giovedì 24 settembre 2026

La nostra responsabilità di fronte alla tragedia di Pietralata


 

Una speranza oltre lo sgomento di fronte alla notizia dei due giovani sposi che, nel quartiere romano, si sono tolti la vita con la loro figlia disabile

 

21.09.2026

La notizia della tragedia di Pietralata, il quartiere di Roma dove due giovani sposi si sono uccisi con la figlia disabile e il loro cane, ha lasciato me e mia moglie a dir poco sgomenti. Il racconto dei media ci ha fatto sentire molto vicini alla storia di questi genitori. La seconda dei nostri tre figli è nata con una sindrome plurimalformativa genetica, che fin dalla nascita ha causato un ritardo psicomotorio, con annessi altri problemi organici (frequenti crisi di assenza, mancanza di linguaggio, eccetera). Anche noi sosteniamo un gravoso impegno economico per le continue visite mediche - sette interventi fuori regione per la sola ricostruzione dei denti -, e per sopperire alla carenza di servizi pubblici; avvertiamo spesso stanchezza fisica e mentale anche per la ritrosia di nostra figlia a volere fare semplicemente, ad esempio, una passeggiata alla sera o alla domenica.

 

Riflettendo su quella tragedia io e mia moglie ci siamo chiesti: cosa o Chi ha permesso che in questi anni la nostra stanchezza e la solitudine di certi momenti non siano sfociati in disperazione, al punto da farci dire, come scritto in uno dei messaggi lasciati dalla coppia: «Non ce la facciamo più soli»? Cosa o Chi consente che, quando accadono simili fatti di cronaca, la rabbia contro lo Stato o le istituzioni sanitarie non sia l’ultima parola? L’esperienza cristiana nel Movimento ci fa percepire e sperimentare la presenza reale di Cristo, che non ci risolve, non ne ha la pretesa, i problemi tecnici, burocratici ed economici che continuano ad esserci, ma rende più leggera ed “amica” la routine quotidiana, anche in quelle ore del giorno in cui siamo fisicamente più soli, come quando alla sera sono assenti gli amici o gli operatori sanitari, o come nei due momenti fissi di ogni notte nei quali solleviamo nostra figlia per accompagnarla in bagno.

 

Passato il clamore mediatico, avvertiamo ancora più di prima la responsabilità di testimoniare la certezza che esiste un luogo nel quale potere incontrare quella Presenza che tutto il mondo attende e che solleva nelle asperità della vita, rendendola, per pura sua Grazia, più lieve.

 

Franco, Foggia