sabato 16 dicembre 2017

Luigi Giussani: il percorso teologico e l'apertura ecumenica (Lugano)

Giussani teologo. Gli studi ripartono da Lugano

Tre giorni per fare il punto sulla ricerca accademica sul fondatore di CL. Le fonti teologiche, le aperture ecumeniche, gli incontri con i grandi del Novecento. Il rettore della Facoltà svizzera: «Una personalità unitaria perché centrata su Cristo».
Maurizio Balestra
«Il sentimento che provo è uno stupore per la grandezza di quest’uomo e per gli aspetti della sua opera scoperti nella loro vastità. Una personalità unitaria perché centrata su Cristo». Così si è espresso nella sua conclusione ai lavori il Rettore della Facoltà di Teologia di Lugano René Roux, promotore del Convegno Internazionale “Luigi Giussani - Il percorso teologico e l’apertura ecumenica” (11-13 dicembre 2017). Primo convegno sulla figura di Giussani organizzato da un’università europea, non punto di arrivo, ma punto di partenza, ha sottolineato Roux. La centralità di Cristo nella vita di Giussani, ha continuato il rettore, ha determinato in lui una capacità di apertura universale, una capacità di rapporti personali con grandi figure e una capacità di lasciarsi interrogare dagli studenti: «Ha prodotto in lui un pensiero profondamente originale e altamente coerente», ha concluso il rettore.

Magda Arnold, "Psicologia delle emozioni"




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MAGDA ARNOLD
Il grande inganno delle emozioni
Intervista
Un saggio di Stefano Parenti riscopre la psicologa statunitense cattolica che aveva anticipato le conseguenze di una cultura edonista e senza ragione
Nella società del like ossessivo e del “mi piace” facile, al tempo del sentimentalismo social e della celebrazione dell’istinto – come insegnano la cultura dominante e i salottini televisivi –, diventa sempre più difficile ammettere di aver perso la testa. È dunque illuminante imbattersi nelle teorie di una studiosa delle emozioni come Magda Arnold (19032002), figura controcorrente della psicologia contemporanea. Ne era senz’altro consapevole lei stessa, dal momento che ha sempre rivendicato l’apporto ricevuto della fede cattolica nell’ambito dei suoi studi. È merito di Stefano Parenti avvicinarci alla sua lettura con un saggio documentato e scorrevole pubblicato da D’Ettoris, casa editrice da anni impegnata nella lodevole riscoperta degli psicologi cattolici.
Il volume Magda Arnold. Psicologa delle emozioni
(pagine 200, euro 15,90) mette subito in chiaro l’originalità della studiosa, originaria della Repubblica Ceca, ma statunitense d’adozione: «Nessuno mai – spiega Parenti – aveva esposto una teoria unitaria delle emozioni che tenesse insieme le componenti neurofisiologiche, le cause e le esperienze come ha fatto lei nel suo libro
Emotion and Personality
del 1960. Fu la prima a intuire che “l’emozione non è qualcosa che ci accade, ma qualcosa che facciamo”. Non è la semplice reazione riflessa a uno stimolo o una pura sensazione: ma all’interno c’è un giudizio “ragionevole”, anche se spesso implicito. Tra percezione ed emozione c’è dunque una valutazione ( appraisal) che può innescare una tensione, una tendenza all’azione che è quella che Magda Arnold definisce emozione. Succede per esempio quando conosciamo una cosa o una persona: se le giudichiamo distaccate da noi non ci sarà emozione. Quando invece le valuteremo come un bene/male per noi e ci sentiremo attratte o spinte all’azione verso di esse allora parleremo di emozioni».

venerdì 15 dicembre 2017

Mostra sul Metropolita Antonij Suroz

Bari, Mostra sul Metropolita Antonij Suroz









Mostra sul Metropolita Antonij Suroz

Bari, Mostra e Convegno sul Metropolita Antonij Suroz









Fidenza: Violante, Vittadini, il discorso di don Giussani ad Assago

Fidenza. Se la politica riparte da don Giussani

Nel 1987 l'intervento del fondatore di CL al convegno DC di Assago. Ne hanno dibattuto Luciano Violante e Giorgio Vittadini, invitati dal Comune emiliano: il futuro, i populismi, la speranza. Trent'anni dopo, «la modernità assoluta» di quel discorso
Paolo Perego
«Fai un teatro così quando hai fiducia nel futuro. Non solo per te, ma anche per quelli che verranno». La cornice di queste parole è il Teatro Magnani di Fidenza, quattrocento posti tra platea, tre piani di palchi e galleria in stile neoclassico. A pronunciarle, Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei deputati, chiamato a un dialogo con Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, sull’intervento che don Giussani fece trent’anni fa ad Assago, nel febbraio 1987, a un convegno della Democrazia Cristiana lombarda.

