lunedì 31 marzo 2014

Il documento dei Vescovi italiani sulla pedofilia

Pedofilia, quante sciocchezze sul documento dei vescovi di Massimo Introvigne30-03-2014 AA+A++
Apri i giornali e scopri che i vescovi italiani vogliono «fare lo sgambetto a Papa Francesco» (così titola Il Fatto quotidiano) e proteggere i preti pedofili. A parte che lo sgambetto sarebbe al Papa Emerito Benedetto XVI - le severe direttive sui preti pedofili sono sue, Francesco si è sostanzialmente limitato a ribadirle -, basta leggere il documento in questione della Conferenza Episcopale Italiana presentato il 28 marzo, intitolato «Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici», per capire che le cose stanno diversamente.
Il documento non nega affatto «il triste e grave fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici». Lo affronta da tre punti di vista: la formazione nei seminari e nei noviziati, la «premura verso le vittime degli abusi» e la punizione dei colpevoli.
Anzitutto, i seminari. Leggiamo che «una speciale cura deve essere posta nel discernimento vocazionale dei candidati al ministero ordinato e delle persone consacrate, nell’iter di preparazione al diaconato e al presbiterato. Piena osservanza deve essere assicurata alle previsioni contenute nel Decreto generale circa la ammissione in seminario di candidati provenienti da altri seminari o famiglie religiose della Conferenza Episcopale Italiana (27 marzo 1999), riservando una rigorosa attenzione allo scambio d’informazioni in merito a quei candidati al sacerdozio o alla vita religiosa che si trasferiscono da un seminario all’altro, tra diocesi diverse o tra Istituti religiosi e diocesi».
Non lo si dice in esplicito - la legge Scalfarotto incombe -, ma risalendo dalle Linee guida ai documenti della CEI e della Santa Sede in materia se ne ricava che le persone con chiare e manifeste tendenze omosessuali non devono essere ordinate al sacerdozio. Certamente nessuno pensa di equiparare l'omosessualità alla pedofilia - legge sull'omofobia o no, questo sarebbe falso - ma è un fatto documentato (per i numeri, rimando al libro mio e di Roberto Marchesini «Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo», Sugarco, Milano 2014) che la maggior parte dei sacerdoti che abusano di minori abusano di ragazzi e non di ragazze. E deve anche finire, ci dicono i vescovi, il malvezzo per cui un candidato al sacerdozio «sospetto» cacciato da un seminario viene accolto in un altro, magari di una diocesi dove la crisi delle vocazioni è più drammatica e non si guarda troppo per il sottile.

Presentazione di 'Vita di don Giussani' a Varese

VARESE

Il rapporto con un padre

di Antonio Tombolini
31/03/2014 - Milleduecento persone assistono alla presentazione della biografia di don Giussani al teatro Apollonio. Sul palco: padre Piero Gheddo, Claudio Risè e Alberto Savorana. Per testimoniare un incontro del passato che può essere affascinante ora
La voce della Madre Badessa risuona al mio telefono con una dolcezza e una fermezza decisamente inaspettate: «Grazie dell’invito, perché me l’ha rivolto proprio lei in persona; come ben sa, la nostra clausura non ci permette di uscire, soprattutto in tempo di quaresima… Ma quante pagine ha il libro? Più di 1300? È davvero un enorme contributo per la beatificazione di don Giussani! Pregheremo quella sera per tutti voi; mi dica a che ora inizia? Alle 21? Bene, la aspetto per Pasqua, quando riapriremo il parlatorio, così ci racconterà tutto». Così, sotto il segno della presenza silenziosa - una presenza che supera le dimensioni materiali - delle Romite ambrosiane del Sacro Monte di Varese, si è sviluppata la preparazione dell’incontro di presentazione del libro Vita di don Giussani nella “Città Giardino”.

