fede di quei martiri che, nonostante le sofferenze e le torture, hanno la forza di guardare oltre. Una fede che, mentre riconosce in Dio la sorgente della speranza, mostra il desiderio di raggiungere una vita nuova.
Allo stesso modo, nel Vangelo, abbiamo ascoltato come Gesù con una semplice risposta, ma perfetta, cancelli tutta la banale casistica che i sadducei gli avevano sottoposto. La sua espressione: «Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui» (Lc 20,38), rivela il vero volto del Padre, che desidera solo la vita di tutti i suoi figli. La speranza di rinascere a una vita nuova, quindi, è quanto siamo chiamati a fare nostro per essere fedeli all’insegnamento di Gesù.
La speranza è dono di Dio. Dobbiamo chiederla. Essa è posta nel più profondo del cuore di ogni persona perché possa rischiarare con la sua luce il presente, spesso turbato e offuscato da tante situazioni che portano tristezza e dolore. Abbiamo bisogno di rendere sempre più salde le radici della nostra speranza, perché possano portare frutto. In primo luogo, la certezza della presenza e della compassione di Dio, nonostante il male che abbiamo compiuto. Non esiste luogo nel nostro cuore che non possa essere raggiunto dall’amore di Dio. Dove c’è una persona che ha sbagliato, là si fa ancora più presente la misericordia del Padre, per suscitare pentimento, perdono, riconciliazione, pace (continua a leggere sul sito della Santa Sede).
sabato 5 novembre 2016
La visita di Papa Francesco a Malmo (Svezia): ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide
IL PAPA IN SVEZIA
Davanti a un miracolo di unità (www.tracce.it)
04/11/2016 - «Non siamo capaci di un bene così, ma lo abbiamo visto possibile». Gli amici della comunità raccontano la visita di Francesco e quello che è accaduto a Malmö. Dove «per la prima volta nella storia» cattolici e luterani hanno commemorato insieme la Riforma
Quando abbiamo saputo che il Papa sarebbe venuto in Svezia, non avevamo realizzato la portata di quello che stava per accadere. Il Santo Padre che viene per commemorare la Riforma protestante: al primo impatto è qualcosa di inconcepibile. «Per la prima volta nella storia, cattolici e luterani commemoreranno insieme l’anniversario della Riforma a livello globale. (…) Attraverso il Battesimo, luterani e cattolici sono chiamati in un solo corpo»: quando ho letto queste parole tra le prime pagine del libretto che ci è stato consegnato nell’Arena di Malmö, mi sono commossa. Eravamo spettatori, anzi protagonisti, di un miracolo di unità che stava accadendo davanti a noi.
Noi, «cristiani delle periferie» - come ci ha chiamati il vescovo di Stoccolma, Anders Arborelius - siamo stati preferiti. Ci sono momenti in cui ci sembra di essere fuori dal mondo, e ci chiediamo se forse non ci stiamo perdendo qualcosa. E invece ci siamo trovati davanti ad un uomo che è venuto qui per noi, e con il suo esempio invita ad essere «protagonisti della rivoluzione della tenerezza». Noi, oggetto della preferenza del Papa, e di Gesù che ci vuole qui.
mercoledì 2 novembre 2016
Intervista a Tina Anselmi
Nell'attuale dibattito referendario, una voce che viene dal passato
e che mostra una passione umana e politica straordinaria:
una luce sul presente.
Macerata: oltre la paura
TERREMOTO - LETTERA
Vedere altro, oltre la paura
02/11/2016 - La scossa di domenica mattina, fortissima, che ha devastato un altro pezzo d'Italia. Il matrimonio alle porte, il pensiero agli amici in Siria. E quell'abbraccio, fermandosi un istante per dire l'Angelus
- Norcia, la Basilica di San Benedetto dopo il sisma.
I primi momenti, quando ti accorgi di essere in balìa della forza cieca della natura, sono agghiaccianti: nel letto, immobile, guardavo le pareti muoversi tutt'intorno, mentre decine di libri mi cadevano davanti. Non ho mai corso reali pericoli, ma non credo di poter descrivere adeguatamente il timore che ho provato. Ero “pietrificato”, stringevo le mie lenzuola gialle nelle mani e non sono riuscito nemmeno a rifugiarmi sotto lo stipite di qualche porta per mettermi in salvo. Per un istante – un lunghissimo istante - ho avuto paura, quella paura autentica che nasce dall’impotenza, capace di toglierti il respiro per qualche attimo. Nella mente i pensieri corrono veloci, ma senza meta. Trovarsi senza un nascondiglio, o una zona franca. Dipendere totalmente da quella furia senza una logica che aveva già rubato altre vite nei mesi scorsi.
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