L'Eden prima del peccato originale




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Idee. Tra filosofia, scienza, storia, arte e letteratura, una serie di saggi torna a indagare le implicazioni della vicenda biblica di Adamo ed Eva
La bella politica nell’EDEN prima del peccato
E se non ci fossero cascati? Se Adamo avesse preso sul serio l’ammonimento del Creatore, se Eva non avesse ceduto alle lusinghe del serpente… Se la storia dell’umanità non fosse stata segnata dalle conseguenze della caduta dei progenitori, insomma. Nel suo Stato d’innocenza( Carocci, pagine 140, euro 17,00) il medievista Gianluca Briguglia lo definisce un «periodo ipotetico dell’irrealtà» capace di «generare una spiegazione del reale» lungo un millennio abbondante di filosofia e teologia politica. Una tradizione che prende sì le mosse dalla dottrina agostiniana del peccato originale, ma che non si esaurisce affatto nel pensiero del vescovo di Ippona, come invece lascerebbe intendere un altro corposo saggio sull’argomento, Ascesa e caduta di Adamo ed Eva dello storico della letteratura Stephen Greenblatt (traduzione di Roberta Zuppet, Rizzoli, pagine 476, euro 22,00): libro ricchissimo di informazioni, che però lo studioso statunitense tende a rielaborare in modo fin troppo eclettico. Quelli di Greenblatt e Briguglia non sono gli unici contributi recenti su quello che, per brevità, potremmo definire “il caso Eden”. Dopo aver riproposto Il diario di Adamo ed Eva
di Mark Twain (traduzione di Marisa Panti, pagine 116, euro 13,00), Medusa ha da poco realizzato una nuova edizione di un’opera fugacemente apparsa in Italia sul finire degli anni Sessanta. Si tratta dell’eccellente La storia di Adamo ed Eva attraverso l’arte di Andrée Mazure (traduzione di Alfredo Rovatti, pagine 108, euro 21,00), senza dubbio la più minuziosa rassegna mai realizzata sul tema, come dimostrano le oltre duecento immagini raccolte in un atlante iconografico che va dalle prime occorrenze paleocristiane fino alle rivisitazioni di Fernand Léger e di altri maestri del Novecento.

giovedì 14 dicembre 2017

card. Bassetti: Non abbandonare mai il malato

Bassetti: per Francesco e la Cei, imperativo non abbandonare mai il malato

Il cardinale Bassetti - ANSA
Il cardinale Bassetti - ANSA
Alessandro Gisotti- Città del Vaticano
Preservare gli ospedali cattolici dal “rischio dell’aziendalismo”. E’ il richiamo di Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, pubblicato oggi. Il Pontefice torna dunque a sottolineare la centralità della persona rispetto all’interesse economico, specie quando in gioco c’è la salute. Su questo ammonimento del Papa e il recente messaggio pontificio all’Accademia per la Vita, ha risposto in esclusiva ai nostri microfoni il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, presidente della Conferenza Episcopale Italiana:
D. - Nel messaggio per la Giornata mondiale del malato, Papa Francesco ha messo in guarda dal “rischio dell’aziendalismo” che rende un interesse economico anche la cura del malato. Qual è la sua riflessione al riguardo?
R. - Risponderei con le parole che qualche giorno fa lo stesso Santo Padre ha rivolto all’Accademia per la Vita, quando ha sottolineato che “l’accompagnamento responsabile della vita umana, dal suo concepimento e per tutto il suo corso sino alla fine naturale è lavoro di discernimento e intelligenza d’amore per uomini e donne liberi e appassionati, e per pastori non mercenari”. Il rischio dell’aziendalismo lo superi quando sai mantenere davanti agli occhi e al cuore il volto della persona sofferente. Non è un caso che il Papa abbia fatto esplicito riferimento alla parabola evangelica del Buon Samaritano, ricordando come per la Chiesa sia un “imperativo categorico quello di non abbandonare mai il malato”. Il Samaritano vede e si lascia coinvolgere nel profondo, mettendo in campo tutte le sue risorse per venire incontro a quell’uomo ferito. Cosa ben diversa dal voltarsi dall’altra parte del sacerdote e del levita…

martedì 12 dicembre 2017

Don Bosco, il santo sognatore



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Religione. “I sogni di don Bosco”, la raccolta di contributi intorno all’esperienza onirica del Santo torinese pubblicata da don Andrea Bozzolo
DON BOSCO
Il Santo sognatore
C’è un mondo di storie che appartiene a tutti. Ed è quello dei sogni. Belli o brutti. Che affascinano o spaventano. Che si dimenticano o si ricordano appena svegli. In tutti cerchiamo, incuriositi, il messaggio che sembrano trasmettere.
San Giovanni Bosco, il santo che ha fatto sognare in grande centinaia di ragazzi che studiavano, imparavano un mestiere o giocavano nei cortili di Valdocco, a Torino, è stato un grande “sognatore”. Non solo nel senso che ha saputo avere grandi sogni sull’avvenire dei suoi ragazzi, ma anche e soprattutto perché le sue notti sono state non di rado visitate dal passaggio di Dio. Come le notti di grandi uomini della Bibbia: Abramo, Giacobbe, Giuseppe, Salomone.
Per questo, senza i sogni non capiremmo alcuni aspetti importanti della religiosità di don Bosco, alcuni elementi che - come ha affermato l’autorevole storico Pietro Stella - hanno ispirato le sue convinzioni e sostenuto le sue imprese. Un tema tanto affascinante e complesso era stato finora affrontato in saggi occasionali; mancava però un’opera complessiva che tentasse un inquadramento più ampio e approfondito della questione. È ciò che un gruppo di studiosi, coordinati dal teologo salesiano don Andrea Bozzolo, ha tentato di fare in un saggio appena pubblicato, dal titolo I sogni di Don Bosco. Esperienza spirituale e sapienza educativa ( LAS, Pagine 608. Euro 35 ). Il corposo volume raccoglie una serie di contributi che, da differenti punti di osservazione, mettono nuovamente sotto la lente un’esperienza che ha caratterizzato il santo dei ragazzi.