Mario Adinolfi presenta il libro "Voglio la Mamma" da Roma a Lecce

Sorprendente e spiazzante: “Voglio la mamma”, presentazione a Roma

di autori vari 1185385_1478285155719422_1388211459_n
Un ragionamento da sinistra, sorprendente e spiazzante, denso di dati e cifre, sui temi controversi del nostro tempo: matrimonio omosessuale, aborto, eutanasia infantile, diagnosi prenatale, “dolce morte”, omogenitorialità, uteri in affitto, transessualità, rapporti familiari.
Facendosi accompagnare da Pasolini e De André, un intellettuale controcorrente compie un viaggio con al centro la figura della donna e l’esaltazione della maternità.
Questo Venerdì 28 Marzo alle ore 21.00, Padre Maurizio Botta insieme all’autore Mario Adinolfi presenterà il libroVoglio la mamma. L’incontro sarà nella Sala Ovale (ex-refettorio del Borromini) con ingresso da Via della Chiesa Nuova 3. I posti 300 max a sedere e 100 max in piedi. Vi aspettiamo.

Questo è l’ultimo capitolo del libro. La presentazione gratuita è conclusa. Ci si vede alla presentazione “fisica” romana, il 28 marzo alle 21 a via della Chiesa Nuova 3 con la strana coppia Mario Adinolfi-padre Maurizio Botta. Poi dal 29 marzo in tour per l’Italia, si parte da Lecce.
CAP. 15. CONCLUSIONI ANCHE POLITICHE
Sono una persona di sinistra. Di sinistra non generica, non da bar. Ho contribuito alla fondazione del più grande partito della sinistra italiana, sono stato candidato alla segreteria nazionale alle sue primarie fondative nel 2007, sono stato membro della direzione nazionale e della commissione che ne ha scritto lo statuto. Sono stato orgogliosamente un deputato della Repubblica iscritto al gruppo parlamentare del Partito democratico. Non vengo da una formazione marxista, provengo dall’esperienza del popolarismo italiano (ri)fondato da Mino Martinazzoli, ma mi sono sempre considerato dentro l’esperienza vasta e complessiva della sinistra italiana. Non per caso, ripeto, non per una chiacchiera da bar, ma per una precisa collocazione intellettuale. Norberto Bobbio nel suo illuminante “Destra e sinistra” spiegava come orientarsi nella dicotomia tra queste due parole chiave della politica e della storia contemporanea: chi è di destra tende a privilegiare il valore della libertà, chi è di sinistra si identifica di più con il valore dell’uguaglianza. Ecco, io ho sempre considerato prioritariamente intollerabili le disuguaglianze, le ingiustizie, le prepotenze derivanti da un sistema che se non si fonda su un’economia sociale di mercato, diventa invece di capitalismo liberista senza limitazioni e produce storture terribili i cui effetti si vedono nella terrificante condizione delle donne e delle giovani generazioni nel contesto contemporaneo. Sono una persona di sinistra perché per istinto e per ragione sto con il soggetto più debole: se c’è un diritto da tutelare, viene prima quello di chi non ce la fa a tutelarlo da solo. Lì deve intervenire l’azione della politica, lì sono intervenuto io nella mia azione di esponente di sinistra e di parlamentare impegnato in particolar modo nella difesa dei diritti dei più giovani, schiacciati tra precarietà non solo economica ma ormai esistenziale e un blocco ormai prolungato di qualsiasi forma di ascensore sociale. Ho speso la mia vita politica a sostegno dei diritti delle persone più deboli, con cognizione di causa e impegno costante, avendo come faro il valore dell’uguaglianza da mettere prima delle storture derivanti dal totem della libertà individuale: questo fa di me, senza dubbio alcuno, una persona di sinistra.

