Rinnovamento sinodale di un movimento ecclesiale e di un
incontro culturale
Leone XIV interviene al Meeting di Rimini
Religione·Rodrigo Guerra López,Segretario della Pontificia
Commissione per l'America Latina
27.08.2026
Il discorso pronunciato sabato 22 agosto da Leone XIV al
Meeting di Rimini va letto in prima persona. Sarebbe fin troppo facile pensare
che il Papa si rivolga ai politici, ai potenti, a coloro che dividono il mondo
o, all’interno di Comunione e Liberazione (CL), agli «altri», e non a me
stesso. Leone XIV riconosce con affetto la storia nata dal carisma di Luigi
Giussani e la fecondità culturale del Meeting. Proprio per questo, invita tutti
a tornare all’essenziale.
Non sembra un caso che il Papa parli di «bellezza
disarmata». L’espressione rimanda a un’intuizione decisiva nella storia recente
di CL: il cristianesimo non ha bisogno di conquistare spazi di potere per
dimostrare la propria verità. La verità cristiana propone, attrae e risveglia
la libertà. La fede si verifica aprendosi alla totalità del reale, con
semplicità e gioia, mai secondo la logica delle mere «battaglie culturali».
Da qui si comprende una delle frasi più incisive del
discorso: per il «realismo della misericordia» non ci sono nemici; anche
l’avversario è qualcuno che dobbiamo «guardare negli occhi» e con cui «bisogna
incontrarsi nella verità». Questa affermazione approfondisce l’insegnamento di
Papa Francesco sulla fraternità e smonta un’antica tentazione: pensare che
difendere la fede richieda di crearsi avversari e di intraprendere
entusiastiche «crociate».
Neppure il riferimento al «Magnificat» è un ornamento pio.
Può essere, in realtà, la chiave interpretativa dell’intero testo. Maria
contempla la storia alla luce della misericordia di Dio. Quella misericordia —
dice Leone XIV — è la bussola per attraversare un mondo dominato da interessi,
guerre e lotte di influenza, nella società e anche nella Chiesa.
Più avanti nel discorso emerge un’altra sfida: aprirci a una
vera cattolicità, allargare i nostri legami al di là di appartenenze troppo
ristrette. Se presa sul serio, questa esortazione può scatenare una nuova
creatività missionaria che ci porti a esplorare nuove periferie geografiche ed
esistenziali, ad abbandonare le zone di comfort e a collaborare con i carismi
più diversi. Ma questo nuovo impegno missionario può nascere solo
dall’esperienza dell’essere Chiesa. «Amate sempre la Chiesa», insiste Leone XIV.
Non formalmente, né solo la Chiesa che coincide con la nostra sensibilità, ma
l’intera Chiesa: plurale, a volte difficile, formata da molti membri molto
diversi tra loro.
Per questo, la riforma sinodale di CL non può essere
rimandata né ridotta a un semplice aggiustamento cosmetico. Il Papa chiede che
i movimenti ecclesiali partecipino al rinnovamento dell’intera Chiesa. Ciò
esige di imparare nuovamente ad ascoltare con umiltà, a camminare e a
collaborare con gli altri, e a trasformare l’autorità in autentica diaconia: un
servizio radicale, soprattutto verso i piccoli, i feriti e gli emarginati dal
nostro stesso abbraccio.
(…)
Continua su
https://paginasdigital.com/it/leone-xiv-interviene-al-meeting-di-rimini/