domenica 30 marzo 2014

O ci si spalanca o ci si corruccia

TRA I BANCHI

«O si spalanca o si corruccia»: a voi la scelta


24/03/2014 - Uno studente di un liceo milanese, dopo un lavoro su fede e ragione scrive questo breve dialogo dal titolo "Esistenza e Ragione". Con l'intenzione di proporlo durante una mostra sulla creatività che si terrà nella sua scuola
Alessandro, studente del liceo Volta di Milano, è l'autore di questo breve dialogo che coinvolge Existentia, Ratio, Esse, Fides. La scena si apre con un botta e risposta serrato tra Existentia e Ratio, accostati ad arte proprio nel punto in cui più sono incompatibili. Come arbitri della disputa, nel dialogo, intervengono alcuni grandi della storia: da Pascal a Kierkegaard passando per Nietzche. E infine quella frase di Giussani: «O si spalanca o si corruccia». Ed è proprio questo l'Aut-aut che pone Fides, vero deus ex-machina, in un finale ormai non più rivolto alle parti in lotta ma al lettore.
Un lavoro che ha coinvolto, per i temi trattati, anche il professore di matematica, che del giovane autore scrive: «Mi entusiasma la serietà con cui affronta la vita, e la sua libertà nei confronti delle tracce di verità che scintillano sul suo cammino». Lo studente metterà in scena questo breve dialogo nel suo liceo in occasione di una mostra sulla creatività.


Esistenza e Ragione

Existentia: Tu mi uccidi, Ratio.
Ratio: Se sono io ad ucciderti, allora la morte è la verità.
Existentia: Che la morte sia la verità, come dici, può anche essere. Ma se la realtà non si fermasse al tuo giudizio? Se andasse oltre?
Ratio: Non posso escluderlo. Ma anche fosse, tu non potresti mai saperlo. Potresti solamente fantasticare.

Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c'è un'infinità di cose che la sorpassano. È ben debole, se non giunge a riconoscerlo. (Blaise Pascal)

Existentia: Allora perché mi chiedi cose cui non mi consenti di rispondere? Perché mi fai domande cui tu stessa non sai replicare? E’ crudele, Ratio. Ed è anche imbarazzante, almeno per te.
Ratio: Chiedo perché posso, e non rispondo perché non posso.

El Buscator de la belleza

El Buscador de la belleza

Tan lejana, Emilia. Viene de Taiwán y se ha licenciado en Italiano en Junio de 2013 en la Universidad Católica de Fu Jen. Tan cercana, Emilia: desde el 2010 participa en la Escuela de Comunidad que se hace en la universidad. De don Giussani, que ha conocido a través de sus libros, dice «nosotros estamos juntos por él». En 2013, durante la Vigilia Pascual, ha recibido el bautismo.
¿Cuándo has encontrado Comunión y Liberación?
 Hace tres años. En Facebook había visto las fotos de algunos compañeros del curso de italiano que habían venido con vosotros a Italia, al Meeting. He buscado información en Internet y he encontrado el calendario de actividades de CL. Entre los eventos, había el encuentro semanal de Escuela de Comunidad. Me presenté. Estaba nerviosa, no conocía a nadie pero todo el mundo me trató con simpatía. Desde entonces, no he faltado a ningún encuentro.
¿Qué fue lo que te atrajo?
La amistad. Siempre he tenido muchos amigos, pero eran relaciones superficiales: se hablaba de la última película estrenada, de un nuevo modelo de bolso, que el tal y la tal otra se habían juntado. Una velada alegre, un poco de risa, todo terminaba allí. En cambio durante estos encuentros descubrí que podía ser yo misma, hablar de las experiencias más verdaderas y aprender de los demás.

sabato 29 marzo 2014

This gift is forever

This gift is forever

The mystery of birth fills our existence with joy, hope and wonder. But even more, it moves us to reflect on the mystery of the positivity of being and on the nature of gift.
Four levels of a mystery
The act of giving birth is a very profound mystery which reflects, in a certain way, the mystery of God.
There is, in the first place, the biological level, probably the most obvious, but in no way banal. Life, being the fruit of a loving union between a father and a mother, is enabled and comes about through bodily existence. Our very own bodies continuously remind us of our origin, of the fact that we are “given”, “entrusted to ourselves”. Our bodies remind us that our lives are given from the moment of conception and throughout the arc of our historical existence.
The body directs us to the ontological level of the mystery of birth, it further leads us to the question in regards to the mystery of our being. We come into being through the union of two persons, a man and a woman, but we are distinct from them. Upon further reflection on its origin, our coming into existence reveals that our being is uniquely ours and at the same time that it is not: it is what we share in common with everything that exists. Being with the other carries with it a task: to discover who we are while remaining in wonder at the fact that we exist.

Benedetto XVI e i nuovi diritti